Cristo in pietà sorretto da tre angeli

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Cristo in Pietà sorretto da tre Angeli
Antonello da Messina 038.jpg
AutoreAntonello da Messina
Data1474-1476
TecnicaOlio su tavola
Dimensioni115×85.5 cm
UbicazioneMuseo Correr, Venezia

Il Cristo in Pietà sorretto da tre Angeli, o Pietà, è un dipinto a olio su tavola di Antonello da Messina, databile al 1474-1476 circa e conservato nel Museo Correr di Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il dipinto pervenne nelle civiche raccolte di Venezia insieme al legato Teodoro Correr del 1830; non se ne conosce la provenienza né l'originaria destinazione, se come pala d'altare o piuttosto se sia un dipinto per la devozione privata. L'opera venne assegnata, da Vincenzo Lazari (1854), a un ignoto di "Scuola Veneta del Sec. XV", poi come opera di Giovanni Bellini e tale era ritenuta anche da Bernard Berenson e da Jacobsen nel 1894. Nel 1902 il Ludwig la riconobbe come opera di Antonello da Messina, anticipando l'attribuzione del Frizzoni (1909) oggi condivisa da tutta la critica. Gli studiosi sono propensi nel collocare l'esecuzione della tavola agli anni veneziani di Antonello, tra il 1475 ed il 1476, o al più tardi al suo ritorno a Messina.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

La composizione della tavola si staglia su un paesaggio ricco di vegetazione e minuziosamente descritto. Si possono addirittura riconoscere particolari come la chiesa sullo sfondo, sicuramente identificabile con la Chiesa di San Francesco all'Immacolata a Messina . L'opera, eseguita pochi anni prima della Pala di San Cassiano, documenta un momento di Antonello in cui la meditazione sui modelli d'origine tedesca, come Jan van Eyck o Peter Christus, si fa evidente. Non mancano, ovviamente, le tangenze con la cultura figurativa italiana come, ad esempio, nelle scelte prospettiche. Antonello, che aveva conosciuto Piero della Francesca intorno al 1473 e da lui aveva appreso non solo i segreti matematici della prospettiva ma anche una certa maniera nell'utilizzarla, in questa tavola pone la figura di Cristo al centro con un punto di vista prospettico molto ravvicinato per accentuarne la monumentalità e la solennità. Gesù è raffigurato morto, nel momento successivo alla deposizione,seduto (o meglio accasciato) sul sarcofago. I tre angeli mentre sono intenti a sorreggere il peso del corpo del Salvatore si dedicano, con cura, a medicare le ferite inferte durante la crocifissione. Questa tipologia iconografica era assai diffusa tra i vari esponenti del primo Rinascimento veneto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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