Costi di transazione

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Si fa solitamente risalire la nascita dell'economia dei costi di transazione a Coase[1], ma questa teoria è diventata nota negli anni ottanta per via del lavoro di Williamson[2].

Mentre la microeconomia classica prende l'impresa come una scatola nera ("black box"), la teoria dei costi di transazione, assieme ad altre teorie nate già negli anni cinquanta, nasce per cercare di capire come le imprese si organizzano al loro interno, e in particolar modo si concentra sulla dualità tra gerarchia (insieme delle regole formali che definiscono procedure e meccanismi di funzionamento proprie di una qualunque istituzione anche privata come l'azienda) e mercato (libertà di iniziativa lasciata ai singoli di agire anche se spinti dall'individualismo).

I costi si dividono in due categorie:

  • costi di produzione: tutti quei costi legati allo svolgimento di un'attività;
  • costi di transazione: tutti quei costi legati all'organizzazione di un'attività, che si dividono, a loro volta, tra costi ex ante (prima della transazione) e costi ex post (dopo la transazione).

Detto in altro modo, i costi di transazione sono quei costi, quantificabili o meno, che nascono quando nasce l' "ipotesi" di uno scambio ed indicano sia lo sforzo dei contraenti per arrivare ad un accordo, sia - una volta che l'accordo sia stato raggiunto - i costi che insorgono per fare rispettare quanto stabilito.

Costi di transazione sono:

  • il costo in tempo e denaro per definire un accordo;
  • il costo in tempo e denaro della ricerca dei contraenti per un dato contratto;
  • i costi di ricerca di informazioni riguardanti il mercato ed i suoi agenti.

Esempi possono essere:

  • il tempo impiegato per trattare sul prezzo di un paio di sandali al mercato;
  • il tempo impiegato per tradurre un contratto da un'altra lingua alla propria;
  • la commissione pagata ad una banca per l'acquisto o vendita di titoli;
  • il tempo speso per ricercare quali sono i diversi produttori di un dato bene;
  • il tempo speso per confrontare i diversi prezzi di uno stesso bene offerto da diversi produttori.

I costi di transazione nascono a causa di tre problemi:

  • razionalità limitata: non è possibile prevedere tutti i possibili casi che si possono presentare e il loro esito;
  • asimmetria informativa: i contraenti non posseggono le stesse informazioni;
  • opportunismo (azzardo morale): i contraenti sono inclini a perseguire il proprio interesse sopra ogni cosa (anche a danno della controparte).

La conclusione a cui generalmente sono giunti gli autori che si sono occupati di costi di transazione è che la tendenza di moda negli anni settanta a ricorrere al "mercato" come forma privilegiata di motivazione e controllo del comportamento nelle grandi organizzazioni aziendali private aveva, di fatto, generato perdite anziché utili dal punto di vista "corporate". In questi casi sarebbe risultato più efficiente il ricorso alle "gerarchie", cioè a forme di controllo burocratico istituzionalizzato, per garantire che i singoli operatori tenessero sempre in adeguata considerazione il vantaggio dell'azienda nel suo complesso anziché perseguire esclusivamente il proprio personale tornaconto a scapito di operatori concorrenti all'interno dell'azienda stessa.
L'aver preso coscienza di questo problema da parte delle grandi aziende private ha determinato, negli anni ottanta, una brusca retromarcia e l'introduzione massiccia di sistemi gerarchici di programmazione e controllo di gestione anche grazie all'impiego delle tecnologie informatiche. Nel contempo le aziende di minori dimensioni hanno realizzato che la concorrenza sfrenata comportava mediamente più costi che ricavi, mentre forme di cooperazione, o addirittura di aggregazione in nuove forme aziendali quali i "gruppi", avrebbero comportato vantaggi reciproci in termini di riduzione proprio dei costi di transazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coase, Ronald H. (1937). The Nature of the Firm. Economica, 4: 386;
  2. ^ Williamson O.E. (1987). Le istituzioni economiche del capitalismo. Imprese, mercati, rapporti contrattuali, Franco Angeli, Milano. Williamson O.E. (1985). L’economia dell’organizzazione: il modello dei costi di transazione, in Nacamulli R., Rugiadini A., Organizzazione & Mercato, Il Mulino, Bologna, pp. 161-186.

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