Controllo della folla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le armi soniche sono armi non letali adoperate dalle forze dell'ordine americane per il controllo della folla

Il controllo della folla è il controllo di una massa di persone, atto a prevenire disordini e possibili sommosse.

Gli esempi tipici sono eventi che attirino un gran numero di persone o di interesse pubblico, o ancora situazioni di emergenza quali decontaminazioni e situazioni di quarantena di massa.

Tecnologie meccaniche per il controllo della folla[modifica | modifica wikitesto]

In anni recenti sono state introdotte negli Stati Uniti e in altri paesi del mondo specifiche apparecchiature che sfruttano le tecnologie di microonde per produrre effetti sonori capaci di provocare danni per l'orecchio umano. Tra queste un esempio tipico è il cosiddetto LRAD.

Tecnologie psicologiche per il controllo della folla[modifica | modifica wikitesto]

Dal secondo dopoguerra ha visto crescere i mezzi di suggestione e controllo di massa per via televisiva, come auspicato dallo studioso le Bonn nella sua analisi sociologico-scientifica[1]. Secondo alcuni autori questo fenomeno sarebbe dovuto alla trasformazione psico-antropologica dell'homo sapiens in homo videns, attraverso l'imposizione di immagini (web e televisione) all'utente. Il televedente diventa quindi il mezzo nel quale la società di massa si radica, spersonalizzandolo e rendendolo un tutt'uno con il sistema sociale, sacrificando la sua individualità per un mondo in cui la folla diviene, grazie alla tecnologia, un unico organismo. L'uomo post-moderno quindi un individuo di massa, o un soggetto, in quanto assoggettato, nella definizione del filosofo Danilo Campanella, come soggetto di massa[2], Questa realtà è però, per lo stesso Campanella, non una forzatura politica, ma un'esigenza dell'uomo contemporaneo per esser-ci all'interno del mondo che lo circonda, un palinsesto nato tra il 1990 e il 1996 con l'inizio della globalizzazione. La crisi economica contemporanea sarebbe quindi, non una mera recessione economica, ma una vera e propria crisi antropologica, e la prima, vera grande crisi della globalizzazione[3]. La necessità di un uomo siffatto sarebbe per lo scienziato e scrittore Huntington necessaria alla realizzazione del nuovo ordine mondiale, sistema economico, politico e sociale sovranazionale, che passerà prima attraverso la crisi delle culture e il loro conflitto su scala globale[4], attraverso conflitti innescati, come predetto da Jacques Delors, da fattori culturali e non ideologici[5].

Legge di spersonalizzazione progressiva[modifica | modifica wikitesto]

Mentre il singolo individuo, da solo, è ancora dotato di autocoscienza, una struttura psicologica propria, l'uomo postmoderno nel gruppo sociale perde la sua individualità, perché l'unità compenetra nella molteplicità e quest'ultima la domina organicamente. È la teoria detta di spersonalizzazione progressiva, proposta dal filosofo Danilo Campanella, che ne fa derivare lo spirito gregario: si evince, quindi, che il soggetto uomo si comporta in maniera distinta se opera a livello individuale, piuttosto che a livello collettivo[6].

Nel primo caso, gli ingegneri politici parlano di soggetto individuale, il quale, nell'accezione del Campanella, conserva tre fattori: libertà, personalità, raziocinio; nel secondo caso si parla di soggetto di massa, legato a quest'ultima grazie alle abitudini comportamentali, alimentari, alle mode e ai legami con i mass media.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gustave Le Bon, Psicologia delle folle, Tea, Milano 2004, p. 63.
  2. ^ Danilo Campanella, La fine del nostro tempo, Dissensi 2015, p. 77.
  3. ^ Ibidem., p. 92.
  4. ^ S. P. Huntington, Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, Garzanti 2012, pp. 226-228.
  5. ^ J. Delors, Questions Concerning European Security, Address, Bruxelles 1993, pp. 2-3.
  6. ^ Legge di spersonalizzazione progressiva, in Danilo Campanella, La fine del nostro tempo, Dissensi 2015, p. 84.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]