Controesempio

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In logica, e più in generale in matematica e in filosofia, un controesempio è un fatto particolare che dimostra che una certa congettura generale è falsa.

Costruire esplicitamente un controesempio è il metodo più naturale ed efficace per confutare dei teoremi. Ad esempio, consideriamo l'affermazione seguente: "tutti i gatti sono neri". Questa affermazione è indubbiamente falsa, ma come facciamo a dimostrarlo? Semplicemente, mostrando al mondo l'esistenza di un gatto di un altro colore.

Questo esempio, a prima vista banale, si estende in tutti gli ambiti della matematica, a vari livelli. Per esempio, molte congetture famose sono asserzioni che valgono in una certa generalità: ad esempio la congettura di Fermat (dimostrata da Andrew Wiles nel 1995) sostiene che:

non esistono soluzioni intere positive all'equazione: per .

Un controesempio per questa congettura sarebbe una terna di numeri , e , e un altro intero che soddisfano questa relazione.

I matematici che si trovano di fronte una congettura, o più generalmente un problema di cui non sanno la soluzione, hanno generalmente davanti a sé due strade percorribili: tentare di dimostrarla, o cercare un controesempio (e in questo caso l'utilizzo intensivo di computer può essere di grande aiuto). Addirittura per alcuni matematici (i cosiddetti intuizionisti), un controesempio è l'unico modo per poter dimostrare la falsità di un teorema dove le configurazioni possibili da verificare sono infinite.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Proviamo, per esempio, a dimostrare che:

per ogni numero reale positivo vale

è falsa. Con la proposizione è vera, ma, se proviamo con un altro numero, come , si ottiene:

che è evidentemente falso. Il controesempio ci dice che il teorema, in generale (cioè estendendo il concetto a tutto l'insieme), non vale per tutti i numeri reali positivi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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