Contratto fiduciario

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Il contratto fiduciario è un accordo in cui una parte (fiduciante) trasferisce la proprietà di un bene [1] alla controparte (fiduciario) con un vincolo a farne un determinato uso, oppure a trasferirlo, in un futuro, al fiduciante stesso o a un terzo.[2] Il contratto è diffuso nella prassi internazionale e man mano si sta facendo strada anche in Italia. Un disegno di legge del 2010 del Governo prevede la disciplina del contratto di fiducia, una serie di articoli destinati ad arricchire il codice civile.

Esistono due "tradizioni" riguardo al contratto fiduciario, che determinano significative differenze riguardo agli effetti. La tradizione romanistica, prevalente ad esempio qui in Italia, prevede che esso abbia effetti solo obbligatori: dunque, non essendo opponibile a terzi, il fiduciante non può poi recuperare il bene che il fiduciario slealmente abbia alienato. La tradizione germanistica invece prevede che abbia effetti reali e tutela quindi maggiormente la figura del fiduciante

Nel diritto italiano[modifica | modifica sorgente]

Tale tipologia contrattuale rientra tra i contratti innominati, o atipici, in quanto non espressamente disciplinato dal codice civile; deve però considerarsi ammesso in base al principio della libertà contrattuale. Ha effetti obbligatori, non reali (tradizione romanistica).[senza fonte] Appare come un contratto preliminare, motivo per cui si applica la regola che prevede che, in caso di inadempimento del fiduciario, l'altra possa rivolgersi al giudice chiendendo l'emissione di una sentenza costitutiva.

Nel mondo anglosassone[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trust.

Nel mondo anglosassone un istituto affine, seppur sensibili differenze, è il trust. Il punto di riferimento è il contratto di fiducia con tradizione germanistica. In realtà viene a operare il meccanismo della segregazione, per cui la proprietà del bene oggetto della prestazione passa sì, anche se solo formalmente, al fiduciario, ma si considera facente parte di un patrimonio separato. In questo modo, i creditori del fiduciario non possono aggredire quel bene: questo è un meccanismo che tutela la posizione del fiduciante in misura maggiore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Bessone Istituzioni di Diritto privato pp. 686 - 687
  2. ^ www.dirittoinrete.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]