Comune vecchio (Scandicci)

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Palazzo Comune vecchio
Palazzo del Vecchio Comune 2015 Scandicci.jpg
Palazzo del Comune vecchio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàScandicci
IndirizzoPiazza Matteotti, 31
Coordinate43°45′15″N 11°11′22.54″E / 43.754168°N 11.189595°E43.754168; 11.189595Coordinate: 43°45′15″N 11°11′22.54″E / 43.754168°N 11.189595°E43.754168; 11.189595
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Inaugurazione1870
Stileneorinascimentale
Usocivile
Piani2
Ascensori1
Realizzazione
ArchitettoFrancesco Martelli
ProprietarioComune di Scandicci

L'edificio del Comune vecchio è stato sede dal 1871 al 1975 del Comune di Casellina e Torri, divenuto dopo il 1929, Comune di Scandicci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, collocato in terreni dati dalla famiglia di possidenti Poccianti per costruirvi la sede del Comune, fu ultimato finito nel 1870 e si trova al centro di Piazza Matteotti. All'architetto comunale Francesco Martelli si deve il progetto del palazzo neorinascimentale[1], mentre i lavori li diresse Matteo Cocchini di Signa. I lavori costarono 40.000 lire dell'epoca[2].

Nel giugno del 1870 venne respinta una proposta di collocare sulla facciata "un orologio da torre"[3].

Il cosiddetto "comune vecchio" era stato progettato come una Casa per la comunità: sede dell'amministrazione, in costante dialogo con la piazza e la sua funzione fieristica, al pian terreno s'insediarono le scuole elementari (maschili sul lato destro e femminili sull'altro). Il mezzanino fu adibito ad alloggio per gli insegnanti. Gli uffici comunali si trovavano al primo piano[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Di sobria architettura tipicamente ottocentesca, mostra elementi classicheggianti nella forma delle finestre e nei piatti bugnati laterali. Caratteristico è il loggiato della facciata che presentava una apertura posteriore dando accesso a Piazza Piave. [5]. La ristrutturazione avvenuta nel 2013 ha chiuso il passaggio verso Piazza Piave, collocandovi un ascensore ed ha costruito una passarella al 1º piano tra i due lati dell'edificio.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu destinato inizialmente a sede della comunità di Casellina e Torri[6], divenuta poi Comune di Scandicci; tale destinazione è rimasta sino alla costruzione del nuovo comune nel 1975. L'edificio era caratterizzato da un ampio loggiato riservato alle contrattazioni durante le annuali fiere del bestiame; al piano terreno le due ali ospitavano le scuole elementari (femminili su lato destro della facciata, maschili su quello sinistro), al mezzanino v'erano gli alloggi degli insegnanti e infine al primo piano trovavano posto gli uffici comunali veri e propri. Dal 1962 ha ospitato anche la Biblioteca comunale e l'Archivio storico[7]. Successivamente al trasferimento nel 2009 della Biblioteca nella nuova sede in Via Roma 38/A, l'edificio è stato ristrutturato ed ospita dal 2013 gli uffici comunali della Pubblica Istruzione, dei Servizi Educativi, dell'Agenzia Formativa (con n.5 aule attrezzate), del Cred (Centro Risorse Educative Didattiche) e di “Scandicci Cultura”, organismo strumentale del Comune per la gestione dei servizi e delle attività culturali. Al piano terra si trova l'URBAN CENTER, spazio di comunicazione sull'identità urbana e sulle trasformazioni urbanistiche nell'area metropolitana, gestito dall'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e, per la parte riguardante la memoria storica del paesaggio e della comunità locale, da Scandicci Cultura.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il palazzo si ispira allo stile dei palazzi di Firenze Capitale progettati dal Poggi. M. Gamannossi, FIERAmente Scandicci, 150 anni di esposizione e di storia, Sicrea edizioni, 2016, p. 31.
  2. ^ Marco Gamannossi,Fieramente Scandicci- 150 anni di esposizione e di storia, Sicrea edizioni, 2016, cit.
  3. ^ Marco Gamannossi, op. cit.,
  4. ^ Marco Gamannossi, op. cit.
  5. ^ Daniela Lamberini (a cura di), Scandicci. Itinerari storico-artistici nei dintorni di Firenze, Firenze, Ponte alle Grazie, 1997.
  6. ^ Una delibera del 25 febbraio 1869 relativa alla costruzione dell'edificio lo destinava a “ad uso di Ufizio comunale, delle scuole, e dei loro maestri”
  7. ^ Biblioteca. Storia, su Scandicci Cultura. URL consultato il 6 maggio 2015.
  8. ^ Nuova vita al Comune vecchio; ospiterà l'Uban center (PDF), in La Nazione, 12 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2015).
  9. ^ La fabbrica dei saperi, su Comune di Scandicci. URL consultato il 6 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Fabbri, Scandicci verso il Duemila: dall'espansione edilizia a oggi, Scandicci, Centrolibro, 2011, ISBN 8886794142.
  • Mila Guidi, Un borgo alla periferia fiorentina: Casellina e Torri 1861-1913, Scandicci, Centrolibro, 2006, ISBN 8886794126.
  • Daniela Lamberini (a cura di), Scandicci - Itinerari storico artistici nei dintorni di Firenze, Firenze, Ponte alle Grazie, 1990.
  • Marco Gamannossi, Fieramente Scandicci 150 anni di esposizione e di storia, Sicrea edizioni, 2016, ISBN 978-88-942009-0-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]