Classi di indirizzi IP

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Le classi di indirizzi IP (o classful addressing) sono una formalità per dividere lo spazio di indirizzamento IPv4[1][2] introdotta dal RFC 791[3] nel 1981 ed in uso fino all'introduzione del Classless Inter-Domain Routing (CIDR) nel 1993.

Classi di indirizzi[modifica | modifica wikitesto]

Questo sistema di indirizzamento basato sulla classe prevede che dai primi bit di un indirizzo IP si possa determinare la classe e di conseguenza la subnet mask.

Tabella riassuntiva delle classi di indirizzamento
Utilizzo bit
(N: Network; H: Host)
Subnet mask Reti
disponibili
Host
disponibili
per rete
Indirizzi
totali
Note
Classe A 0NNNNNNN.HHHHHHHH.HHHHHHHH.HHHHHHHH 255.0.0.0 /8 128 16 777 216 (-2) 2 147 483 392
B 10NNNNNN.NNNNNNNN.HHHHHHHH.HHHHHHHH 255.255.0.0 /16 16 384 65 536 (-2) 1 073 709 056
C 110NNNNN.NNNNNNNN.NNNNNNNN.HHHHHHHH 255.255.255.0 /24 2 097 152 256 (-2) 532 676 608
D 1110XXXX.XXXXXXXX.XXXXXXXX.XXXXXXXX Indirizzo multicast
E 1111XXXX.XXXXXXXX.XXXXXXXX.XXXXXXXX

In questo modo il tipo di classe si può determinare sulla base dei bit più significativi.

Vediamo come:

Classe A
Il primo byte rappresenta la rete; gli altri tre gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 0-127.H.H.H;
La maschera di rete è 255.0.0.0 (o anche detta /8 in quanto i bit di rete sono 8);
Questi indirizzi in binario iniziano con il bit 0.
Classe B
I primi due byte rappresentano la rete; gli altri due gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 128-191.N.H.H;
N varia da 0 a 255.
La maschera di rete è 255.255.0.0 (o anche detta /16 in quanto i bit di rete sono 16);
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 10.
Classe C
I primi tre byte rappresentano la rete; l'ultimo gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 192-223.N.N.H;
La maschera di rete è 255.255.255.0 (o anche detta /24 in quanto i bit di rete sono 24);
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 110.
Classe D
È riservata agli indirizzi multicast.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 224-239.x.x.x;
Non è definita una maschera di rete, essendo tutti e 32 i bit dell'indirizzo utilizzati per indicare un gruppo, non un singolo host;
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1110.
Classe E
Riservata per usi futuri;
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 240-255.x.x.x;
Non è definita una maschera di rete;
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1111.

Esempio:

Se occorresse analizzare l'indirizzo IP 130.165.4.2 privo di maschera di rete e fosse necessario trovarne la classe di appartenenza, si potrebbe iniziare considerando che convertito in binario il primo ottetto (il numero 130) risulterebbe 10000010, ovverosia un numero appartenente alla classe B proprio perché gli indirizzi di classe B iniziano con i primi bit a 10.

Esempio:

Se fosse necessario calcolare a mano il numero di reti e di host disponibili negli indirizzi di classe B, si effettuano i seguenti calcoli:
Numero di reti: 214 (bit di rete) = 16 384
Numero di host: 216 (bit di host) = 65 536 Sottraendo 2 (in quanto si escludono l'indirizzo di rete e quello di broadcast) = 65 534
Per il calcolo della rete si effettua 214 in quanto questo è il calcolo per trovare tutte le combinazioni possibili su 14 bit. Infatti in classe B vi sono 16 bit utilizzati per la rete (vedere riferimenti alla tabella: In classe B il numero di bit per la rete N è 16) ma considerando che i primi 2 bit sono sempre fissi a 10, allora i bit che veramente possono variare scendono a 14.
Analogo discorso per il calcolo degli host, dove si effettua 216 in quanto questo è il calcolo per trovare tutte le combinazioni possibili di host su 16 bit disponibili a tale scopo (vedere riferimenti alla tabella: In classe B il numero di bit per gli host H è 16). È molto importante sottolineare come non siano mai considerati host sia l'indirizzo di broadcast (tutti i bit degli host H a 1) che l'indirizzo di rete (tutti i bit degli host H a 0); per cui nel calcolo degli host si sottrae sempre 2 al risultato ottenuto proprio per escludere questi due indirizzi particolari che non sono host.

Altre tabelle[modifica | modifica wikitesto]

L'intervallo di indirizzi utilizzati da ogni classe sono indicati nello schema successivo mediante notazione decimale puntata (dot-decimal notation).[4]

Classe Bit iniziali Inizio intervallo Fine intervallo
A 0 0.0.0.0 127.255.255.255
B 10 128.0.0.0 191.255.255.255
C 110 192.0.0.0 223.255.255.255
D (multicast) 1110 224.0.0.0 239.255.255.255
E 1111 240.0.0.0 255.255.255.255

Alcuni indirizzi sono riservati per usi speciali (RFC 3330).

Indirizzi CIDR Funzione RFC Classe Totale # indirizzi
0.0.0.0 - 0.255.255.255 0.0.0.0/8 Indirizzi zero RFC 1700 A 16.777.216
10.0.0.0 - 10.255.255.255 10.0.0.0/8 IP privati RFC 1918 A 16.777.216
127.0.0.0 - 127.255.255.255 127.0.0.0/8 Localhost Loopback Address RFC 1700 A 16.777.216
169.254.0.0 - 169.254.255.255 169.254.0.0/16 Indirizzo link local RFC 3330 B 65.536
172.16.0.0 - 172.31.255.255 172.16.0.0/12 IP privati RFC 1918 B 1.048.576
192.0.2.0 - 192.0.2.255 192.0.2.0/24 Documentation and Examples RFC 3330 C 256
192.88.99.0 - 192.88.99.255 192.88.99.0/24 IPv6 to IPv4 relay Anycast RFC 3068 C 256
192.168.0.0 - 192.168.255.255 192.168.0.0/16 IP privati RFC 1918 C 65.536
198.18.0.0 - 198.19.255.255 198.18.0.0/15 Network Device Benchmark RFC 2544 C 131.072
224.0.0.0 - 239.255.255.255 224.0.0.0/4 Multicast RFC 3171 D 268.435.456
240.0.0.0 - 255.255.255.255 240.0.0.0/4 Riservato RFC 1700 E 268.435.456

Sostituzione delle classi[modifica | modifica wikitesto]

A lungo andare, le classi di tipo C si sono rivelate troppo poche per le esigenze di indirizzamento e si è dovuto assegnare subnet di grana più fine anche all'interno delle classi A e B. A partire dal 1993 si abbandonò quindi il concetto di classful routing in favore del Classless Inter-Domain Routing (CIDR).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) TCP/IP Overview, su CISCO. URL consultato il 28 giugno 2015.
    «Address Formats for Class A, B, and C IP Networks».
  2. ^ Indirizzamento IP (PDF), su cs.unibo.it. URL consultato il 28 giugno 2015.
  3. ^ RFC 791, Internet Protocol, Information Sciences Institute (September 1981)
  4. ^ Paolo Camagni, Riccardo Nikolassy, Corso di Informatica, Hoepli, p. 264.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]