Cattedrale di Asmara

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Beata Vergine del Rosario
Asmara, cattedrale cattolica, 05.JPG
Stato Eritrea Eritrea
Regione Regione Centrale
Località Asmara
Religione Cristiana cattolica
Diocesi Arcieparchia di Asmara
Consacrazione 1923
Architetto Oreste Scanavini
Stile architettonico Neoromanico
Completamento 1923

Coordinate: 15°20′12.29″N 38°56′16.41″E / 15.336747°N 38.937892°E15.336747; 38.937892

La cattedrale di Asmara nella capitale dell'Eritrea, Asmara. Edificata nel 1922–1923 dal primo Vicario Apostolico dell'Eritrea e dalle autorità coloniali italiane, venne costruita in stile romanico lombardo, ed è stata fino al 21 dicembre 1995 sede del vicariato apostolico di Asmara. Oggi la chiesa appartiene all'arcieparchia di Asmara, della Chiesa cattolica eritrea, una delle Chiese cattoliche orientali in comunione con il papa di Roma. Non è sede dell'arcieparca, ma è ancora comunemente chiamata "la cattedrale".[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Monsignor Camillo Carrara, primo Vicario Apostolico dell'Eritrea

L'edificio, che sostituiva una chiesetta dedicata a san Marco, venne realizzato su disegno dell'architetto milanese Oreste Scanavini, ispirandosi allo stile romanico lombardo, col tipico impiego di mattoni a vista. La costruzione, iniziata nel giugno 1922, venne terminata nel settembre 1923 e la chiesa fu consacrata il 14 ottobre 1923.[1][2]

La costruzione del campanile, iniziata più tardi è stata portata a termine nel 1925 dopo la morte di Monsignor Carrara. É alto 52 metri, e da esso si può godere di una splendida vista sulla città in stile Art Déco. Contiene otto campane, delle quali la più grande pesa 38 qt.[1][2]

Nel complesso architettonico della chiesa si trovano anche una scuola elementare, un monastero e un convento, elementi presenti sin dall'iniziale costruzione dell'edificio.

Fine del vicariato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940-1941, quasi il 28% della popolazione dell'Eritrea era cattolica.[3] La grandissima maggioranza dei cattolici erano italiani ed altri membri della Chiesa latina, soggetti perciò al vicariato apostolico, mentre dal 1930 esisteva anche un ordinariato per i fedeli di rito orientale al servizio pastorale dei molto meno numerosi cattolici di tradizione etiopica.[4]

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e l'imposizione dell'autorità dell'Etiopia sull'Eritrea, la presenza italiana si è ridotta notevolmente. Nel 1971, quando si e dimesso il quarto ed ultimo Vicario Apostolico, non gli è stato nominato alcun successore. L'ordinariato per i cattolici orientali cresceva ed è stato elevato al grado di esarcato apostolico nel 1951 e di eparchia nel 1961. Il risultante Eparchia di Asmara è stato poi divisa in tre nel 1995 con l'erezione delle due nuove eparchie di Barentù e di Cheren. Come parte di questa riorganizzione della Chiesa cattolica nell'Eritrea il vicariato apostolico, vacante da oltre 24 anni, è stato soppresso. Il frate cappuccino, Luca Milesi, che dal 1971 governava il vicariato come amministratore apostolico, è stato nominato primo eparca di Barentù.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

[[Categoria:Ex cattedrali dedicate a Maria