Candia (famiglia)

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La famiglia de Candia[1] dei Guiscardi[2] marchessi di Candia nel Canavesse (anche variante dialettale de Candie, Gancia o Candida), sono discendenti di Roberto il Guiscardo[3], anche per linea materna membri[4] della Casa di Borgogna Ivrea Anscarici, di una antica famiglia nobiliare Longobarda originaria del Dauphiné, quando la noblità Longobarda o Burgunda di Savoia-Piemonte entrò a far parte della comunità piemontese a Candia Canavese, imparentandosi prima con gli Altavilla di Casa Savoia, in Piemonte, ma anche con i Cattaneo, antica famiglia genovese, in Liguria, e, infine, con gli Spinola, gli San Martino Pardo e gli Alberti (conti di Prato), in Toscana.

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Installati nel Castelfiorito del mondo medievale antico della piccola nobiltà Sabauda, "Candiaco vassalum Sabaudo", deriva dal latino medievale con il significato di "Casa Candia vassallo di Casa Savoia". Si tratta di un'antica famiglia gallo-romana originaria della Savoia e più precisamente nell'antica Camberium, ora Chambery (Savoia francese). Solo successivamente la famiglia si stabilì nell'Italia settentrionale, concentrandosi soprattutto nel Canavese, a Ivrea e a Candia Canavese, in Piemonte, in Lomellina e in Liguria, secondo quanto risulta dai registri risalenti al 989 appartenuti al Podestà di Ivrea, I de Candia famiglia membri[5] di Casa Borgogna-Ivrea Anscarici per linea materna.

A partire dal 1008 sono presenti nel Piemonte, dal 1242 nel Regno di Sicilia. Nel 1603 uno dei discendenti della famiglia viene elevato al rango di Conte di Candia nel Piemonte degli Arcimboldi de Candia, e, dal 1700 è presente nel Regno di Sardegna dove si trasferirono per ragioni di lavoro legato al commercio. Nel 1779 la famiglia fu nobilitata sia dal Regno di Savoia, che dal Regno d'Italia e dal Regno di Grecia.

Esponenti della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

  • Godoffredo Roricon de Candia dei Longobardi, Signore di Candé e di Lion d'Angers, cavaliere Normanno di Gerusalemme, morto in Palestina nel 1100.
  • Anselmo di Candia Ginevra, Anselmo d'Aosta, chiamato anche Anselmo di Bec o Anselmo di Canterbury (Aosta, 1033/1034 – Canterbury, 21 aprile 1109). Fu teologo e filosofo; nacque ad Aosta, figlio dal conte Gundulfo di Candia, il cui nome rivela l'origine longobarda, e dalla nobildonna Eremberga di Ginevra, principessa originaria della Borgogna e parente del conte Oddone di Savoia e di Moriana.

Discendenza dei Candia:

  • Enrico di Candia, Signore del Piemonte nella Candia Canavese: Il ramo stabilitosi in Piemonte ha origine dal conte Enrico di Candia del Castello di Candia nella Lomellina e del Canavese, secondo i registri dei domini di Pavia con diploma di Federico I del 1164.
  • Alduino di Candia, Signore di Candida:

Le prime notizie documentabili del castello di Candida e del suo signore risalgono a metà del 1100. Il Catalogus Baronum, compilato tra il 1150 e il 1168 a seguito del censimento, ordinato da Ruggero II di Sicilia, dei feudi e dei feudatari del Regno, attesta che il feudatario di Candida e Lapio con Arianiello era Alduino de Candida, figlio di Ruggero figlio di Oldoino delle genti Lortomanne, ovvero Normanne. A causa di un duro scontro con il cancelliere, Alduino perse i feudi che furono incamerati nel demanio; nel 1186 Guido de Serpico ebbe in concessione il feudo di Lapio e Arianiello, mentre il castello di Candida fu venduto a Rogerio, fratello di Guido e figli di Trogisio de Scapito, feudatario di Trogisio de Cripta di Serpico.

  • Alfonso IV di Ribagorza, Signore di Candia, detto "il Vecchio"
  • Franco de Candia, Signore di Derruyere, visconte di Ginevra:

La famiglia de Candia di Camberium (Chambery-Le-Vieux), o ramo di Candia di Ginevra, ha avuto origine da un certo Franco di Candia, Signore di Derruyere visconte di Ginevra (1314 - 26 / XII /1360), a sua volta originario dai di Candia di Bresse (Brexia) venuto nella Savoia dei di Candia di Borgo San Dalmazzo in Piemonte; la sua famiglia ha dato origine all'intera discendenza dei di Candia Visconti di Ginevra.

  • Tommaso de Candia, Capitano di Bari, conte Corrado de Candia (Palazzo Candia di Molfetta), Capitano Serafino de Candia di Torre del Greco: da lui la famiglia De Candia del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie.
  • Simonetta Vespucci, nata Simonetta Cattaneo de Candia nel 1453, nobildonna di Casa Candia (gli storici non sono concordi circa il suo luogo di nascita, se Fezzano di Portovenere (La Spezia) o Genova) il cui nome fu poi leggendariamente legato al dipinto, Nascita di Venere del Botticelli.
  • Luigi de Candia, nato Luigi Lorenzo Birago San Martino de Candia (per testamento dello zio Guiscardi del 30-7-1579) (+ 16…), ambasciatore sabaudo in Spagna, dal Papa, in Francia e Inghilterra; infeudato dalla Mensa d’Ivrea dei feudi materni il 15-4-1599, 1º Conte di Vische il 1-2-1589, Gran Croce e Gran Priore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro dal 12-4-1606 con la commenda di Chivasso; istitutore dei Principi Tommaso e Maurizio di Savoia. 1) sposò a Torino nel 4-11-1588 Luisa, figlia di Gian Tommaso Langosco Gran Cancelliere del Ducato di Savoia e di Delia Roero (+ testamento: 15-8-1620), erede dei feudi di Borgaro Torinese, Villerboit e Monteformoso, 2) sposò nel 1623 Ottavia, figlia di Niccolò San Martino d’Agliè
  • Carlo Emanuele de Candia (+ 1626), 2º Conte di Vische, Signore di Candia, Borgaro Torinese, Carrone, Villerboit, Monteformoso e terre annesse alla morte del padre; Gentiluomo di Camera e Primo Scudiero del Duca di Savoia, ambasciatore a Roma nel 1621; sposò Margherita Valperga, figlia di Antonio Conte di Mazzé e Monterotondo (+ testamento: 21-3-1674), già vedova di Ottavio Provana di Leynì; sui figli sono: Giulia, Vittoria, Caterina, Carlo Emanuele
  • Carlo Emanuele de Candia (* Torino 2-8-1620 + ivi 7-7-1680), 3º Conte di Vische, Signore di Candia, Borgaro Torinese, Carrone e terre annesse dal 1626; Gentiluomo di Camera del Duca di Savoia il 22-7-1660, Capitano dei corazzieri Guardie del Corpo, Colonnello, ambasciatore in Vienna, Fran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro dal 10-1-1661, Commendatore di Tortona il 10-1-1669, Collare dell’Ordine della SS. Annunziata dal 24-3-1680; vende Villerboit e Monteformoso.
  • Antonio de Candia, di Torre del Greco, figlio di un Francesco Candia, si trasferì ad Alghero e divenne proprietario di una flottiglia per la pesca del corallo Suo figlio Serafino De Candia raggiunse ad Alghero una posizione preminente nella pesca e nel commercio di corallo. Vittorio Amedeo III, re di Sardegna, il 29 maggio 1779 gli concesse il titolo di cavaliere e nobile, trasmissibile ai figli maschi e il 10 luglio l'uso delle armi gentilizie. Tali titoli comportano il trattamento di don per i maschi e donna per le femmine.
  • Don Stefano De Candia, nipote del precedente e figlio di un Antonio Agostino, abitante a Cagliari fu aiutante di campo del re Carlo Felice e governatore di Nizza.
  • Don Carlo De Candia, figlio del precedente, nato a Cagliari nel 1803, intraprese una lunga carriera militare divenendo luogotenente generale e comandante della divisione militare di Cagliari, nonché nel 1860, grande ufficiale dell'ordine mauriziano nel 1860. Realizzò la planimetria ed il catasto della Sardegna e fu segretario del ministro della guerra[7].
  • Don Giovanni Matteo De Candia (1810-1883), anch'egli figlio di Stefano, fu uno dei massimi tenori dell'Ottocento col nome d'arte di Mario. Anch'egli aveva cominciato la carriera militare, ma poi, coinvolto in simpatie mazziniane, lasciò l'esercito e fuggì in Francia. Raggiunta la fama nei maggiori teatri del mondo, rifiutò sempre di cantare in patria[8].

Feudi[modifica | modifica wikitesto]

Il Castrum Candia situato a Candia Canavese apparteneva a l'antica famiglia del Conte Enrico de Candia, così come il Castello della Candia Lomellina, che entrò a far parte dei domini di Pavia nel 1164 (diploma di Federico I), ma apparteneva forse fin da allora a una antica famiglia locale, i Confalonieri da Candia. Nel 1560 fu infeudato, insieme a Valeggio, a Giovanni Arcimboldi; nel 1603 Gianangelo de Candia diviene Conte di Candia. Nel 1675 il feudo di Candia è acquistato (1676) dai Gallarati, già signori dei vicini Cozzo e Sant'Angelo Lomellina. Nel 1707 Candia, con tutta la Lomellina, passò sotto il dominio di Casa Savoia. Nel 1859 entrò a far parte della provincia di Pavia; nel 1928 a Candia Lomellina fu unito il soppresso comune di Terrasa.

  • Terrasa veniva sempre citata insieme a due altri piccoli centri, Villata e Roncone. Erano compresi nel feudo di Candia, di cui seguirono le sorti. Nel 1644 il comune viene chiamato, Villata e Roncone; nel secolo successivo a questi nome si aggiunge Terrasa, che finisce per essere il centro principale e a dare da solo il nome al comune. (Villata e Roncone scompaiono nel corso del XVIII secolo).

Castelfiorito è ricostruzione ottocentesca dell'antico castello di Candia che dominava il borgo di Candia. Durante la guerra del Canavese del XIV secolo i castelli di Candia e Castiglione subirono molti danni da parte del Principe d'Acaia, poi smantellati da Fabrotino da Parma. Resti di mura medievali sono ancora osservabili nelle case di via Cesare Battisti e via Cavour.

Le origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome de Candia, attribuito oggi a questa famiglia vieni della Terra Candia e il feudo, nella provinenza dal normanno "Candiaco", in latino, "Candidus", che assunse successivamente diversi fonemi: "Candida" nella Campania, "Chandieu" o "Candè" del Gallo-Romano, che nell'idioma piemontese è "Candia", e "Candie" in alta Savoia.

Le origini del nome Candia sono piuttosto incerte: è stato rilevato, su un documento degli statuti del comune di Vercelli dell'anno 1241 al cap. "De Villa Candiae", il territorio di Pavia che comprende anche "Cerpengius, Rosascus, Bagnol, Lambosca, Coce, Candia et Bremide". Questo documento territoriale di Pavia viene riconfermata da Enrico VI con un diploma del 7 dicembre 1191.[9]

Sono state formulate diverse ipotesi circa l'etimologia del nome "Candia": Il Donisotti ritiene che il nome derivi da Caput Andia secondo i registri della famiglia Angers (Latin "Andia" anche Gallo-Romano "Andes", Francia). L'etimologo D. Olivieri ritiene che rifletta il nome delle cannea, cioè canneto come doveva essere il territorio verso il fiume Sesia, ora bonificato. Il mortarese prof. F. Moro ritiene che il nome derivi dal celtico, aggettivazione delle forme participiali hem-d o ham-d (terra estrema o al bordo) come si può dedurre dalla pronuncia dialettale del nome del paese Chendiâ . Il Pollini scrive Kandium (forse riferendosi a Candia) quando parla di un combattimento che vide coinvolto l'esercito romano nei pressi di Robbio, circa 101 anni avanti Cristo. Da altre fonti si legge che il nome del paese probabilmente deriva dal latino Candida Laumellorum dovuto alla presenza grandi distese di candidi gigli selvatici che in primavera ricoprivano le zone umide attorno al nucleo cittadino. Esistono tracce di Candia in una antica carta orografica dell'Agro dei Levi, dove fra i numerosi nomi di borghi e luoghi, troviamo anche Candium o Candida, cioè Candia. Altri, infine, ritengono che il nome del paese di Candia nel Piemonte derivi dal latino "Candida Laumellorum" dovuto alle immense praterie di candidi gigli selvatici, che in piemontese sono detti "Candia Lomellina".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ^ Cecilia Pearse De Candia, The Romance of a Great Singer, Londra, 1910; edizione italiana Il romanzo di un celebre tenore. Ricordi di Mario, Le Monnier, Firenze, 1913.
  2. ^ Roberto il Guiscardo tra Europa, Oriente e Mezzogiorno. Atti del Convegno internazionale di studio promosso dall'Università degli studi della Basilicata in occasione del 9. centenario della morte di Roberto il Guiscardo (Potenza-Melfi-Venosa, 19-23 ottobre 1985) a cura di Cosimo Damiano Fonseca, Congedo, Galatina 1990 (ISBN 88-7786-412-5).
  3. ^ • Loud, G. A. The Age of Robert Guiscard: Southern Italy and the Norman Conquest. Harlow: Pearson Education, 2000. ISBN 0-582-04529-0
  4. ^ Benvenuti Giovanni, Storia di Ivrea . Ed. Enrico, 1976
  5. ^ Benvenuti Giovanni, Storia di Ivrea . Ed. Enrico, 1976
  6. ^ Origine dei Signore di Candia, Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea, per il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo
  7. ^ Si veda l'interessante studio di Alberico Lo Faso di Serradifalco [1], pagine 10 e 56-57.
  8. ^ Una succinta biografia in [2], accenni sul suo archivio in Diventare nazione - Il Risorgimento e la nascita dell'Italia contemporanea.
  9. ^ http://storiedilomellina.blogspot.ca/2014/07/candia.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuaire de la noblesse de France, 1861 (sul Gallica : [3])
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