Beep Peep

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Beep Peep
Nome orig.Beau Peep
Lingua orig.Inglese
Autori
EditoreThe Daily Star
1ª app.2 novembre 1978
Editore it.Eura Editoriale
app. it.1983
app. it. inLanciostory CYBERSIX

Beep Peep (in inglese nota come Beau Peep) è un personaggio dei fumetti creato da Roger Kettle e dal disegnatore Andrew Christine protagonista dell'omonima serie di strisce di fumetti in bianco e nero. Ha esordito il 2 novembre 1978 sul primo numero del quotidiano britannico The Daily Starr[1] dove è stata pubblicata fino al 2016 quando gli autori hanno annunciato la chiusura[2]. In Italia è stata pubblicata su edizioni della Eura Editoriale.

La striscia narra le divertenti vicende di un uomo che si arruola nella Legione straniera per sfuggire alla moglie Doris.

La striscia era già stata cancellata nel 1997 dal quotidiano, nel corso di una strategia volta a tagliare i costi, ma era ritornata due anni più tardi in seguito alle proteste dei lettori[2].

La serie nasce come parodia di quanto raccontato nel romanzo Un dramma nel Sahara (Beau Geste) di P. C. Wren[3]. The strip about a cowardly British man in the French Foreign Legion was first published in The Daily Star on 2 November 1978, and runs to this day. Christine and Kettle's other strip ran in the Daily Mirror and Daily Record from 1989 until August 2015.

  • Il protagonista della serie è Beep Peep, arruolato nella Legione straniera per sfuggire alla moglie Doris. Quando era giovane Beep sognava di diventare un famoso pianista o un grande condottiero.
  • Dennis Pratt: migliore amico di Beep che è spesso annoiato dalla sua stupidità ma ha una grande pazienza nei suoi confronti.
  • Doris
  • Egon il Cuoco
  • Il Nomade
  • L'onesto Abdul
  • Sargente Bidet
  • Pierre il matto
  • Il Colonnello
  • Gli avvoltoi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ beaupeep.com, su www.beaupeep.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  2. ^ a b Nuova uscita Nicola Pesce Editore: Il Vecchio e il Mare, su www.lospaziobianco.it. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  3. ^ (EN) Andrew Christine, su lambiek.net. URL consultato il 6 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]