Antonio De Witt

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Antonio Antonij De Witt (Livorno, 22 febbraio 1876Firenze, 13 giugno 1967) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Adolfo Tommasi, in breve tempo diviene l'esponente più raffinato e colto del gruppo postmacchiaiolo. Mente arguta e aristocratica, si misura senza problemi con l'incisione, la critica e storia dell'arte, i romanzi. Collabora con Giovanni Pascoli, illustrando alcuni suoi libri.

Dal 1912 collabora con le sue incisioni all'Eroica, diretta da Ettore Cozzani; entra nel gruppo degli xilografi italiani con i quali espone, nello stesso anno, alla Mostra internazionale di xilografia di Levanto[1], È alla Biennale di Venezia nel 1914 ( e vi parteciperà ancora in seguito) e alla Secessione romana nel 1915.

Nel 1920 si reca in Argentina. Qui inizia a scrivere il romanzo Estancia (che pubblicherà a Milano nel 1925).
Nel 1924 compie un lungo viaggio in Eritrea, poi in Germania, nei Paesi Bassi e in Norvegia. Nel 1928, infine, si stabilisce a Firenze, dove ricopre la carica di direttore del Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi.

Nel 1958 vince il premio Fiorino, e nel 1962 viene chiamato ad esporre al Centro culturale Olivetti di Ivrea.

Muore a Firenze il 13 giugno 1967.

Varie mostre gli vengono dedicate dopo la sua morte. Nel 1975 viene organizzata una retrospettiva dell'artista a Palazzo Strozzi a Firenze. Nel 1998 ne viene allestita un'altra alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze, a cura della storica dell'arte Francesca Cagianelli, che ne cura tuttora l'archivio.

Artista poliedrico, Antonio De Witt rimane una delle personalità più affascinanti, ma meno conosciute tra i postmacchiaioli. La sua arte è proiettata in un ambito culturale molto vasto, schivando meri ed esclusivi interessi commerciali e di mercato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La prima mostra internazionale di xilografia de l'Eroica: (Levanto 1912), L'Eroica, 1912

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