Antonio Barberini

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando Antonio Barberini seniore, vedi Antonio Marcello Barberini.
Antonio Barberini iuniore, O.S.Io.Hieros.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinale Antonio Barberini.jpg
Ritratto del cardinale Barberini di Carlo Maratta, 1660
CoA Francesco Barberini Sr.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato4 agosto 1608 a Roma
Ordinato presbitero19 marzo 1633 dal cardinale Antonio Marcello Barberini, O.F.M.Cap.
Nominato arcivescovo11 ottobre 1655 da papa Alessandro VII
Consacrato vescovo24 ottobre 1655 da Giovanni Battista Scanaroli
Elevato arcivescovo18 luglio 1667 da papa Clemente IX
Creato cardinale30 agosto 1627 da papa Urbano VIII
Pubblicato cardinale7 febbraio 1628 da papa Urbano VIII
Deceduto31 agosto 1671 (63 anni) a Nemi
 

Antonio Barberini iuniore (Roma, 4 agosto 1608Nemi, 3 agosto 1671) è stato un cardinale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Barberini in un ritratto del 1625 nelle vesti di Gran priore per Roma dell'Ordine di Malta

Nato a Roma il 5 agosto 1607, Antonio era figlio di Carlo Barberini e di Costanza Magalotti, nonché fratello di Taddeo Barberini, principe di Palestrina e prefetto di Roma, e del cardinale Francesco Barberini seniore. Egli era per parte di padre nipote di papa Urbano VIII e del cardinale Antonio Barberini seniore O.F.M.Cap., nonché del cardinale Lorenzo Megalotti. Cugino del cardinale Francesco Maria Machiavelli, sarà zio del cardinale Carlo Barberini e prozio di Francesco Barberini iuniore, anch'egli cardinale.

Gran priore per Roma dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, ebbe la Gran Croce di detto ordine ed entrò nello stato di vita ecclesiastica solo a partire dal 1627.

Un cardinale favorito[modifica | modifica wikitesto]

Creato cardinale dallo zio e riservato in pectore nel concistoro del 20 agosto 1627, ottenne una dispensa per avere due zii ed un fratello nel Sacro Collegio dei Cardinali. La sua nomina venne resa pubblica nel concistoro del 7 febbraio 1628, ricevendo la berretta cardinalizia ed il titolo di Santa Maria in Aquiro dal 28 febbraio di quell'anno e fino alla nomina del cardinale Rinaldo d'Este è stato il porporato italiano più giovane. Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica dal 18 marzo 1628, divenne arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano e supremo comandante dell'esercito pontificio. Successivamente divenne abate commendatario delle abbazie di San Paolo alle Tre Fontane, di Nonantola (in Italia) e di Saint-Évroult (in Francia).

Arciprete della basilica romana di Santa Maria Maggiore, divenne legato a latere per la città e il distretto di Urbino l'11 giugno 1631. Optò quindi per la diaconia di Sant'Agata alla Suburra il 24 novembre 1632. Prefetto della Sacra Congregazione per la Propaganda Fide dal dicembre del 1632, rimase in carica sino alla sua morte. Dimissionario dalla legazione di Urbino, divenne legato ad Avignone dal 21 febbraio 1633, anno in cui con suo fratello, il cardinale Francesco, pose la propria residenza nel suo nuovo palazzo di piazza Quattro Fontane dove egli contribuì all'apertura del Teatro Barberini e dove fu generoso mecenate di artisti e letterati tra i quali Naudé, Holste e Bouchard che contribuirono alla formazione della sua grande biblioteca ed egli stesso si dilettò nella poesia in lingua latina. Abate commendatario di Subiaco dal 1633, dal 28 luglio 1638 fu Camerlengo di Santa Romana Chiesa rimanendo in carica sino alla sua morte. Optò quindi per la diaconia di Santa Maria in Via Lata dal 10 novembre 1642. Cardinale protodiacono, divenne legato a latere per le legazioni di Bologna, Ferrara e Romagna dal 1º dicembre 1642. Assieme al fratello Taddeo, generale dell'esercito pontificio, venne incaricato della supervisione delle operazioni militari durante la Guerra di Castro. La guerra si concluse disastrosamente nella battaglia di Lagoscuro del 1644 con la resa delle truppe papali. Papa Urbano VIII morì poco dopo.

La fuga in Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Antonio Barberini in un ritratto di Carlo Maratta della fine del XVII secolo

Partecipò al conclave del 1644 che elesse papa Innocenzo X. Il Barberini cadde in disgrazia con il nuovo pontefice a causa del risentimento accumulato a Roma contro di lui. Nel 1645 il nuovo pontefice ordinò delle investigazioni per illecito nei profitti del Barberini durante il pontificato del suo predecessore e durante la guerra di Castro. A causa dello sviluppo della situazione, il cardinale Antonio e suo fratello Taddeo fuggirono a Parigi il 27 settembre 1645. I due ricevettero l'ospitalità ed il supporto del re Luigi XIV e del primo ministro, il cardinale Giulio Mazzarino, i quali lo fecero diventare cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo. Il cardinale, però, si riconciliò con papa Innocenzo X e fece ritorno a Roma il 12 luglio 1653 ed il 15 agosto di quell'anno il papa gli restaurò tutti i suoi titoli e protettorati. Da questo momento in poi egli iniziò una conversione totale e personale abbandonando il mondo politico e di eccessi a cui si era dedicato e dedicandosi interamente alla religione. Egli, nello specifico, assunse rigidi comportamenti circa l'ortodossia e contro i giansenisti. Optò quindi per il titolo della Santissima Trinità al Monte Pincio dal 21 luglio 1653.

Gli anni della riconciliazione[modifica | modifica wikitesto]

Nominato vescovo di Poitiers da re Luigi XIV il 16 agosto 1653, la sua nomina non venne mai confermata dalla Santa Sede. Grande elemosiniere di Francia, divenne Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo. Prese parte poi al conclave del 1655 che elesse a pontefice Alessandro VII e l'11 ottobre 1655 optò per l'ordine dei cardinali-vescovi e per la sede suburbicaria di Frascati, venendo consacrato vescovo il 24 ottobre successivo nella chiesa del noviziato dei Gesuiti di Roma per mano di Giovanni Battista Scanaroli, vescovo titolare di Sidone, assistito da Lorenzo Gavotti (1595–1679), vescovo di Ventimiglia, e da Marcantonio Bettoni, vescovo titolare di Corone. Nominato arcivescovo di Reims da re Luigi XIV di Francia il 27 giugno 1657, venne confermato in questa carica dalla Santa Sede, ma dovette rinunciare al suo posto di camerlengo il 18 luglio 1667. Optò per la sede suburbicaria di Palestrina dal 21 novembre 1661 e partecipò al conclave del 1667 ove venne eletto papa Clemente IX e a quello del 1669-1670 che elesse papa Clemente X.

Morì a Nemi il 3 agosto 1671 alle 3 di mattino, di apoplessia. La sua salma venne esposta e poi sepolta nella chiesa di San Lorenzo presso Palestrina. Secondo la sua volontà, successivamente, il fratello cardinale trasferì le sue spoglie nella chiesa della sua famiglia dedicata a Santa Rosalia.

Antonio Barberini collezionista[modifica | modifica wikitesto]

Al pari del fratello maggiore Francesco, anche Antonio Barberini fu un fervido mecenate e collezionista. Di lui si conoscono due inventari, il primo del 1644 e il secondo del 1671. Entrambi rubricano alcune opere che oggi si considerano fra i capisaldi della pittura occidentale moderna, come il Suonatore di liuto di Caravaggio (New York, Metropolitan Museum), la Santa Caterina del medesimo autore (Madrid, collezione Thyssen Bornemisza) e lo Sposalizio mistico di santa Caterina e san Sebastiano di Correggio (Parigi, Museo del Louvre).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Balì del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Gran Balì del Sovrano Militare Ordine di Malta
Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo
Caravaggio, Suonatore di Liuto
Caravaggio, Suonatore di Liuto

Genealogia episcopale e successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Image Stemma
Orn ext Grand Aumonier 3.svg
Coat of arms of the House of Barberini 2.svg
Antonio Barberini
Duca e pari di Francia, Cardinale, Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo

D'azzurro a tre api d'oro poste 2, 1. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano Successore Roma Basilica S Giovanni.jpg
Francesco Barberini 3 novembre 1627 - 2 ottobre 1629 Girolamo Colonna
Predecessore Legato apostolico della Marca Anconitana Successore Emblem Holy See.svg
Carlo Emmanuele Pio di Savoia 7 febbraio 1628 - 2 giugno 1631 Giangiacomo Teodoro Trivulzio
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro Successore CardinalCoA PioM.svg
Lorenzo Magalotti 28 febbraio 1628 - 24 novembre 1632 Jan Olbracht Wazy, S.I.
Predecessore Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore Emblem Holy See.svg
Francesco Barberini 18 marzo 1628 - 1º dicembre 1632 Berlinghiero Gessi
Predecessore Arciprete della Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore Successore Santa maria maggiore 051218-01.JPG
Francesco Barberini 31 dicembre 1630 - 3 agosto 1671 Giacomo Rospigliosi
Predecessore Legato apostolico di Urbino Successore Emblem Holy See.svg
Lorenzo Campeggi 11 giugno 1631 - 21 febbraio 1633 Francesco Barberini
Predecessore Governatore di Perugia e dell'Umbria Successore Emblem Holy See.svg
Alfonso Sacrati 11 giugno 1631 - 24 maggio 1634 Girolamo Grimaldi-Cavalleroni
Predecessore Abate commendatario di Nonantola Successore Prepozyt.png
Ludovico Ludovisi 18 novembre 1632 - 3 agosto 1671 Giacomo Rospigliosi
Predecessore Cardinale diacono di Sant'Agata alla Suburra Successore CardinalCoA PioM.svg
Francesco Barberini 24 novembre 1632 - 10 novembre 1642 Giulio Gabrielli
Predecessore Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide Successore Emblem Holy See.svg
Ludovico Ludovisi 1º dicembre 1632 - 3 agosto 1671 Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Predecessore Legato apostolico di Avignone Successore Emblem Holy See.svg
Francesco Barberini 21 febbraio 1633 - 12 dicembre 1644 Camillo Francesco Maria Pamphili
Predecessore Abate commendatario di Subiaco Successore TerritorialAbbotCoA PioM.svg
Scipione Caffarelli-Borghese 2 ottobre 1633 - 3 agosto 1671 Carlo Barberini
Predecessore Protettore del Santuario della Santa Casa di Loreto Successore Santuario di Loreto - panoramio.jpg
Scipione Caffarelli-Borghese 5 ottobre 1633 - 3 agosto 1671 Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Predecessore Gran priore di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta Successore Bandiera del Sovrano Militare Ordine di Malta.png
Aldobrandino Aldobrandini 1º gennaio 1635 - 3 agosto 1639 Sigismondo Chigi
Predecessore Abate commendatario di Saint-Évroult Successore Prepozyt.png
Nicolas Aligre 1º gennaio 1638 - 3 agosto 1671 Wilhelm Egon von Fürstenberg
Predecessore Camerlengo di Santa Romana Chiesa Successore Sede vacante.svg
Ippolito Aldobrandini 28 luglio 1638 - 3 agosto 1671 Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata Successore CardinalCoA PioM.svg
Maurizio di Savoia 10 novembre 1642 - 21 luglio 1653 Giangiacomo Teodoro Trivulzio
Predecessore Cardinale protodiacono Successore CardinalCoA PioM.svg
Carlo di Ferdinando de' Medici 12 dicembre 1644 - 21 luglio 1653 Giangiacomo Teodoro Trivulzio
Predecessore Legato apostolico di Bologna Successore Emblem Holy See.svg
Stefano Durazzo 1º dicembre 1642 - 12 giugno 1644 Lelio Falconieri
Predecessore Legato apostolico di Ferrara Successore Emblem Holy See.svg
Marzio Ginetti 1º dicembre 1642 - 12 giugno 1644 Giovanni Stefano Donghi
Predecessore Legato apostolico di Romagna Successore Emblem Holy See.svg
Marcantonio Franciotti 1º dicembre 1642 - 12 giugno 1644 Alderano Cybo-Malaspina
Predecessore Cardinale protettore dell'Almo collegio Capranica Successore COA Card Domenico Capranica.svg
Tiberio Muti 1º gennaio 1644 - 3 agosto 1661 vacante
Predecessore Cardinale presbitero della Santissima Trinità al Monte Pincio Successore CardinalCoA PioM.svg
Alphonse-Louis du Plessis de Richelieu, O.Cart. 21 luglio 1653 - 11 ottobre 1655 Girolamo Grimaldi-Cavalleroni
Predecessore Vescovo eletto di Poitiers Successore BishopCoA PioM.svg
Henri-Louis Chasteigner de La Roche-Posay
(vescovo)
16 agosto 1653 - 27 giugno 1657 Gilbert Clérembault de Palluau
(vescovo)
Predecessore Grande Elemosiniere di Francia Successore Coat of arms of Grand Aumonier de France.png
Alphonse-Louis du Plessis de Richelieu, O.Cart. 24 agosto 1653 - 3 agosto 1671 Emmanuel Théodose de La Tour d'Auvergne de Bouillon
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Giulio Cesare Sacchetti 11 ottobre 1655 - 21 novembre 1661 Girolamo Colonna
Predecessore Cardinale vescovo di Palestrina Successore CardinalCoA PioM.svg
Bernardino Spada 21 novembre 1661 - 3 agosto 1671 Rinaldo d'Este
Predecessore Arcivescovo metropolita di Reims Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Henri II de Savoie-Nemours 18 luglio 1667 - 3 agosto 1671 Charles-Maurice le Tellier
Predecessore Primate della Gallia Belgica Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Henri II de Savoie-Nemours 18 luglio 1667 - 3 agosto 1671 Charles-Maurice le Tellier
Predecessore Pari di Francia Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Henri II de Savoie-Nemours 18 luglio 1667 - 3 agosto 1671 Charles-Maurice le Tellier
Predecessore Prefetto della Congregazione dei Riti Successore Emblem Holy See.svg
Marzio Ginetti 1º marzo - 3 agosto 1671 Francesco Maria Brancaccio
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