TiLo

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TiLo S.A.
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Stato Svizzera Svizzera
Forma societaria Società anonima
Fondazione 12 dicembre 2004
Sede principale via Portaccia, 1a - CH-6500 Bellinzona
Settore Trasporto
Prodotti Trasporti ferroviari
Fatturato 2.000.0000 di CHF
Slogan «il treno che unisce»
Sito web

TiLo (Treni Regionali Ticino Lombardia) è un'impresa ferroviaria italo-svizzera nata nel 2004 da una joint venture tra Trenitalia (del gruppo Ferrovie dello Stato) e le Ferrovie Federali Svizzere (FFS). Dal 10 giugno 2011, la quota capitale di Trenitalia è passata a Trenord[1]. Entrambe le società partecipano al capitale azionario di TILO SA con partecipazioni del 50%.

L'obiettivo della società è quello di sviluppare il traffico regionale transfrontaliero tra il Canton Ticino e la Lombardia gestendo il collegamento tra la rete celere del Canton Ticino (S10, S20, S30, S40 e S50) e il servizio ferroviario suburbano di Milano.

Nel 2014 la società TILO ha trasportato 9.200.000 passeggeri.[2] La maggior parte dei pendolari percorre la tratta Milano - Chiasso - Mendrisio - Lugano - Bellinzona (RE10/S10) o Locarno - Bellinzona (S20).[3]

Nel Canton Ticino, il servizio ferroviario TILO è integrato nella Comunità tariffale Arcobaleno[4].

Servizio ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Un FLIRT della TILO in servizio sulla linea S10 della Rete celere del Canton Ticino

Linee attualmente gestite[modifica | modifica wikitesto]

Linea Percorso Nazione
S10 BellinzonaLuganoChiasso (– ComoAlbate-Camerlata)[5] Svizzera Svizzera
Italia Italia
S20 BiascaBellinzonaLocarno[6] Svizzera Svizzera
S30 (Bellinzona –) CadenazzoLuino (– Malpensa Aeroporto)[6] Svizzera Svizzera
Italia Italia
S40 StabioMendrisio[7] Svizzera Svizzera
S50 StabioMendrisio (– Bellinzona)[7] Svizzera Svizzera
RE10 ErstfeldAiroloBiascaBellinzonaLugano (– ChiassoMilano)[5] Svizzera Svizzera
Italia Italia

Treni[modifica | modifica wikitesto]

La flotta si compone di ventitré elettrotreni RABe 524 a quattro casse e diciassette a sei casse, tutti politensione, appartenenti alla famiglia FLIRT della Stadler e messi in servizio a partire dal maggio 2007[8], nonché di due complessi «Domino» a quattro casse[9].

Avviso inerente all'autocontrollo all'interno di un elettrotreno RABe 524.

I treni delle linee S10[10], S20[11], S30[12], S40 e S50[7] vengono effettuati, nella misura in cui trovino applicazione le disposizioni tariffarie elvetiche, in regime di autocontrollo, ovvero senza «vendita di biglietti nel treno»[13]. Inoltre, rientrando nella categoria S-Bahn (rete celere), sui treni non è presente «nessun agente di scorta»[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ redazionale, Passa a Trenord il 50% di Tilo, in corriere.it, 10 giugno 2011. URL consultato il 15 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2015).
  2. ^ Azienda | TILO Treni Regionali Ticino Lombardia
  3. ^ http://www.ti.ch/generale/trafficons/comex/posti_2.pdf
  4. ^ CTM - Le imprese di trasporto Archiviato il 27 luglio 2012 in Internet Archive.
  5. ^ a b S10/RE10 Ticino-Milano, TiLo. URL consultato il 26 ottobre 2017.
  6. ^ a b Linea ferroviaria gestita da TiLo per conto di FFS
  7. ^ a b c Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), quadro 630 (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 07-09-2015.
  8. ^ Inaugurazione ufficiale del primo Flirt Tilo, Ferrovie federali svizzere. URL consultato il 28-11-2015.
  9. ^ TRENI, TILO. URL consultato il 27-11-2015.
  10. ^ Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), quadro 631 (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 07-09-2015.
  11. ^ Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), quadro 632 (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 07-09-2015.
  12. ^ Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), quadro 633 (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 07-09-2015.
  13. ^ a b Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), caratteristiche dei treni (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 07-09-2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • [M. Tolini], Italienischer TILO-Zug, "Schweizer Eisenbahn-Revue", 2004, 11, 485.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]