The Kids Are Alright (singolo)

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The Kids Are Alright
ArtistaThe Who
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1966
Durata3:45
Album di provenienzaMy Generation
GenereJangle pop
Pop rock
Power pop
EtichettaBrunswick Records (Regno Unito), Decca Records (USA)
ProduttoreShel Talmy
Registrazione30 ottobre 1965 all'IBC Studios di Londra
Formati7"
The Who - cronologia
Singolo precedente
(1966)
Singolo successivo
(1966)

The Kids Are Alright è un brano musicale scritto da Pete Townshend degli Who, in pieno stile Merseybeat.

Appare come settima traccia del loro album d'esordio My Generation del 1965. Questa canzone, e la title-track dell'album, divennero inni per la generazione Mod degli anni sessanta in Inghilterra.[senza fonte][sembra una RO] Nel 1979 divenne il titolo di un documentario sulla band.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La canzone contiene una progressione standard basata sugli accordi costruiti sui gradi I-IV-V in tonalità di Re, mentre il ritornello usa una progressione del tipo II-V-IV-I-II. Townshend dichiarò di aver sentito una melodia di Henry Purcell e di averla riarrangiata e armonizzata per il ritornello della canzone.[senza fonte]

Il brano venne pubblicato su singolo sei mesi dopo la sua inclusione sull'album, prima negli Stati Uniti, e il mese successivo in Gran Bretagna. Sebbene non sia stata all'epoca un successo clamoroso (raggiunse la posizione n. 41 nel Regno Unito e la n. 85 in USA), la traccia, con il passare degli anni è diventata una delle canzoni più celebri degli Who[senza fonte].

Durante le esecuzioni dal vivo, gli Who aggiungevano delle liriche al testo originale della canzone, talvolta improvvisandole durante i concerti. Dopo la morte di John Entwistle, le parti di testo aggiunte sono occasionalmente riferite a lui e al vino rosso invecchiato, che ispirerà successivamente la canzone Old Red Wine.[senza fonte]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

La canzone è stata più volte reinterpretata da gruppi come i Goldfinger, Eddie and The Hot Rods, i Dropkick Murphys, i Green Day e i Pearl Jam.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Penguin Random House, su PenguinRandomhouse.com. URL consultato il 26 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2010).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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