Occhiello (editoria)

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Nell'editoria, il termine occhiello è usato in vari significati, a seconda che si riferisca ai giornali, ai libri o all'ambito strettamente tipografico.

Nei giornali[modifica | modifica wikitesto]

L'occhiello (detto anche sopratitolo) è una frase opzionale della lunghezza di una riga (o comunque non superiore alle due righe), posta al di sopra del titolo di un articolo di giornale o rivista. Il carattere tipografico utilizzato ha un corpo inferiore a quello del titolo sottostante. L'occhiello generalmente fornisce una breve introduzione alla notizia, il titolo la espone, il catenaccio chiarisce e aggiunge qualche dettaglio. A questi tre elementi tipici, ma non fissi (solo il titolo è invariabilmente presente), può aggiungersi (sotto il catenaccio o sparso nel testo) il sommario. Scritto in maiuscolo, in grassetto o con caratteri di corpo superiori in maggior evidenza rispetto all'occhiello, della lunghezza solitamente di uno o due righe, il sommario ha lo scopo di evidenziare un elemento curioso contenuto nell'articolo.
Occhiello, titolo, catenaccio e sommario compongono la struttura grafica che forma la titolazione di un articolo.

Nei libri[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'opera, senza -ma non di rado con- il nome dell'autore e sempre senza l'editore, stampato sul recto del foglio che precede il frontespizio, si chiama occhiello (o occhietto).[1] Talvolta con un anglicismo è detto anche mezzotitolo.
Per metonimia, assume lo stesso nome la pagina che lo contiene.

Storicamente l'occhiello nacque ancor prima del frontespizio negli incunaboli,[2] poi cadde in disuso sostituito dal frontespizio nel XVI secolo e dall'antiporta figurata nel XVII secolo. Ma ebbe per così dire la sua rivincita a partire dal XVIII secolo, quando ricompare in alternativa all'antiporta figurata (che invece per il suo costo si trova e si troverà solo più nei libri di lusso), per affermarsi definitivamente nell'Ottocento, quando non c'è libro specialmente in brossura che non abbia occhiello nella prima pagina tra la copertina e il frontespizio, facendo retrocedere il frontespizio in terza pagina.

Per analogia, nei libri suddivisi in più sezioni o capitoli, l'occhiello (detto in tal caso occhiello intermedio) è anche ciascuna pagina recante, al centro, titolo e numero progressivo del capitolo.

In tipografia[modifica | modifica wikitesto]

Occhiello.jpg

Nei caratteri tipografici l'occhiello (o pancia) è la parte circolare o ellittica di lettere come la o e la p. Non va confuso con l'occhio del carattere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renzo Frattarolo - Marco SantoroVocabolario biblio-tipografico, Ravenna, Longo, 1982, p. 65.
  2. ^ Baldacchini, cit., pp. 39-40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Baldacchini, Aspettando il frontespizio. Pagine bianche, occhietti e colophon nel libro antico, Milano, Sylvestre Bonnard, 2004.
  • Amedeo Benedetti, Il libro. Storia, tecnica, strutture, Arma di Taggia, Atene edizioni, 2006. ISBN 88-88330-29-1
  • Alberto Papuzzi, Professione giornalista. Tecniche e regole di un mestiere, Nuova edizione completamente riveduta e ampliata con la collaborazione di Annalisa Magone, Roma, Donzelli, 2003. ISBN 8879897756, 9788879897754

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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