Emirato islamico dell'Afghanistan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Emirato Islamico dell'Afghanistan
Emirato Islamico dell'Afghanistan – BandieraEmirato Islamico dell'Afghanistan - Stemma
(dettagli)(dettagli)
Motto: Non c'è altro dio all'infuori di Dio e Maometto è il suo Profeta
Afghanistan map civilwar01.png
Dati amministrativi
Lingue parlatepashtu, dari
CapitaleKabul
Altre capitaliKandahar
Politica
Forma di StatoMonarchia assoluta islamica
Forma di governoEmirato
Nascita1996 con Mohammed Omar
Causaguerra civile afghana
Fine2001 con Mohammed Omar
Causainvasione statunitense
Territorio e popolazione
Popolazione26.813.057 nel 2001
Religione e società
Religioni preminentiIslam
Religione di StatoIslam
Religioni minoritarieSikh, Ebrei
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of Afghanistan (1992–2001).svg Stato islamico dell'Afghanistan
Succeduto daAfghanistan Repubblica islamica dell'Afghanistan

L'Emirato Islamico dell'Afghanistan fu uno Stato creato in Afghanistan a seguito della presa di Kabul da parte dei Talebani nel 1996 e distrutto in seguito all'invasione statunitense del 2001.

Questo stato venne internazionalmente riconosciuto solo da tre governi (Pakistan, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita) e non riuscì a controllare l'intero territorio del Paese dato che le regioni settentrionali rimasero nelle mani dell'Alleanza del Nord.

I Talebani[modifica | modifica wikitesto]

Sono un movimento politico religioso fondamentalista islamico che ottenne il controllo dell'Afghanistan in seguito a una guerra civile iniziata con la caduta del governo filo-sovietico.

Il movimento talebano nacque a Kandahar nel 1994. Nel 2000 controllava il 95 per cento del paese. I talebani hanno cercato di imporre la shari'a e hanno accolto nel paese molti terroristi islamici internazionali, tra i quali lo sceicco saudita Osama bin Laden.

Per via del rigido trattamento talebano nei confronti della minoranza sciita, l'Iran ha intensificato i rifornimenti per l'Alleanza del Nord. Le relazioni dell'Iran con i talebani sono ulteriormente deteriorate nel 1998, dopo che questi hanno preso il controllo del consolato iraniano a Mazar-i Sharif e giustiziato alcuni diplomatici iraniani. A seguito di questo incidente l'Iran è quasi entrato in guerra con i talebani, ma l'intervento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti ha fatto desistere le intenzioni iraniane.

Il regime[modifica | modifica wikitesto]

I Talebani imposero una interpretazione della sharia che prevedeva la condanna a morte per i comunisti e la mutilazione di mani e piedi per i ladri e per altri criminali.

I diritti delle donne (già ridimensionati dal 1992 dai mujahidin sotto Rabbani, le quali prevedevano la lapidazione per adulterio, l'obbligo del velo e il mahram), scomparvero del tutto. Venne imposto loro di trascorrere tutto il tempo nella propria casa, se non accompagnate da un mahram, in caso contrario la donna avrebbe ricevuto delle bastonate e rispedita a casa. Tutte le donne che vennero trovate in giro a viso scoperto, e non completamente coperte col burqa, vennero duramente picchiate, anche per una caviglia scoperta. Venne imposto loro il divieto di utilizzare cosmetici, di indossare gioielli e abiti attraenti, di ridere, di lavorare, di tingersi le unghie, di frequentare la scuola e di ridere in pubblico. Le venne anche imposto di non parlare con nessun uomo e di non guardarlo nemmeno negli occhi. Esse non poterono nemmeno più commerciare con un negoziante maschio

Moltissime donne persero la vita tramite lapidazione per adulterio.

A tutta la popolazione venne proibito di danzare, cantare, giocare a carte, a scacchi e d'azzardo, di scrivere libri, di vedere film o video, di dipingere, di tenere in casa animali.

Si ricorse di nuovo all'amputazione di parti del corpo per i ladri (mani e piedi) e venne imposto il divieto ai cattolici di professare la propria religione pubblicamente. Il reato di apostasia divenne punibile con la pena di morte.

Ai cattolici venne imposto di indossare un distintivo di riconoscimento.

Per gli omosessuali venne imposta la pene di morte.

Tra gli altri divieti imposti alle donne dai talebani furono:

- divieto di essere presenti in radio, televisione o momenti pubblici;

- divieto di praticare sport o andare in bicicletta;

- modificazione di tutti i nomi di luogo che includevano la parola "donna"

- divieto per uomini e donne di viaggiare sugli stessi autobus, che possono essere o solo per uomini o solo per donne;

- abolizione del 1° Maggio, Giorno del Lavoro, perché considerato una festa comunista;

- vietato agli uomini di radersi;

- vietato tenere piccioni e uccelli, considerati non islamici e vietato far volare aquiloni; tutti coloro che vennero trovati in possesso di uccelli in casa vennero bastonati e gli uccelli uccisi.

Chiunque venne trovato con libri proibiti venne punito con la morte;

Divenne obbligatorio seguire le preghiere cinque volte al giorno; tutti coloro che vennero visti in luoghi pubblici non intenti a pregare vennero bastonati e spediti in moschea

Tutti i nomi non islamici vennero convertiti in islamici.