Centrale termoelettrica Andrea Palladio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Coordinate: 45°25′51.5″N 12°14′48.5″E / 45.430972°N 12.246806°E45.430972; 12.246806

Centrale Termoelettrica Andrea Palladio.

La centrale termoelettrica Andrea Palladio[1] di proprietà dell'ENEL, è una centrale elettrica policombustibile della potenza installata complessiva di 976 MW[1] costruita tra gli anni '60 (gruppi 1 e 2 ex Società Adriatica di Elettricità, gruppo 5 ex Montecatini) e gli anni '70 (gruppi 3 e 4, già ENEL), situata nel comune di Venezia nella seconda zona industriale in località Fusina.

Ha una gemella (relativamente agli originari gruppi 1-2-3-4) nella centrale termoelettrica di Monfalcone, cui differisce solo per l'orientamento del nastro trasportatore del carbone.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto di produzione è composto da cinque sezioni termoelettriche, le due più piccole da 165MW (gruppo 1) e 171MW (gruppo 2) inizialmente 160MW entrambe, alimentate a carbone, metano, ad olio combustibile denso (ovvero nafta pesante) e olio combustibile leggero (ovvero gasolio), le due più grandi (gruppi 3 e 4) entrambe 330MW, con un mix carbone/cdr (Combustibile Derivato da Rifiuti, per un totale di 70000 tonnellate/anno), OCD o gasolio e una quinta sezione (160MW), acquistata dalla vecchia Società Montecatini per l'Allume, ormai in disuso alimentata esclusivamente a OCD e NL. Dato l'alto costo, l'alto inquinamento ambientale prodotto e la sua difficile gestione, l'OCD è stato dismesso, la centrale viene quindi attualmente alimentata solo a carbone ed impiega metano solo nelle fasi di avviamento oppure dove sia richiesto un picco di potenza che il solo carbone non sarebbe in grado di garantire. Presso questa centrale, è stato costruito anche un sesto gruppo, un turbogas a ciclo combinato, il primo di taglia industriale a livello mondiale alimentato ad idrogeno (ma può funzionare anche a metano o in miscela idrogeno-metano), di potenza elettrica di 12MW lordi. I gas di scarico di questo gruppo possono essere recuperati in una speciale caldaia detta GVR (generatore di vapore a recupero) che fornisce vapore alla sezione 4, aumentandone il rendimento globale e portando la produzione di energia totale del sesto gruppo a circa 16MW. Il gas idrogeno proviene dal surplus inaccumulabile prodotto dal processo cloro-soda del petrolchimico EniChem, altrimenti bruciato alla torcia.

Le sezioni sono principalmente alimentate a carbone (Sudafricano, o indonesiano A - B), elemento presente sul sito in quantità (a parco carbone pieno) pari a 600.000 tonnellate, scorta sufficiente per 3 mesi, dal momento che la centrale ne utilizza 7000 t circa al giorno a pieno carico. Il carbone, per poter essere utilizzato, viene polverizzato nei "mulini", e quindi aspirato nella camera di combustione per venir combusto. L'impianto è dotato di sezioni (denitrificatore, depolverizzatore e desolforatore) che si occupano della purificazione dei fumi dai principali agenti inquinanti.

Combustibile da rifiuti[modifica | modifica wikitesto]

Le sezioni termoelettriche 3 e 4, impiegano il combustibile da rifiuti (CDR) in co-combustione con il carbone, nella misura del 5% (circa 8t/h a pieno carico per gruppo per un totale di 70.000 tonnellate annue). Il combustibile viene finemente triturato in un apposito impianto e viene miscelato con il carbone per essere spedito nella camera di combustione. Il CDR è composto da rifiuti urbani e dai rifiuti speciali non pericolosi e ha un potere calorifico inferiore minimo pari a 15.000 kJ/kg. La combustione alle temperature di caldaia (circa 1300-1400 °C) non genera diossine in fase di combustione. Le emissioni al camino sono comunque verificate ogni 15 minuti per verificare la presenza di agenti inquinanti pericolosi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La centrale si è aggiudicata il Premio Club Emas Veneto il 24 ottobre 2011[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Scheda tecnica della centrale - Enel.it, su enel.it. URL consultato il 20-07-2010 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2011).
  2. ^ Premio EMAS - Enel.it [collegamento interrotto], su enel.it. URL consultato il 16-10-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]