Coordinate: 48°08′09″N 11°33′00″E

Strage di Monaco di Baviera del 1980

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Strage di Monaco di Baviera del 1980
attentato
Il memoriale a Monaco
TipoStrage
Data26 settembre 1980
20:15 (UTC+1)
LuogoMonaco di Baviera
StatoBandiera della Germania Germania
Coordinate48°08′09″N 11°33′00″E
ObiettivoCivili
ResponsabiliGundolf Köhler
Conseguenze
Morti13
Feriti211

La strage di Monaco di Baviera del 1980 è stato uno degli attacchi terroristici più gravi della storia tedesca.[1] In occasione dell'Oktoberfest di Monaco di Baviera, il 26 settembre 1980 Gundolf Köhler, un estremista di destra, fece scoppiare una bomba che uccise 13 persone e ne ferì più di 200.[2][3] L'indagine ufficiale dichiarò che Köhler fu motivato da ragioni personali apolitiche e che ne fu l'unico autore.[4] Tuttavia, le indagini furono viziate da diversi errori da parte della polizia[5] e parecchi testimoni furono ignorati,[6] tant'è che la tesi ufficiale fu aspramente criticata, e che giornalisti e storici hanno evidenziato nel corso degli anni le strette connessioni che Köhler aveva con le organizzazioni dell'estrema destra militante,[2][7] in particolare con la Wehrsportgruppe Hoffmann, una milizia fascista guidata dall'estremista Karl-Heinz Hoffmann.[8] Tre mesi dopo la strage, un altro membro della Wehrsportgruppe uccise il rabbino di Erlangen, Shlomo Lewin, e sua moglie Frida Poeschke.[9][10] Una nuova indagine durata dal 2014 al 2020 ha determinato che il motivo dell'autore era definitivamente politico, ma la questione delle altre persone coinvolte rimane irrisolta.[11] La strage diventò un argomento controverso durante le elezioni federali in Germania del 1980,[1] quando il candidato alla cancelleria Franz Josef Strauß erroneamente incolpò la sinistra di essere stata responsabile dell'attacco.[12][13] Mesi prima dell'attentato, il ministro dell'Interno Gerhard Baum (FDP) aveva vietato le attività del Wehrsportgruppe, il che alimentò le critiche di Strauß, il quale riteneva che il gruppo fosse innocuo.[14][15]

  1. ^ a b (EN) The 1980 Oktoberfest bombing – a case with many question marks, su openDemocracy. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  2. ^ a b Bre-news, Agosto-ottobre 1980: tre stragi insanguinano l’Europa, su LiberoReporter, 16 aprile 2012. URL consultato il 12 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2022).
  3. ^ (EN) Germany marks 40 years since neo-Nazi attack on Oktoberfest, su euronews, 26 settembre 2020. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  4. ^ (EN) 40 years after Oktoberfest attack, survivor's wounds still healing, su France 24, 26 settembre 2020. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  5. ^ (EN) Deutsche Welle (www.dw.com), German president commemorates far-right Oktoberfest attack | DW | 26.09.2020, su DW.COM. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  6. ^ ZEIT ONLINE | Lesen Sie zeit.de mit Werbung oder im PUR-Abo. Sie haben die Wahl., su www.zeit.de. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  7. ^ Publication, su dokumentation-oktoberfestattentat.de. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  8. ^ (DE) Wehrsportgruppe Hoffmann - Eine Geschichte staatlichen Versagens, su Deutschlandfunk Kultur. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  9. ^ (DE) Sebastian Wehrhahn, Rückblick auf Neonazi-Wehrsportgruppe: Ihr Anführer hieß Karl, in Die Tageszeitung: taz, 30 gennaio 2020. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  10. ^ (DE) Mordfall Shlomo Lewin - "Lehrbeispiel für den Umgang mit rechtem Terror", su Deutschlandfunk Kultur. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  11. ^ (EN) A. B. C. News, Germany sets up fund for victims of 1980 Oktoberfest bombing, su ABC News. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  12. ^ (DE) Oktoberfestattentat 1980: Bayerns Innenminister Herrmann räumt Fehler von Franz Josef Strauß ein, in Der Spiegel, 24 settembre 2020. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  13. ^ (DE) Bundeszentrale für politische Bildung, Vor 40 Jahren: Rechtsextremer Anschlag auf das Oktoberfest, su bpb.de. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  14. ^ (DE) WELT, Hermann: Strauß unterschätzte Wehrsportgruppe Hoffmann, in DIE WELT, 24 settembre 2020. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  15. ^ (DE) Helmut Reister, Eine offene Wunde, su Jüdische Allgemeine, 1º ottobre 2020. URL consultato il 13 febbraio 2022.
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