Cheba

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La cheba era un particolare tipo di tortura utilizzato nella Repubblica di Venezia. Il termine indica una generica gabbia per animali secondo fonti tratte dalla lingua veneta.

Ideata per punire gli ecclesiastici colpevoli di sodomia, omicidio, falso e bestemmia. Il termine proviene dal dialetto veneziano, in lingua italiana significa gabbia. Fu abolita alla fine del XV secolo.

Il condannato, dopo essere stato sottoposto alla gogna in Piazza San Marco con corona di carta sopra la testa, veniva rinchiuso in una gabbia sospesa di legno; durante il periodo della pena poteva nutrirsi tramite una cordicella con cui riusciva a trascinare pane e acqua da bere. La durata della punizione variava a seconda delle colpe.

Si racconta della condanna inflitta il 24 dicembre 1391 a Jacopo Tanto, parroco della chiesa di san Maurizio, che aveva ucciso un altro prete; in quell'occasione la pena fu a vita.

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