Adriano Comneno

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Adriano Comneno (in greco antico: Ἁδριανὸς Κομνηνός?, Adrianos Komnenos; fra il 1060 e il 10651105 o fra il 1118 e il 1136) è stato un principe e generale bizantino, fratello dell'imperatore Alessio I Comneno.

Adriano Conmeno
Sigillo di Adriano Comneno
Protosebastos
In carica1081 –
1094 circa
Grande domestico
In carica1086 circa –
1094 circa
Nascita1060 / 1065
Morte1105 o fra il 1118 e 1136
DinastiaComneni
PadreGiovanni Comneno
MadreAnna Dalassena
ConiugeZoe Ducaina
FigliAlessio Comneno
Anna Comnena
Alessia Comnena
ReligioneCristianesimo ortodosso

Adriano Conmeno nacque fra il 1060 e il 1065 da Giovanni Comneno, fratello dell'imperatore bizantino Isacco I Comneno, e da Anna Dalassena: era il settimo figlio e il quarto maschio[1][2][3]. Sua madre si assicurò che, come i suoi fratelli, ricevesse un'eccellente educazione[1].

Nel 1081 suo fratello maggiore Alessio divenne imperatore e lo nominò protosebastos[1][3][4]. Nel 1082, prese parte alle guerre in Tessaglia contro i Normanni, guidati da Roberto il Guiscardo e Boemondo. A seconda delle fonti, potrebbe aver guidato l'operazione vincente, che prevedeva che Adriano, fingendosi Alessio grazie alle insegne imperiali, fingesse di ritirarsi per permettere ad Alessio di colpire i Normanni alle spalle. Tuttavia, secondo altri il generale dell'operazione fu invece Niceforo Melisseno[5][6]. Nell'agosto 1084, come ricompensa per il suo ruolo in guerra, Alessio assegnò a vita ad Adriano le rendite di Cassandra, nella Penisola Calcidica[7][8].

Alla fine del 1086 venne nominato grande domestico e prese parte alle guerre contro i Peceneghi: nel 1087 combatté a Silistra, guidando i mercenari franchi, ma la battaglia si concluse in una disastrosa sconfitta e Adriano sfuggì a malapena alla cattura[6][9]. Combatté anche nella campagna del 1091, mentre non è registrata la sua presenza alla battaglia finale di Levounion[7][9][10].

L'anno dopo, a Filippopoli, Adriano litigò con suo fratello Isacco, il quale riteneva che Adriano fosse l'istigatore delle accuse di cospirazione verso suo figlio Giovanni[7][10]. In realtà, Adriano stesso era coinvolto in una congiura, guidata da Niceforo Diogene (figlio di Romano IV e di cui aveva sposato una sorellastra materna), per assassinare Alessio: Niceforo fu processato e accecato nel giugno 1094, dopo essere stato torturato perché rivelasse i nomi dei suoi complici, ma quali furono questi nomi e la sorte riservata loro non è nota, fatto sta che Adriano scompare dalle fonti dopo quella data, anche se alcuni ritengono che fosse fra quelli che Niceforo non tradì e che non solo prese parte al processo come giurato, ma che più tardi quello stesso anno svolse un ruolo nella condanna di Leone di Calcedonia durante il Concilio di Blacherne a Costantinopoli[11][12].

A causa dell'incertezza relativa ai fatti del 1094, gli ultimi anni della sua vita e la sua data di morte sono oggetto di dibattito: la tradizione vuole che sia stato rinchiuso in monastero col nome di Giovanni e che morì nel 1105[9], mentre altri ritengono, basandosi su elenchi che registrano le morti notevoli divise per periodi, che sia morto fra il 1118 e il 1136[8][13].

Adriano sposò Zoe Ducaina, figlia di Costantino X ed Eudocia Macrembolitissa[9][13][14]. Dopo la caduta in disgrazia di Adriano, Zoe potrebbe averlo seguito in monastero, dove prese nome Anna, e insieme aver commissionato la chiesa di Pammakaristos, a Istanbul, dove sarebbero sepolti[14].

Ebbero almeno un figlio e due figlie:[15][16]

  • Alessio Comneno. Sopravvisse fino all'età adulta ed ebbe almeno una figlia.
  • Anna Comnena. Il nome non è certo.
  • Alessia Comnena. Il nome non è certo. Potrebbe essere stata la moglie di Grimaldo II di Monaco, morta intorno al 1203.
  1. ^ a b c Skoulatos 1980; p.5
  2. ^ Varzos 1984; pp.52, 114
  3. ^ a b Gautier 1971; p.231
  4. ^ Varzos 1984; p.114
  5. ^ Varzos 1984; pp.114-115
  6. ^ a b Skoulatos 1980; pp.5-6
  7. ^ a b c Varzos 1984; p.115
  8. ^ a b Skoulatos 1980; p.7
  9. ^ a b c d Gautier 1971; p.232
  10. ^ a b Skoulatos 1980; p.6
  11. ^ Skoulatos 1980; pp.6-7
  12. ^ Varzos 1984; pp.115-116
  13. ^ a b Polemis 1968; p.55
  14. ^ a b Cheynet 1986; p.150
  15. ^ Varzos 1984; p.117, 266-268
  16. ^ Gautier 1971; p.233