Teen pop

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Teen pop
Origini stilisticheRock and roll[1] Musica leggera
Origini culturaliMetà del Novecento, Stati Uniti d'America e Regno Unito
Strumenti tipicivoce, batteria, chitarra, basso, drum machine, sintetizzatore
Popolaritàalta
Generi correlati
Dance pop, Europop - Elettropop - Synth pop - Eurodance - Funk melody, Urban

Per teen pop si intende un genere di musica pop eseguito da idoli degli adolescenti e nella cui produzione, promozione, e marketing, le case discografiche si orientano espressamente verso un pubblico costituito da giovanissimi consumatori, di età preadolescenziale o adolescenziale[2][1][3][4], o a un pubblico ad esso affine.[5]

Christina Aguilera nel 2022

Il teen pop è un genere musicale nato per soddisfare i gusti di un pubblico giovanissimo (o che indulge a rimanere in tale età),[5][6] ed è commercializzato, generalmente, attraverso la proposta discografica di figure di cantanti anch'essi molto giovani. Lo scopo delle etichette discografiche è quello di dedicarsi perlopiù a un pubblico minorenne, puntando più sull'immagine veicolata dall'artista che sulla stessa musica. Solitamente, infatti, il brano viene composto dai produttori più che dagli artisti proposti.[2] Tutto ciò, quindi, avviene adottando tecniche che favoriscono un successo sicuro, puntando su un'immagine accattivante, che possa affascinare l'ascoltatore, con una musica assimilabile, leggera e di facile ascolto.

La sonorità di questo genere sono semplici, orecchiabili e pulite. I brani teen pop sono eseguiti attraverso un apparato strumentale essenziale (chitarra, basso, batteria e sintetizzatore), si basano su un numero ridotto di accordi che non fanno parte di giri armonici, i bridge e i riff si differenziano raramente dal resto del brano e le tonalità rimangono sulla stessa ottava. La maggior parte delle canzoni teen pop durano circa 3 o 4 minuti di durata e trattano temi che hanno a che fare con l'adolescenza.[senza fonte]

Lo stesso argomento in dettaglio: Divismo.

Il fenomeno commerciale del teen pop si accompagna alle manifestazioni di divismo tipiche dell'intero movimento della pop music e delle produzioni musicali e artistiche della cultura di massa[5]: in tal senso, i protagonisti di questo genere musicale tra anni novanta e duemila sono i fruitori di una corrente della tendenza idolatrica pop le cui manifestazioni, iniziate già negli anni quaranta del XX secolo, sono poi esplose negli anni sessanta e settanta, attraverso una tradizione ereditata e continuata, nell'epoca del ripiegamento e riflusso degli anni ottanta e novanta, dal "pop artificiale ed edulcorato" di Madonna e Michael Jackson[5].

I Backstreet Boys nel 2019

Sebbene, il fenomeno degli idoli degli adolescenti esista da molti anni, come confermano il compositore ungherese Franz Liszt, i due jazzisti Roger Wolfe Kahn e Rudy Vallée, entrambi celebri negli anni venti del Novecento e Frank Sinatra, divenuto una celebrità già a partire dalla metà del Novecento, i primi artisti teen pop risalgono tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni del decennio seguente.[1] Il fenomeno del teen pop comprendeva molti esponenti di musica leggera e rock 'n' roll statunitensi e britannici tra cui Elvis Presley, Tommy Sands, Sal Mineo, Cliff Richard, Frankie Avalon e Annette Funicello.[1] Durante i primi anni sessanta, con la decadenza del rock 'n' roll, il teen pop perse in aggressività e divenne più edulcorato. In questa nuova fase lo stile venne rappresentato da Bobby Vee, Lou Christie, Neil Sedaka, Connie Francis e Brian Hyland.[1]

Negli anni settanta si fecero portavoce del teen pop artisti come David Cassidy e Cher, che, assieme a Sonny Bono, prendeva parte a spettacoli televisivi quali The Nitty Gritty Hour e The Sonny & Cher Comedy Hour.[6]

Tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta, quando gli artisti teen pop si orientarono sulle sonorità di generi come dance pop e urban,[2] si assistette al periodo di massima espansione del teen pop a seguito del successo di boy band come Take That, Backstreet Boys, *N Sync, Hanson, Westlife, 5ive e Boyzone, e al successo di girl group come Spice Girls, All Saints e Destiny's Child. Alla fine degli anni novanta si affermano anche i primi cantanti solisti che diventano idoli per gli adolescenti come Britney Spears, Christina Aguilera, Justin Timberlake, Jessica Simpson e Mandy Moore.[2]

Nei primi anni duemila, il teen pop è rappresentato da artisti come Avril Lavigne, i Blue, Hilary Duff, Rihanna, Chris Brown, Lindsay Lohan, Jesse McCartney e Ashlee Simpson.

Alla fine degli anni 2000 e inizio anni 2010 si affermano cantanti solisti come Katy Perry, Miley Cyrus, Demi Lovato, Ariana Grande, Selena Gomez e Justin Bieber, ma anche gruppi come Jonas Brothers e One Direction.

  1. ^ a b c d e (EN) Hank Moore, Pop Music Legends - Compendium of Recorded Music, Morgan James Publishing, 2022, pp. "Teen Pop".
  2. ^ a b c d (EN) teen pop, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 29 maggio 2014.
  3. ^ Boy band, Lessico del XXI Secolo (2012), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  4. ^ Bill Lamb. "Teen Pop" Archiviato il 23 febbraio 2011 in Internet Archive.. About.com (url consultato il 1º febbraio 2013)..
  5. ^ a b c d Ernesto Assante, «Pop», Enciclopedia dei ragazzi, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  6. ^ a b (EN) '70s Teen Pop, su bloomsbury.com. URL consultato il 6 ottobre 2023.
  • (EN) Lucretia Tye Jasmine, 70s Teen Pop, Bloomsbury Academic, 2023.
  • Ernesto Assante, Gino Castaldo, Blues, Jazz, Rock, Pop. Il Novecento americano, Einaudi, 2004.

Voci correlate

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