Luciano Berti

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Luciano Berti (Firenze, 23 luglio 1922[1]Firenze, 15 giugno 2010) è stato uno storico dell'arte italiano.

Lavorò in varie soprintendenze, come quelle di Pisa o di Arezzo, battendo spesso il territorio per censire il patrimonio di pievi e piccoli abitati. Ordinò museograficamente casa Vasari ad Arezzo.

Fu direttore del Bargello durante l'alluvione di Firenze del 1966 e direttore degli Uffizi dal 1969 fino alla pensione, nel 1987. Contemporaneamente fu anche sovrintendente ai beni artistici e storici di Firenze. Negli anni settanta allestì la Tribuna, secondo un assetto smantellato solo con i lavori di restauro iniziati nel 2009. Curò inoltre il Catalogo Generale della Galleria. Nel 1981, in occasione dei 400 anni della Galleria, invitò artisti contemporanei a donare i loro autoritratti per la collezione del Corridoio vasariano, ricevendo opere di alcune delle più grandi personalità del Novecento, da Renato Guttuso a Giorgio Morandi, da Giacomo Manzù a Robert Rauschenberg.

Studiò approfonditamente Pontormo e Masaccio (sua fu la scoperta del Trittico di San Giovenale del 1961, prima opera attribuita a Masaccio e primo saggio conosciuto di prospettiva geometrica in pittura), nonché il tempo di Francesco I de' Medici e degli artisti dello Studiolo[2].

Tra le mostre da lui organizzate spicca Il primato del disegno a palazzo Strozzi, pietra miliare degli studi sul Rinascimento fiorentino.

Negli ultimi anni era presidente di Casa Buonarroti e primo presidente degli Amici degli Uffizi. Tra i suoi ultimi scritti uno studio sulle fonti fiorentine del Caravaggio, per le celebrazioni del 2010.

  1. ^ Bèrti, Luciano - Sapere.it
  2. ^ Francesco Gurrieri, Pietro Milone e la Edam: una stagione della cultura fiorentina (1962-1997) (Firenze (FI): Le Monnier, 2013), Nuova antologia, 610, 2266, 2, 2013.
  • Luciano Berti, Palazzo Davanzati: il museo dell'antica casa fiorentina, Firenze, Arnaud, 1958, ISBN non esistente.
  • Valeria Ronzani, Luciano Berti, e quell'esordio di Masaccio, Corriere Fiorentino, 16 giugno 2010, pag. 13.

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