Femminiello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Il femminiello di Giuseppe Bonito, 1740-1760 circa.

Il femminiello (in napoletano anche femmenèlla, femmenèllo al singolare e femminiélle, femmeniélle al plurale) è una figura tipica della cultura tradizionale popolare partenopea, usato per riferirsi a un maschio con atteggiamenti ed espressività marcatamente femminili.

Spesso sovrapposto alla realtà transgenere o transessuale o all'ermafrodito, il femminiello rappresenta un'identità culturale e sociale molto peculiare e storicamente ancorata nel tessuto urbano napoletano[1].

Il personaggio

[modifica | modifica wikitesto]

La figura della femmenèlla esiste da molto tempo nella tradizione campana, all'interno della quale riesce a godere di una posizione relativamente privilegiata grazie alla sua partecipazione a manifestazioni folcloristiche di ambito profano, come la Tammurriata alla festa della Madonna dell'Arco, o religioso, come la Candelora al Santuario di Montevergine ad Avellino.

Il femminiello fa parte del tessuto sociale dei quartieri popolari del centro storico di Napoli dove è una persona rispettata. Occasionalmente può venire canzonato in modo benevolo o affettuoso da persona conosciuta del quartiere, alla quale però sa rispondere prontamente e a tono con una battuta salace. Generalmente viene considerato come una persona che porta fortuna: per questa ragione è invalso l'uso nei quartieri popolari di mettergli in braccio il bimbo appena nato e scattare loro una foto ricordo, oppure di farlo partecipare a giochi di società quali la tombola.

Il cosiddetto rito della "figliata dei femmenèlli" consiste nella simulazione, dietro un velo, del parto da parte dei femminielli: considerato un rito apotropaico e di buon auspicio[2], è stato descritto da Curzio Malaparte nell'opera La pelle e riportato sul grande schermo nella pellicola omonima dalla regista Liliana Cavani e nel film Napoli velata di Ferzan Özpetek.

Nei quartieri popolari di Napoli c'è la tradizione per cui ad alcune tombolate possano partecipare esclusivamente donne e/o femminielli. Il gioco avviene in un "basso", e possono assistervi degli uomini purché essi restino rigorosamente alla porta o a guardare dalla finestra senza accedere in alcun modo nella stanza dove si svolge la tombola.

Il gioco procede in modo rumoroso, sboccato, canzonatorio. Generalmente è il femminiello che tira a sorte i numeri proclamandoli ad alta voce. Il numero sorteggiato può anche essere enunciato in modo non palese, ma in codice basandosi sulla smorfia napoletana, ovverosia al posto del numero egli può semplicemente dire il suo significato più diffuso e risaputo, che le persone presenti conoscono e comprendono. Il divertimento della tombolata con i femminielli è dato proprio dalla "smorfia": infatti, man mano che i numeri escono, il femminiello concatena in una sequenza logica e cronologica i relativi significati, creando una storia che si forma dalla casualità del sorteggio: è un "evento" che l'enunciante ricorda man mano che esso si sviluppa e che viene commentato rumorosamente con divertimento o con finto scalpore dagli stessi femminielli e soprattutto dalle donne presenti al gioco.

Riferimenti nella cultura

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ Alexander Hochdorn e Alessandra Armenti, L'esperienza transgender attraverso i discorsi. Un'analisi critica sulla costruzione narrativa dell'Identità, in Ingrid Atzei (a cura di), Atti del IX Congresso AIP della Sezione di Psicologia sociale a Cagliari, Torino, Grafica del Parteolla, 2009, ISBN 978-88-89978-90-0.
  2. ^ Giuseppe Melillo, Una storia antica: Napoli, i femminielli e la figliata, su Basilicata Media, 24 gennaio 2020. URL consultato il 4 luglio 2023.
  3. ^ Video su YouTube, su youtube.com.
  4. ^ Video su YouTube, su youtube.com.
  5. ^ Elio e le Storie Tese - Vincere l'odio Testo Canzone [collegamento interrotto], su Lyrics MTV. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  6. ^ Pop X: Un'intervista visiva a Davide Panizza in undici immagini, su talassamagazine.com, 4 giugno 2018. URL consultato il 19 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2018).
  • Eugenio Zito e Paolo Valerio, Corpi sull'uscio, identità possibili. Il fenomeno dei femminielli a Napoli, Napoli, Filema Edizioni, 2010, ISBN 978-88-95204-34-5.
  • Achille Della Ragione, I femminielli, Napoli, 1999.
  • Jess Kohl, Anime Salve, ShowDesk Edizioni, Napoli, 2020, ISBN 978-88-942112-3-8.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]