Wollemia nobilis

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Wollemia nobilis
Giovane esemplare di Wollemia nobilis
esposto all'Orto botanico di Canberra, Australia
Stato di conservazione
Critico[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisionePinophyta
ClassePinopsida
OrdinePinales
FamigliaAraucariaceae
GenereWollemia
SpecieW. nobilis
Nomenclatura binomiale
Wollemia nobilis
W.G.Jones, K.D.Hill & J.M.Allen

La wollemia (Wollemia nobilis W.G.Jones, K.D.Hill & J.M.Allen) è una conifera della famiglia Araucariaceae, unica specie del genere Wollemia[2].
Scoperta nel 1994 dalla guardia forestale David Noble, dal quale la pianta prende il nome scientifico, in una profonda gola del Wollemi National Park, a 150 km a nord di Sydney (Nuovo Galles del Sud, Australia).

È una delle più rare specie botaniche al mondo e la sua presenza in natura è stimata in meno di cento esemplari. In Italia se ne può trovare una nel parco tematico Gardaland, una nel parco di Villa Agerer a Sanremo e una nei Giardini di Villa della Pergola ad Alassio[3][4].

È presente anche in diversi Orti botanici italiani come nell'Orto botanico di Lucca[5] dove è giunta nel 2011, all'Orto e Museo botanico di Pisa[6], al Giardino dei semplici di Firenze[7].

Esemplare di Wollemia nobilis esposto ad Euroflora 2006 di Genova.

La corteccia è molto caratteristica, scura, molto rugosa e, è stato detto, simile ai cereali Coco Pops[8]. Al contrario di molte altre conifere questa specie è in grado di emettere polloni sia in vegetazione che dopo il taglio. La struttura di questa specie è strana ed inconfondibile perché i rami laterali non sono mai biforcati e terminano con un cono. Quando il cono matura il ramo muore. I nuovi rami sono generalmente prodotti a partire dal tronco principale. Gli aghi, sempreverdi, sono piatti, lunghi fino ad 8 cm e larghi fino a 5 mm. I coni femminili sono verdi, lunghi fino a 15 cm; maturano in circa 2 anni e liberano i semi disintegrandosi. I coni maschili sono più piccoli, lunghi fino a 11 cm. La pianta misura fino a 40 m di altezza.

Il recupero della pianta venuta dal passato ha preso l'avvio nel 1994 grazie al ritrovamento da parte della guardia forestale David Noble nel fondo di un canyon del Wollemi National Park, sulle Blue Mountains australiane, di una singola popolazione. Prima di allora, le uniche tracce a disposizione di scienziati e botanici erano date da fossili risalenti a novanta milioni di anni fa.

Intorno alla Wollemia nobilis - specie a lungo considerata estinta e riconosciuta in tempi recenti in condizioni fortuite - si è costituita in anni recenti una rete commerciale che provvede a venderne esemplari, ottenuti da seme, in quantità controllata, mediante la costituzione di un marchio registrato di The Wollemi Pine, distribuito in Europa dalla Wonderplants che lo importa attraverso la Proven Winners Europe, una compagnia di ibridazione di piante.

L'approccio commerciale ed economico, preso di comune accordo e su iniziativa delle autorità scientifiche australiane, ha lo scopo di finanziare autonomamente il mantenimento delle condizioni di protezione attiva delle piante nel loro ambiente naturale, oltre che naturalmente proteggere l'ambiente stesso. Infatti il sito originario, (la cui ubicazione non è stata particolarmente pubblicizzata, essendo solo di puro interesse scientifico), è stato reso del tutto inaccessibile al turismo, ed è attivamente sorvegliato.

Al fine di garantirne la futura sopravvivenza sono iniziate da allora le riproduzioni, sia pure in numero limitato, di questo poderoso albero che può raggiungere altezze e dimensioni notevoli.

Reperto fossile di Wollemia

La Wollemia nobilis, che ha fatto il suo debutto europeo all'Euroflora 2006 di Genova, trova adesso spazio in giardini e parchi.

Wollemia nobilis nel giardino botanico di Castel Trauttmannsdorf a Merano nel 2018

La pianta viene comunemente indicata come pino di Wollemi, ma occorre precisare che non si tratta realmente di una specie di pino. Studi comparativi con specie viventi e fossili di Araucariaceae hanno permesso di stabilire che si tratta piuttosto di una specie appartenente a quella famiglia; per cui il genere Wollemia viene concordemente posto a fianco dei generi Agathis e Araucaria.
Fossili assomiglianti alla Wollemia, probabilmente correlati con essa, sono stati descritti in Australia, Nuova Zelanda e in Antartide, ma la Wollemia nobilis è l'unica specie vivente del genere.

Ambiente naturale e conservazione

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La pianta vegeta, preferibilmente a gruppi, in una modestissima superficie, ed in una ristretta quantità di individui adulti, sulle scarpate laterali al fondo di alcuni profondi e stretti valloni rocciosi del Wollemi National Park, nelle Blue Mountain, su suolo povero, dove si raccolgono e macerano detriti vegetali e si produce un sottile strato di humus. In tali valloni l'incidenza del vento è modesta.

Esperienze di coltivazione in diversi ambienti hanno chiarito che la Wollemia ha una forte resistenza in tutti gli ambienti, ma preferisce indubbiamente suoli umidi, soffici, ricchi di detriti vegetali (foglie, residui di legno, sabbiosi o limosi) e poveri di nutrienti, come si verificano su sponde di ruscelli scorrenti, purché ben drenati e non allagati. Ama suolo acido (pH 5-6,5), non ama il violento irraggiamento solare, ma preferisce un moderato ombreggiamento (in natura tale ombreggiamento proviene dagli alberi circostanti), che collabora al mantenimento dell'umidità. Ha radici prevalentemente superficiali; quindi la collocazione in luoghi scoperti e ventosi ne ha prodotto lo sradicamento anche dopo diversi anni di crescita consolidata. In condizioni non ottimali la crescita è stentata. Con ambiente eccessivamente soleggiato la pianta ingiallisce.[9]

  1. ^ (EN) Conifer Specialist Group 1998, Wollemia nobilis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ Wollemia, in The Plant List. URL consultato il 23 novembre 2012.
  3. ^ https://www.lefigaro.fr/jardin/2015/08/21/30008-20150821ARTFIG00162-350-nuances-de-bleu-les-sublimes-agapanthes-de-la-villa-della-pergola.php
  4. ^ Collezioni e piante rare - Giardini di Villa della Pergola, su giardinidivilladellapergola.com.
  5. ^ Arboreto, su Orto Botanico di Lucca. URL consultato il 3 maggio 2021.
  6. ^ Nuovi arrivi: il pino Wollemi, su unipi.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  7. ^ Orto botanico | Museo di storia naturale | SMA: Sistema Museale di Ateneo - UniFI, su sma.unifi.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  8. ^ James Woodford, The Wollemi Pine: The incredible discovery of a living fossil from the age of the dinosaurs, (Revised Edition), The Text Publishing Company, 2002, ISBN 1-876485-74-4
  9. ^ http://www.wollemipine.com/care_information.php#landscape%7C Informazioni e cure (in inglese)

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