Confraternite della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Le Confraternite della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, o più comunemente chiamate congreghe, sono organizzazioni cattoliche che accompagnano da secoli la vita religiosa e sociale della città della Piana di Gioia Tauro, con il compito di provvedere alla sepoltura dei confratelli defunti ed alla celebrazione di molteplici festività religiose locali dedicate alla Madonna e ad alcuni santi, tramite l'organizzazione diretta degli eventi.

Generalmente, a seguito di un decreto delle autorità ecclesiastiche o di decreti regi, venivano costituite canonicamente in una determinata chiesa. Le particolarità che contraddistinguono le varie congreghe sono un proprio statuto, un titolo, un nome ed una foggia particolare di abiti.

Elenco delle Confraternite della diocesi

[modifica | modifica wikitesto]
Vicariato Comune Confraternita Sede
Gioia Tauro-Rosarno Rizziconi Arciconfraternita del Santissimo Rosario Chiesa di Maria Santissima del Rosario
Rosarno Confraternita di Maria Santissima Addolorata Chiesa di Maria Santissima Addolorata
San Ferdinando Confraternita di Maria Santissima Immacolata Chiesa della Madonna Immacolata
Palmi Melicuccà Arciconfraternita di Maria Santissima Assunta Chiesa del Rito
Confraternita di Maria Santissima del Rosario Chiesa di Maria Santissima del Rosario
Palmi Arciconfraternita del Santissimo Rosario di Pompei e della Sacra Lettera Oratorio del Santissimo Rosario
Nobile congrega di Maria Santissima del Carmelo Santuario di Maria Santissima del Carmelo
Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco
Congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso Chiesa di Maria Santissima del Soccorso
Seminara Confraternita di san Marco Chiesa di San Marco
Confraternita di san Rocco Basilica minore di Maria Santissima dei Poveri
Polistena Cinquefrondi Arciconfraternità di Nostra Signora del Monte Carmelo Chiesa di Maria Santissima del Carmine
Confraternita del Santissimo Rosario Chiesa di Maria Santissima del Rosario
Polistena Arciconfraternità della Santissima Trinità Santuario di Maria Santissima dell'Itria
Confraternita dell'Immacolata Concezione Chiesa dell'Immacolata Concezione
Confraternita del Santissimo Rosario Chiesa di Maria Santissima del Rosario
Confraternita del Santissimo Sacramento Chiesa di Santa Marina
San Giorgio Morgeto Confraternita del Santissimo Rosario Chiesa di Maria Santissima Assunta

Confraternite di Palmi

[modifica | modifica wikitesto]

Arciconfraternita del Santissimo Rosario di Pompei e della Sacra Lettera

[modifica | modifica wikitesto]
Immagine della Madonna del Rosario venerata nella chiesa sede dell'arciconfraternita.

L'Arciconfraternita del Santissimo Rosario di Pompei e della Sacra Lettera[1] è la congrega più antica cittadina, tra quelle ancora in attività, ed ha sede presso l'oratorio del Santissimo Rosario. Storicamente la congrega del Rosario accoglie persone di ogni ceto sociale e di ogni attività lavorativa.

Venne istituita come Congrega di Maria Santissima del Rosario di Pompei di Palmi nella chiesa del Santissimo Salvatore, il 9 settembre 1580 (data di approvazione e conferma del Vaticano) ed era detta "del Salterio o della Corona". Di tale approvazione vi era conferma in una pregevole pergamena, di proprietà della congrega stessa, nella quale veniva ricordata la battaglia di Lepanto. La confraternita venne approvata dal vescovo della diocesi di Mileto, Giovan Mario De Alessandris e, nel 1632, dal suo successore monsignor Maurizio Centini.[2]

Il 30 settembre 1766, la congrega ebbe il regio assenso da parte del re Ferdinando IV, ed era costituita nella chiesa del Rosario con nuovi «Capituli seu regole».[3]

Nella metà del XIX secolo vi sono manoscritti attestanti che, fra l'elenco delle festività religiose celebrate a Palmi, vi era il culto in onore di Santa Maria del Rosario, con festa cittadina, la prima domenica di ottobre nell'«omonima chiesa parrocchiale».[4]

Nel 1935 vi fu il decreto reale ed il 26 maggio 2001 venne emesso il decreto vescovile che abrogava gli statuti di tutte le confraternite e promulgava uno statuto unico per tutte le congreghe della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[5]

Congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso

[modifica | modifica wikitesto]
Immagine della Madonna del Soccorso
La divisa usata dai congregati in processione

La Congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso ha sede presso la chiesa parrocchiale di Maria Santissima del Soccorso. La confraternita storicamente abbracciava la popolazione cittadina dedita alla marineria.

La congrega del Soccorso di Palmi venne eretta dentro l'omonima chiesa presumibilmente nel XVI secolo. Difatti, nel 1586, la congrega è citata nella visita ex limina del vescovo della diocesi di Mileto mons. Marcantonio Del Tufo. Il vescovo descrisse che gli associati alla confraternita indossavano il sacco «in processione generale» e negli accompagnamenti dei confratelli defunti.

In atti del 1767 è citato come procuratore don Vincenzo Carrozza. Il regio assenso alla confraternita venne dato dal re di Napoli Ferdinando IV, il 24 novembre 1777.[3]

Nel 1935 vi fu il decreto reale ed il 26 maggio 2001 venne emesso il decreto vescovile che abrogava gli statuti di tutte le confraternite e promulgava uno statuto unico per tutte le congreghe della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[5]

La confraternita da secoli porta avanti il culto verso la Madonna del Soccorso, organizzando e celebrando ogni prima domenica di agosto l'omonima festa. Inoltre, in collaborazione con la parrocchia del Soccorso, la congrega organizza anche la festa del Santissimo Crocifisso, ogni 3 maggio, presso la chiesa del Crocifisso.

I congregati hanno l'antico privilegio del trasporto in processione per le vie cittadine, oltre al fercolo della Madonna del Soccorso, anche del reliquiario del Sacro Capello,[6] nelle manifestazioni legate alla Varia di Palmi, evento catalogato dal 2013 nell'elenco dei patrimoni orali ed immateriali dell'umanità.

Nobile Congrega di Maria Santissima del Carmelo

[modifica | modifica wikitesto]
Immagine della Madonna del Carmelo

La Nobile Congrega di Maria Santissima del Carmelo ha sede presso l'omonimo santuario cittadino. La confraternita storicamente annoverava tra i suoi iscritti i nobili, i mercadanti ed i mastri della città.

La congrega venne istituita nel 1689 quando una colonia di 35 messinesi, con le rispettive famiglie, si trasferì nella città calabrese. A capo vi era il nobile Tommaso Salvatore e la congrega si insediò nella chiesetta del Carmine, che era stata abbandonata dai Padri Carmelitani il 21 aprile 1652, quando il convento fu soppresso a seguito della riforma papale di Papa Innocenzo X.[7]

Nel 1737 la congrega fu «messa nuovamente in piedi» dal reverendo sacerdote don Antonio Attanà[7] ed ebbe il regio assenso, da parte del re Ferdinando IV, il 2 giugno 1777.[7]

Nel 1894 la confraternita, con i suoi iscritti, ebbe parte attiva negli eventi cittadini legati al terremoto del 16 novembre ed al miracolo compiuto dalla statua della Vergine del Carmelo.

Nel 1935 vi fu il decreto reale ed il 26 maggio 2001 venne emesso il decreto vescovile che abrogava gli statuti di tutte le confraternite e promulgava uno statuto unico per tutte le congreghe della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[5]

La confraternita, con l'aiuto dei Padri Carmelitani, promuove e divulga la devozione ed il culto della Madonna del Carmine, organizzando dal 1689 la festa del 16 luglio dedicata a Maria Santissima del Carmelo,[8] e dal 1894 l'anniversario del miracolo mariano, ogni 16 novembre.

Venerabile Congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco

[modifica | modifica wikitesto]
La venerata statua di san Rocco
La venerata statua dell'Immacolata

La Venerabile Congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco ha sede presso l'omonima chiesa. Storicamente la congrega accoglie persone di ogni ceto sociale e di ogni attività lavorativa.

Già dalla fine del XVI secolo, a Palmi, il vescovo della diocesi di Mileto Marco Antonio Del Tufo rilevò, nella sua visita ex limina, che vi fosse una confraternita di san Rocco stabilita nell'omonima chiesa.

Alcune fonti storiche ipotizzano che una distinta Congrega dell'Immacolata vi era già nel 1640, poiché il 5 agosto di quell'anno una congrega con il titolo di Stellario della Beata Vergine Maria, godette di indulgenze papali.[9]

L'unione dei due culti è con ogni probabilità dovuta al fatto che la statua dell'Immacolata, venerata nella vetusta chiesa di Santa Maria dell'Uccellatore, venne trasferita dopo il 1740 nella costruzione posta accanto alla chiesa di san Rocco che era appunto un oratorio dedicato all'Immacolata Concezione di Maria.[10] Va detto però che da atti notarili, nel 1761 e 1768, risultava già nella chiesa di san Rocco una distinta "venerabile Congregazione della consorelle sotto il titulo dell'Immacolata Concezione".

Notizie certe sulla fondazione della Congrega della Immacolata Concezione di Maria e del Glorioso san Rocco con il nome attuale, si hanno dai capitoli approvati dal regio assenso, datato 18 novembre 1777, da parte del re Ferdinando IV[10].

Nel 1935 vi fu il decreto reale ed il 26 maggio 2001 venne emesso il decreto vescovile che abrogava gli statuti di tutte le confraternite e promulgava uno statuto unico per tutte le congreghe della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[5]

La confraternita organizza annualmente la festa di san Rocco, il 16 agosto, e la festa di Maria Santissima Immacolata, l'8 dicembre.[9] I congregati hanno anche il privilegio del trasporto a spalla in processione, per le via cittadine, dei fercoli dei due santi.

Confraternite scomparse di Palmi

[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli passati a Palmi vi erano ulteriori confraternite o congreghe religiose, scomparse poi nel corso del tempo. Tra queste si segnalano:[3]

  1. ^ Denominazione attuale della Congrega del Rosario di palmi, su oppido-palmi.chiesacattolica.it. URL consultato il 19 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2014).
  2. ^ De Salvo, pag. 200.
  3. ^ a b c Rocco Liberti, Le Confraternite nella Piana di Gioia (diocesi di Oppido-Palmi)
  4. ^ Guardata, pag. 36.
  5. ^ a b c d Statuto delle confraternite, su oppido-palmi.chiesacattolica.it. URL consultato il 28 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2016).
  6. ^ Articolo sulla Varia di Palmi, edizione 2008, su arteculturafotoin.it. URL consultato il 10-03-2013 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2013).
  7. ^ a b c Leopardi, pag. 161.
  8. ^ Leopardi, pag. 168.
  9. ^ a b Dati sulla Congrega dell'Immacolata e san Rocco, su archivi.beniculturali.it. URL consultato il 21 giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  10. ^ a b Ferraro, pag. 28.
  11. ^ I capitoli di questa congregazione vennero confermati dal vescovo della diocesi di Mileto Diego Castiglione Morelli il 28 ottobre 1664, e furono modificati il 27 novembre del 1696. In essi era detto esplicitamente che i sacerdoti addetti a celebrare le messe per i confratelli e le sorelle defunte dovevano essere nativi di Palme.
  12. ^ E. Misefari, Storia Sociale della Calabria, 1976
  13. ^ La congrega non aveva rendite e pertanto si reggeva con le elemosine. Inoltre faceva celebrare, sull'omonimo altare della chiesa Madre, sei messe settimanali a «devozione dei confratelli».
  14. ^ De Salvo, pag. 151.
  15. ^ I procuratori della confraternita, che nell'altare maggiore della chiesa del Salvatore aveva la propria sede, da una bolla concessa nell'anno 1502 avevano l'obbligo di pagare ogni anno mezzo rotolo di cera al vescovo di Mileto
  16. ^ Era eretta nell'altare maggiore della chiesa madre e percepiva, nel 1664, 33,82 ducati di rendita. Possedeva due piante di gelso, dei quali uno in contrada "li calcinara", ed anche aveva diritto alla terza parte dell'olio prodotto in un fondo. Inoltre era riccamente dotata di sacri arredi (tra i quali un parato completo di damasco color rosso cremisi).
  • Antonio De Salvo, Ricerche e studi storici intorno a Palmi, Seminara e Gioia Tauro, Napoli, Lopresti, 1889.
  • Anselmo Cosimo Leopardi, Novembre 1894: il Carmine di Palmi al centro di un evento storico, Polistena, Tipografia Marafioti, 1987.
  • Domenico Ferraro, San Rocco, Polistena, Tipolitografia Varamo, 1993.
  • Domenico Guardata, Memorie sulla Città e territorio di Palme 1850-1858, Palmi, 1858.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]