Nage-no-kata

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Il Nage-no-kata (投の形, "forma delle proiezioni") è uno degli 8 kata di judo riconosciuti ufficialmente dal Kōdōkan.[1] Kanō Jigorō iniziò a insegnare tale kata nel 1887. Il kata è composto da 15 proiezioni raggruppate in cinque serie ognuna delle quali rappresenta una classe di tecniche del Nage waza.[2]

Rappresentazione grafica dell'area del Kata

Norme preliminari

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L'area di combattimento è composta da un quadrato ideale (ABCD) di 6 tatami[3]. Tutte le proiezioni sono eseguite prima a destra e poi a sinistra (eccetto uki-goshi). I judoka si posizionano ad una distanza di 4 tatami, lungo un asse ideale U-T[4] di riferimento per l'esecuzione del kata. Gli esecutori del kata, (tori ed uke) devono camminare in modo naturale, senza sollevare troppo i piedi da terra (suri-ashi). Durante gli spostamenti gli esecutori devono assumere una postura naturale (shizen-tai). Tori ed Uke non rivolgono mai le spalle al pubblico e non possono camminare all'indietro.[5][6] Regola fondamentale durante l'esecuzione del Nage-no-kata (e di tutti i kata in generale) è la “sincerità del movimento”.[7] Solitamente il pubblico inesperto tende a credere che il kata sia una finzione. In realtà Tori deve realmente squilibrare l'avversario e Uke deve opporre una piccola resistenza senza accentuare in maniera eccessiva la proiezione. Durante la fase di attacco, Tori, deve sempre rispettare cinque tempi. I primi tre sono gli spostamenti che porteranno alla proiezione, mentre il quarto tempo è quello della caduta. L'ultimo è quello in cui Uke e Tori si dispongono in posizione per iniziare la tecnica successiva o si riposizionano rispettivamente in U e T a seguito della fine di una delle serie. Nonostante questo non vi è soluzione di continuità fra un tempo e l'altro. Per separare le tecniche, i due judoka, devono eseguire un secondo di pausa dopo la proiezione e il seguente riposizionamento in shizentai (posizione naturale)[8]. Fra una serie e l'altra Tori ed Uke si volgono le spalle e rassettano il loro Jūdōgi[9] prima di dare inizio alla serie seguente o prima del saluto finale.

Tori ed Uke fanno il loro ingresso nell'area di kata dai rispettivi lati e si fermano in shizentai uno davanti all'altro. Successivamente si rivolgono contemporaneamente, eseguendo un quarto di giro, verso il Kamiza (giuria, lato d'onore) ed eseguono il saluto in piedi.I judoka tornano alla precedente posizione ed eseguono il medesimo saluto fra di loro sia in piedi che in ginocchio (ritzurei, zarei). In seguito viene fatto un passo avanti portando le gambe divaricate. Questo passo rappresenta l'ingresso nella vera e propria area di kata. Dopo una sosta di un secondo, i due compagni avanzano l'uno verso l'altro e si fermano a distanza utile per effettuare la presa fondamentale (kumi-kata), in posizione di shizentai. Da questa posizione ha inizio il Nage-no-Kata.

Te-Waza (tecniche di braccia)

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  1. Uki-otoshi
  2. Ippon-Seoi-nage
  3. Kata-guruma

Koshi-Waza (tecniche di anca)

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  1. Uki-goshi
  2. Harai-goshi
  3. Tsuri-komi-goshi

Ashi-Waza (tecniche di gamba)

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  1. Okuri-ashi-barai
  2. Sasae-tsuri-komi-ashi
  3. Uchi-mata

Ma-Sutemi-Waza (tecniche di sacrificio sul dorso)

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  1. Tomoe-nage
  2. Ura-nage
  3. Sumi-gaeshi

Yoko-Sutemi-Waza (tecniche di sacrificio sul fianco)

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  1. Yoko-gake
  2. Yoko-guruma
  3. Uki-waza

Tori ed Uke tornano nelle posizioni iniziali T ed U ed eseguono nuovamente la fase del saluto in ordine inverso rispetto a quello dell'inizio del kata (passo di uscita dall'area di kata, saluto fra i judoka, saluto rivolto verso gli Joseki, uscita dal tatami).

  1. ^ Classificazione dei kata Archiviato il 1º luglio 2010 in Internet Archive. tratta dal sito ufficiale del Kodokan.
  2. ^ Classificazione delle tecniche Archiviato il 15 aprile 2012 in Internet Archive. tratta dal sito ufficiale del Kodokan.
  3. ^ Il tatami giapponese ha dimensioni 90x180 cm, mentre quello occidentale 100x200 cm.
  4. ^ L'asse del kata è parallelo ai lati A-C e B-D.
  5. ^ In particolare Uke non deve mai passare fra Tori e gli spettatori sul lato B-D.
  6. ^ Non rispettare una di queste clausole è considerata una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico e del lato d'onore. Il rispetto è uno dei principi cardine del Judo.( Princìpi del Judo, Sergio Olivieri Archiviato il 7 giugno 2014 in Internet Archive.)
  7. ^ [1] Archiviato il 14 giugno 2018 in Internet Archive.: La Sincerità (a cura di Alessio Oltremari).
  8. ^ Spiegazione dello shizentai nel Kendo.
  9. ^ Come si indossa il Judoji Archiviato il 27 gennaio 2007 in Internet Archive. La fase include anche l'eventuale legatura della cintura.
  • Tommaso Betti - Berutto, da cintura bianca a cintura nera nelle arti marziali, Nuova Editrice Spada, 1999.
  • Kawaishi Mikinosuke, I kata completi del judo, La Comune, 2009.
  • Charlot Emmanuel - Bridge Jane, Corso di judo, De Vecchi, 2008.
  • Breve dizionario per comprendere la lingua del Judo, su judosakuraforli.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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