Mauro Tumminelli

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Mauro Tumminelli

Mauro Tumminelli (Caltanissetta, 27 settembre 1778Palermo, 3 dicembre 1852) è stato un giudice e politico italiano. Fu l'artefice dell'istituzione della provincia di Caltanissetta all'interno del Regno delle Due Sicilie, e della contestuale elevazione della città di Caltanissetta a capoluogo (o capovalle).

Si laureò in diritto (giurisprudenza) a 19 anni. Fu eletto rappresentante della città al Parlamento siciliano (dopo la Costituzione del 1812), dove propugnò la suddivisione della Sicilia in sette Valli minori, tra le quali quella di Caltanissetta.[1][2] Nel 1814 aveva propugnato un progetto di legge sulla costituzione di un giurì sul modello inglese.[3][4]

La designazione di Caltanissetta come capovalle avvenne ufficialmente con il decreto legge del 16 aprile 1819 da parte del governo del Regno delle Due Sicilie,[5]. che nel frattempo era subentrato al Regno di Sicilia.[6][7]

Nello stesso anno, Mauro Tumminelli venne nominato dal re Ferdinado I, con Decreto del 17 luglio, giudice della Gran Corte Criminale e gli fu anche affidata la presidenza del tribunale della nuova capovalle.[8][9]

Nel 1825 fu promosso giudice di Gran Corte Civile con il mandato di procuratore generale presso la Gran Corte Criminale di Girgenti,[10] nel 1828 entrò a far parte della Gran Corte di Palermo e nel 1834 della Corte Suprema di Giustizia, nel 1836 divenne avvocato generale della Gran Corte dei Conti.[11][12][13]

Presiedette il consiglio provinciale di Caltanissetta negli anni 1823, 1824, 1825 e 1851.[14]

Morì il 3 dicembre del 1852 a Palermo mentre rivestiva la carica di presidente della Gran Corte dei Conti. Egli è oggi sepolto nel cimitero dei Rotoli dove il figlio maggiore Ignazio fece realizzare nel 1892 un monumento il cui busto è opera dello scultore Pasquale Civiletti.[15]

Cartolina d'epoca di Via Matteotti, già via Minniti e prima Salita Tribunali, sullo sfondo il busto dedicato a Mauro Tumminelli, a sinistra la vecchia Banca d'Italia.

Nel 130º anniversario della nascita, il 27 settembre 1908, venne inaugurato da parte del comune di Caltanissetta il mezzobusto a lui dedicato, nel quale è raffigurato mentre regge con la mano il mantello.[16] Il busto è attribuito da alcuni allo scultore nisseno Salvatore Lo Verme, da altri allo scultore nisseno Francesco Asaro.

Il busto venne inizialmente posto al centro dell'allora Salita Tribunali (oggi via Matteotti), accanto al Palazzo Moncada-Baufremont che fu sede del Tribunale della città, del quale il Tumminelli ne aveva caldeggiato l’istituzione e del quale ne era stato il Presidente.[17] Lo stesso busto fu poi spostato nella villa comunale Amedeo, per poi essere riportato nella collocazione originaria di via Matteotti, dove si trova tuttora, sebbene in una posizione differente a seguito dei lavori di ripristino dell'ex rifugio antiaereo.

  1. ^ A. Sindoni, Dal riformismo assolutistico al cattolicesimo sociale: Moti popolari, Stato unitario e vita della Chiesa in Sicilia, Dal riformismo assolutistico al cattolicesimo sociale, Studium, 1984, ISBN 978-88-382-3514-6. URL consultato il 17 marzo 2022.
  2. ^ G. Barone, Città in guerra: Sicilia 1820-1821, Editori Laterza, 2022, p. 72, ISBN 978-88-581-4869-3. URL consultato il 17 marzo 2022.
  3. ^ (RO) F.L. Scola, Sul giuri penale. (Appunti), Tipogr. della "Statuto", 1890, p. 48. URL consultato il 17 marzo 2022.
  4. ^ G. Dura, Catalogo di libri antichi e rari vendibili in Napoli presso G. Dura, etc, 1861, p. 929. URL consultato il 17 marzo 2022.
  5. ^ Gravina, Giacomo Pace. “Beyond the Lighthouse. Sicily and the ‘Sicilies’: Institutional Readings of a Borderland.” Spatial and Temporal Dimensions for Legal History: Research Experiences and Itineraries, edited by MASSIMO MECCARELLI and MARÍA JULIA SOLLA SASTRE, vol. 6, Max Planck Institute for Legal History and Legal Theory, 2016, pp. 279–88, http://www.jstor.org/stable/j.ctvqhtzn.11
  6. ^ Miscellanea, Archivio della Fondazione italiana per la storia amministrativa (Series).: Prima collana, Monografie, ricerche ausiliare, opere strumentali, No. 1, 1966. URL consultato il 17 marzo 2022.
  7. ^ F. Renda, Risorgimento e classi popolari in Sicilia, 1820-1821, Fatti e le idee (Feltrinelli editore).: Saggi e biografie, Feltrinelli, 1968. URL consultato il 17 marzo 2022.
  8. ^ Due Sicilie Regno, Giornale del Regno delle Due Sicilie, v. 2, 1825, p. 1058. URL consultato il 17 marzo 2022.
  9. ^ Sicily (Italy)., Raccolta di atti e decreti del governo [di Sicilia, 1849-51].: July-Dec., 1850, Raccolta di atti e decreti del governo [di Sicilia, 1849-51], 1850, p. 266. URL consultato il 17 marzo 2022.
  10. ^ G. Barone, Città in guerra: Sicilia 1820-1821, Editori Laterza, 2022, p. 71, ISBN 978-88-581-4869-3. URL consultato il 17 marzo 2022.
  11. ^ Sicily, Raccolta di atti e decreti del governo, Raccolta di atti e decreti del governo, v. 4-5, 1850, p. 266. URL consultato il 17 marzo 2022.
  12. ^ Almanacco reale del Regno delle Due Sicilie per l'anno ..., dalla Real Tipografia del Ministero di Stato della Cancelleria Generale, p. 306. URL consultato il 17 marzo 2022.
  13. ^ Decisioni della G. Corte de' Conti di Palermo per lo scioglimento della promiscuità: Parte 2. vol. 5, v. 2, tipografia di Bernardo Virzì, 1852, p. 42. URL consultato il 17 marzo 2022.
  14. ^ Discorsi pronunciati dagl'intententi delle provincie dei reali dominii al di la del Faro nell'apertura de'Consigli provinciali del 1851, Stab.tip.dell'Armonia, 1851, p. 317. URL consultato il 17 marzo 2022.
  15. ^ Monumento a Mauro Tumminelli – Cimiteri di Palermo, su cimiteripalermo.com.
  16. ^ Archivio storico per la Sicilia orientale, v. 8, 1911. URL consultato il 17 marzo 2022.
  17. ^ Carlo Sorbetto, Caltanissetta: chi era Mauro Tumminelli, giureconsulto, letterato, e patriota nisseno, su La Gazzetta Nissena. URL consultato il 22 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2018).

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