Dino Bravo

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Dino Bravo
Dino Bravo nel 1975
NomeAdolfo Bresciano
NazionalitàBandiera dell'Italia Italia
Luogo nascitaCampobasso
6 agosto 1948
MorteLaval, Canada
10 marzo 1993
Ring nameDino Bravo
Residenza dichiarataMontréal
Peso dichiarato120 kg
Debutto1970
Ritiro1992
Progetto Wrestling

Adolfo Bresciano (Campobasso, 6 agosto 1948Laval, 10 marzo 1993) è stato un wrestler italiano naturalizzato canadese, noto per aver militato nella World Wrestling Federation con il nome di Dino Bravo.

Bresciano iniziò a combattere nel 1970, insieme a Dominic DeNucci e insieme costituivano i "Fratelli Bravo". Allenato da Gino Brito, vinse molti titoli di coppia nelle federazioni indipendenti. Bravo passò alla Jim Crockett Promotions vincendo l'NWA World Tag Team Championship con Woods, battendo Gene e Ole Anderson contro i quali persero anche i titoli. Bravo riuscì a sconfiggere anche Blackjack Mulligan, l'allora detentore dell'NWA United States Championship ma quando la cintura venne messa in palio, Bravo venne sconfitto. Sul finire degli anni settanta, Bravo combatté nel territorio di Montréal e nel dicembre del 1978, vinse il Canadian Heavyweight Title sconfiggendo Gene Kiniski.

World Wrestling Federation

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Con Dominic DeNucci, Bravo vinse i WWF World Tag Team Championship nel marzo del 1978 sconfiggendo Mr. Fuji e Professor Tanaka. Persero le cinture tre mesi dopo contro Gli Yukon Lumberjacks. A inizio del 1980, Bravo e Haku formarono un tag team che non riuscì, tuttavia, a vincere i titoli di coppia. Bravo lasciò la WWF per un anno e tornò a Montréal ma fece ritorno un anno dopo alleandosi con Greg Valentine e Brutus Beefcake. A Wrestlemania III, Beefcake venne cacciato dal gruppo e Valentine lo rimpiazzò proprio con Dino Bravo. Bravo ricominciò poi la carriera da singolo con la gimmick dell'uomo più forte al mondo. Alla Royal Rumble 1988, Bravo stabilì il nuovo record del mondo di sollevamento pesi su panca piana (325 kg al tempo)[senza fonte]. Successivamente ebbe dei feud con Don Muraco, Ken Patera, Ron Garvin e Jim Duggan. Nel marzo del 1988 partecipò al torneo per decretare il nuovo WWF Champion ma venne eliminato al primo turno da Don Muraco. Il torneo alla fine fu vinto da Randy Savage che sconfisse in finale Ted DiBiase, dopo che Hulk Hogan e André The Giant erano stati entrambi squalificati nella semifinale. Alla Royal Rumble 1989, Bravo insieme ai Rougeau Brothers venne sconfitto in un 3 on 3 Two Out Of Three Falls match contro Jim Duggan, Bret Hart e Jim Neidhart. A Wrestlemania V, Bravo sconfisse Ronnie Garvin. Bravo entrò poi nella stable di Jimmy Hart insieme a Earthquake. Il team ebbe un feud con Hulk Hogan e Ultimate Warrior. Dopo la sua sconfitta a Wrestlemania VII per mano di Kerry Von Erich, Bravo cominciò lentamente a sparire dai teleschermi della WWF, fino a lasciarla del tutto all'inizio del 1992. Dopo il suo ritiro, allenò alcuni wrestler a Montréal.

Il 10 marzo 1993, Bresciano fu trovato morto nel suo appartamento a Laval, in Quebec. Aveva 44 anni. Il cadavere aveva subito diciassette colpi d'arma da fuoco, sette in testa e dieci al torso. Non è mai stata fatta chiarezza sul suo omicidio, ma secondo il wrestler Rick Martel, Bresciano era implicato da diverso tempo nel contrabbando di sigarette tra gli Stati Uniti ed il Canada ed aveva rapporti con la mafia. Alcuni suoi amici hanno dichiarato che pochi giorni prima della sua morte, Bresciano aveva detto loro che aveva i giorni contati e che sarebbe morto di lì a poco. I resti di Bresciano sono conservati nel mausoleo di Notre-Dame-des-Neiges, cimitero di Montréal. Bresciano aveva anche una moglie di nome Diane Rivest e alcuni figli.

Il caso dell'omicidio di Bravo è stato oggetto di una puntata della docu-serie Dark Side of the Ring nel 2020.

  • Airplane spin
  • Sidewalk slam
  • Johnny Valiant
  • Frenchy Martin
  • Jimmy Hart

Titoli e riconoscimenti

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  1. ^ Archived copy, su wrestling-titles.com. URL consultato il 26 aprile 2020 (archiviato il 12 febbraio 2020).
  2. ^ Brian Hoops, Daily Pro Wrestling history (03/07): Bruno Sammartino vs. Giant Baba, in Wrestling Observer Newsletter, 7 marzo 2020. URL consultato l'8 marzo 2020.

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