Corcoracidae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Corcoracidae
Due gracchi australiani
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
ClasseAves
SottoclasseNeornithes
SuperordineNeognathae
OrdinePasseriformes
SottordineOscines
InfraordineCorvida
SuperfamigliaCorvoidea
FamigliaCorcoracidae
Mathews, 1927
Sinonimi

Struthideidae Mathews, 1924

Generi

I Corcoracidi (Corcoracidae Mathews, 1927) sono una piccola famiglia di uccelli canori dell'ordine dei Passeriformi, endemica dell'Australia[1].

A questa famiglia appartengono uccelli di taglia che va dai 31 cm dell'uccello apostolo ai 47 cm del gracchio australiano, taglia media in assoluto ma che li fa annoverare fra i "giganti" della famiglia dei passeriformi, comprendente soprattutto specie di piccola taglia.

Le due specie differiscono significativamente fra loro: pur mostrando entrambe la morfologia tipica degli uccelli che cercano il cibo al suolo (zampe forti, coda allungata, ali arrotondate), l'uccello apostolo è più massiccio e presenta livrea in cui predominano i toni del grigio, col becco tozzo e robusto, mentre il gracchio australiano è quasi completamente nero e possiede becco lungo e sottile, leggermente arcuato.

Distribuzione e habitat

[modifica | modifica wikitesto]

Le due specie della famiglia sono entrambe endemiche dell'Australia orientale, dove abitano le aree aperte con vegetazione arborea non eccessivamente fitta, ed in special modo la macchia a eucalipto: l'uccello apostolo tollera maggiormente il clima secco, occupando anche aree aride e semiaride. Ambedue le specie non patiscono la presenza dell'uomo e anzi ne traggono beneficio, colonizzando ambienti antropizzati come fattorie ed aree suburbane con presenza di zone alberate.

Il comportamento dell'uccello apostolo e del gracchio australiano risulta molto simile: ambedue le specie sono infatti stanziali, diurne, sociali e si nutrono al suolo. I gruppi di questi uccelli contano di norma 5-20 individui (solitamente 8 nella prima specie e 6 nella seconda), guidati da una coppia alfa, che si tengono in costante e chiassoso contatto fra loro mediante una serie di richiami. Le due specie passano la maggior parte del tempo al suolo, dove l'uccello apostolo becca i semi e li rompe col forte becco, mentre il gracchio australiano usa il lungo becco per sondare fra il terriccio e i detriti alla ricerca di piccoli animali[2]: al sopraggiungere di una fonte di disturbo, i gruppi si alzano prontamente in volo appollaiandosi sull'albero più vicino, da dove tengono d'occhio l'intruso in attesa che si allontani (spesso toilettandosi a vicenda nell'attesa), per poi scendere nuovamente al suolo.

Nido di uccello apostolo.

Durante il periodo riproduttivo, ambedue le specie si dimostrano territoriali: questo perché il rapimento di giovani esemplari è una pratica diffusa in questa famiglia[3].
Tutto il gruppo collabora nella costruzione del nido: questo è molto voluminoso, costituito principalmente di rametti e fango essiccato (da cui il nome comune inglese di questi uccelli che è mudnesters, "nidi di fango"), ha una forma globosa e viene costruito in collaborazione da tutti i membri del gruppo, con materiale prelevato da pozzanghere dopo un'abbondante piovuta. L'intero gruppo collabora anche nell'incubazione delle 3-5 uova che vengono deposte dalla femmina dominante, alternandosi nella cova ed anche nelle cure parentali ai nidiacei: i giovani vengono accuditi dagli adulti per un tempo insolitamente lungo, raggiungendo l'indipendenza solo attorno al settimo mese di vita[4]. I nidi vengono riutilizzati il più possibile dal gruppo, quando non eccessivamente danneggiati: alla morte di uno dei membri della coppia alfa, il gruppo si disperde, con il membro rimanente che porta con sé i giovani delle covate precedenti fino a trovare un nuovo partner e sedentarizzarsi nuovamente[5].

Ambedue le specie si dimostrano piuttosto intelligenti, e possono essere addomesticate con facilità.

La famiglia comprende due generi e due specie[1]:

Nell'ambito dell'ordine dei passeriformi, i corcoracidi risultano filogeneticamente molto vicini agli uccelli del paradiso, dai quali hanno cominciato a divergere circa 22 milioni di anni fa[6]: le due famiglie appaiono a loro volta vicine alle famiglie Corvidae, Dicruridae, Monarchidae, Laniidae e Rhipiduridae, con le quali formerebbero un clade ben distinto[7]

In passato, la famiglia comprendeva anche il genere Grallina e prendeva il nome di Grallinidae: attualmente, tuttavia le due specie ascritte al suddetto genere vengono classificate fra i Dicruridae o, più frequentemente, fra i Monarchidae[1][8].

  1. ^ a b c (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Corcoracidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 novembre 2014.
  2. ^ Chapman, G., The Social Life of the Apostlebird Struthidea cinerea, in Emu, vol. 98, n. 3, 1998, p. 178–183, DOI:10.1071/MU98025.
  3. ^ Heinsohn, R. G., Kidnapping and reciprocity in cooperatively breeding white-winged choughs, in Animal Behaviour, vol. 41, n. 6, 1991, p. 1097–1100, DOI:10.1016/S0003-3472(05)80652-9.
  4. ^ Heinsohn, R. G., Slow Learning of Foraging Skills and Extended Parental Care in Cooperatively Breeding White-Winged Choughs, in The American Naturalist, vol. 137, n. 6, 1991, p. 864–881, DOI:10.1086/285198.
  5. ^ Woxvold, I. A., Breeding ecology and group dynamics of the apostlebird, in Australian Journal of Zoology, vol. 52, n. 6, 2004, p. 561–581, DOI:10.1071/ZO04031.
  6. ^ (EN) Corcoracidae: Australian Mudnesters, su TiF Checklist. URL consultato il 16 aprile 2016.
  7. ^ Cracraft, J.; Barker, F. K.; Braun, M.; Harshman, J.; Dyke, G. J.; Feinstein, J.; Stanley, S.; Cibois, A.; Schikler, P.; Beresford, P.; García-Moreno, J.; Sorenson, M. D.; Yuri, T.; Mindell, D. P., Phylogenetic relationships among modern birds (Neornithes): toward an avian tree of life, in Assembling the tree of life, Oxford Univ. Press, 2004, p. 468–89, ISBN 0-19-517234-5.
  8. ^ Christidis, L. & Boles, W. E., Systematics and Taxonomy of Australian Birds, CSIRO Publishing, 2008, p. 200, ISBN 978-0-643-06511-6.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]