Mario Gromo

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Mario Gromo nel 1940

Mario Gromo (Novara, 23 maggio 1901Torino, 19 maggio 1960) è stato un giornalista, scrittore, critico cinematografico e curatore editoriale italiano.

Nel 1918 partì in guerra come volontario nel corpo degli alpini. Trasferitosi a Torino per frequentare l'università, conseguì la laurea in legge nel 1922[1] ed esercitò per breve tempo l'avvocatura. Approdò infine al mondo della letteratura, fondò nel 1922, insieme a Giacomo Debenedetti e Sergio Solmi, la rivista Primo Tempo. Negli anni successivi avviò una collaborazione ad una delle riviste di Pietro Gobetti, Il Baretti[2], e pubblicò il suo primo libro, il romanzo breve Costazzurra (Torino 1926), espressione di una generazione[1].

Nel 1927 diede inizio alla Casa Editrice Fratelli Ribet, che nella collana "Scrittori contemporanei" pubblicò i testi più significativi della letteratura italiana di quel periodo, ospitando autori del Novecento come Corrado Alvaro, Ugo Betti, Guido Piovene, Giani Stuparich. Collaborò a riviste letterarie come Solaria e La Gazzetta del popolo; scrisse: Costazzurra, Guida Sentimentale che ebbe nel '29 il premio Fiera Letteraria, e altri libri di racconti di viaggio, tra i quali Taccuino Giapponese. Fu inoltre uno dei massimi rappresentanti della critica cinematografica, della quale curò una rubrica sul quotidiano di Torino La Stampa. Fu presidente per 5 volte della giuria del Festival di Venezia [1].

Nel testamento dispose che la sua casa di corso Lanza a Torino fosse assegnata per cinque anni ad uno scrittore piemontese.

Riconoscimenti

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A lui è dedicata la Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia di Torino, ospitata dal Museo Nazionale del Cinema.

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