Liberate i pesci!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Liberate i pesci!
Una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2000
Durata90 min
Rapporto16:9
Generecommedia
RegiaCristina Comencini
SoggettoCristina Comencini
SceneggiaturaCristina Comencini, Gennaro Nunziante, Enzo Monteleone
ProduttoreRiccardo Tozzi, Giovannella Zannoni
Casa di produzioneMedusa Film, Cattleya
Distribuzione in italianoMedusa Distribuzione
FotografiaRoberto Forza
MontaggioJacopo Quadri
MusicheStefano Arnaldi, Alessio Vlad
ScenografiaPaola Comencini
CostumiAntonella Berardi
Interpreti e personaggi

Liberate i pesci! è un film commedia italiano del 2000 diretto da Cristina Comencini.

Lecce. Michele Verrio, un boss della malavita locale, decide di finanziare l'Aida di Giuseppe Verdi per l'amante Lunetta, una ex soprano. Lunetta proviene da una famiglia di megalomani aristocratici, come suo fratello Sergio, un giornalista, che ha abbandonato la città dopo che gli uomini di Verrio gli avevano fatto saltare l'auto per una sua inchiesta. Sergio è anche il primo marito di Mara. Con lei ha avuto una figlia, Sabina, che ora studia violino negli Stati Uniti. Mara si è risposata con Emilio, titolare di un autosalone, che si è rivelato marito più affidabile di Sergio e l'ha aiutata a crescere Sabina, anche se per questo è dovuto entrare in relazione "economica" con Verrio.

Quando Mara ed Emilio vanno all'aeroporto ad attendere il ritorno di Sabina, scoprono che anche il figlio di Verrio, Giovanni, studia negli Stati Uniti. I due giovani si sono conosciuti in America e si sono innamorati. Ed ora, essendo rimasta incinta, tornano insieme in Italia decisi a sposarsi.

Dopo i primi momenti di sconcerto, Verrio accusa un infarto e sente di essere in fin di vita. Volendo mostrarsi generoso, regala agli sposi i soldi di un traffico di droga, ma la affida a Emilio e Sergio. Quest'ultimo, memore del passato, ne approfitta per frugare in casa: trova un documento che rivela il covo dei trafficanti, e vuole denunciare la notizia. Verrio recupera le forze, ma non trova il documento, e va senza soldi all'incontro con i siciliani, che gli sparano, convinti di averlo ucciso. Salvato dal giubbotto antiproiettile, Verrio poco dopo dice ai familiari che per un po' dovrà sparire. Intanto Emilio dice che ha regalato al centro profughi i 300 milioni dati da Verrio, e Sergio informa che non tornerà più a Milano.

Il film è girato in Puglia, tra le città di Trani e Lecce,nel Comune di Copertino e Acaya.[1]

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ (Fonte: scheda di Alfonso Marrese per Apulia Film Commission.)

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema