Gennadio (esarca d'Africa)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Gennadio (... – 598 o 600) è stato un politico e militare bizantino, esarca d'Africa dal 591 al 598 circa.

Genadio

Esarca di Cartagine e esarca d'Africa dell'Impero romano d'Oriente
Durata mandato591 –
598
MonarcaTiberio II Costantino
Maurizio (imperatore)
PredecessoreCarica creata
SuccessoreEraclio il Vecchio

Dati generali
Professionepolitico e generale

Nel 578 era già magister militum per Africam, ovvero comandante supremo delle truppe bizantine in Africa. In quello stesso anno, come attestato da Giovanni di Biclaro, Gennadio inflisse una grave sconfitta ai Mauri, uccidendo il loro re Garmul:

(LA)

«Gennadius magister militum in Africa Mauros vastat, Garmulem, fortissimum regem, qui iam tres duces superius nominatos Romani exercitus interfecerat, bello superat et ipsum regem gladio interfecit.»

(IT)

«Gennadio magister militum in Africa stermina i Mauri, supera in guerra Garmul, re fortissimo, che aveva ucciso tre duci già nominati in precedenza dell'esercito romano, e uccide con la spada lo stesso re.»

Gennadio
NascitaVI secolo
Morte598/600
EtniaBizantino
ReligioneCristianesimo
Dati militari
Paese servitoImpero romano d'Oriente
Forza armataEsercito romano
GradoMagister militum per Africae
ComandantiTiberio II Costantino (prima di essere esarca)
GuerreGuerre mauriche
Comandante diTruppe in Africa
Altre caricheEsarca d'Africa
voci di militari presenti su Wikipedia

L'iscrizione CIL VIII, 2245 ne attesta le cariche di patricius e magister militum in Africa al tempo dell'imperatore Tiberio II Costantino (578-582); un'altra iscrizione (CIL VIII, 12035) attesta che mantenne la carica di patricius anche durante il regno del successore di Tiberio, l'imperatore Maurizio (582-602), ricevendo inoltre la dignità di console onorario. Durante il suo mandato difese con successo l'Africa dalle incursioni dei Mauri, che sembra si fossero rivoltati di nuovo nel 589,[1] ricevendo per questi

motivi le congratulazioni di papa Gregorio I (591).[2]

In un'epistola di papa Gregorio I datata al luglio 591 è definito, per la prima volta, exarchus Africae («esarca d'Africa»);[3] l'esarca era una nuova carica creata dall'imperatore Maurizio ed fungeva da viceré con autorità sia civile sia militare, amministrando per conto dell'Impero i territori occidentali. Vi erano un esarca in Italia e uno in Africa, e Gennadio è il primo esarca d'Africa attestato dalle fonti, ma si ignora quando assunse la carica: il terminus ante quem della nomina a esarca è appunto luglio 591, data della lettera di papa Gregorio.

Durante il suo mandato, ricevette numerose lettere da papa Gregorio I, nei quali il pontefice lo esortava ad intervenire in questioni riguardanti la Sardegna e Corsica (all'epoca sotto la giurisdizione di Cartagine)[4] come anche a perseguitare con vigore gli eretici donatisti[5] e vigilare sulle irregolarità commesse dal concilio di vescovi numidiani.[6] Nel 595 soppresse ancora una volta una rivolta dei Mauri.[7] Si ritirò o perì tra il settembre/ottobre 598 e il luglio 600.

  1. ^ Teofilatto Simocatta, III,4; Teofane Confessore, AM 6080.
  2. ^ Papa Gregorio I, I,72.
  3. ^ Papa Gregorio I, I,59.
  4. ^ Papa Gregorio I, I,59, IX,11 e VII,3.
  5. ^ Papa Gregorio I, I, 72-73.
  6. ^ Papa Gregorio I, IV,7.
  7. ^ Teofilatto Simocatta, VII,6.
  • Giovanni di Biclaro, Cronaca
  • Teofilatto Simocatta, Storie
  • Papa Gregorio I, Epistole
  • Teofane Confessore, Cronaca