Francesco Greco (magistrato)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Francesco Greco

Procuratore della Repubblica di Milano
Durata mandato2016 –
2021
PredecessoreEdmondo Bruti Liberati
SuccessoreElio Ramondini

Francesco Greco (Napoli, 13 novembre 1951) è un ex magistrato italiano divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali Mani pulite e il Crac Parmalat[1].

Figlio di un ammiraglio, entrò in magistratura nel 1977, dopo avere conseguito la laurea a Roma.[2] Nel 1979 si trasferì a Milano, come pubblico ministero. In questa veste fece parte del pool di Mani pulite agli inizi degli anni novanta, con Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. Nel 1985 il primo arresto eccellente: è quello di Pietro Longo, segretario del Partito Socialista Democratico Italiano, arrestato con l’accusa di aver intascato una bustarella pagata per ottenere un appalto Enel.

Nel 2016 venne nominato capo della procura del capoluogo lombardo.[3]

È omonimo di un altro alto magistrato, il procuratore capo di Napoli Nord Francesco Greco[4].

  1. ^ Chi è Francesco Greco, su askanews.it. URL consultato il 30 maggio 2016..
  2. ^ Biografia di Francesco Greco, su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 31 maggio 2016. (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2018).
  3. ^ Francesco Greco, il "giovane" di Mani pulite al vertice della Procura di Milano, su famigliacristiana.it. URL consultato il 1º giugno 2016..
  4. ^ Tribunale Napoli Nord. È Greco il nuovo capo dei pm, Corriere del Mezzogiorno, 23 gennaio 2014.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]