Duat

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Nell'antica religione egizia il termine Duat, l'aldilà, indicava l'oltretomba mentre i Campi Iaru erano i luoghi dove i defunti dimoravano.

Rara immagine della personificazione della Duat, in alto capovolta, dal sarcofago di Seti I al British Museum
Il Ba e l'Ombra di Neferoubenef lasciano l'ultima dimora

La rappresentazione pittorica della Duat, una stella spesso inscritta in un cerchio, porta ad ipotizzare che in un primo tempo l'oltretomba fosse considerato posizionato nel cielo e solo con la codificazione del mito di Osiride, detto Signore della Duat, l'oltretomba diventa una località posta sulla terra.

Della personificazione della Duat, ossia della sua rappresentazione attraverso una divinità, possediamo pochissime immagini.

Diverse rappresentazioni della Duat possono essere osservate nei testi funerari del Libro dei morti e nel "Libro delle Porte".

Lo stesso argomento in dettaglio: Anima (religione dell'antico Egitto).
Rappresentazione del Ba

Gli Egizi credevano che l'anima fosse composta in più parti tra cui il Ka, che dopo la morte rimaneva presso il defunto e il Ba, che poteva avere accesso alla Duat. Il Ba viene raffigurato come una testa umana azzurra, oppure come un uccello, la Ciconia nigra, con volto umano e la sua caratteristica era quella di permettere al defunto di muoversi ovunque e di assumere qualsiasi forma egli desiderasse[1].

Divinità della Duat

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  1. ^ Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto - Vol. I, pag. 248
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, Torino, ANANKE, 2004, ISBN 88-7325-064-5.
  • Silvia Zago, A Journey through the Beyond: The Development of The Concept of Duat and Related Cosmological Notions in Egyptian Funerary Literature, Atlanta, Lockwood Press, 2022, ISBN 978-1-948488-53-2.

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