André Luguet

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André Luguet

André Luguet, all'anagrafe André Maurice Jean Allioux-Luguet (Fontenay-sous-Bois, 15 maggio 1892Cannes, 24 maggio 1979), è stato un attore, regista e sceneggiatore francese.

André Luguet nacque a Fontenay-sous-Bois (Francia),[1] in una famiglia di artisti,[2] suo padre era un regista teatrale alla Comédie-Française e anche sua figlia, Rosine Luguet, diventerà un'attrice di successo.[3]

André Luguet studiò in Francia e in Gran Bretagna al Graven College di Beckenham.[4] Grazie alla sua buona padronanza dell'inglese, debuttò sul palcoscenico di un teatro di Londra e proseguì la sua formazione professionale al Conservatorio di Arte Drammatica di Parigi.[3]

Si dedicò con successo al teatro, dopo una lunga collaborazione con la Comédie-Française negli anni venti, trionfò al teatro del boulevard, scrivendo anche alcune opere.[3]

La sua principale attività nel mondo del cinema è stata quella di interprete, dove esordì a soli diciassette anni, in un film di Georges Le Faure, La fille du contrebandier (1909), continuando contemporaneamente le due carriere, teatrale e cinematografica, fino alla prima guerra mondiale, recitando in quaranta cortometraggi realizzati il più delle volte da Léonce Perret e Louis Feuillade.[5] Collaborò anche a sceneggiature, ai dialoghi e alla regia dei film in cui recitò.[4]

Successivamente, aiutato dal suo umorismo e dal suo fascino,[4] si trasferì per qualche anno a Hollywood per Spectrum Verde (1929),[3].

Tra i lavori più interessanti, da citare la partecipazione al film Beating Heart (1940) di Henri Decoin dove interpretò la parte di Le comte d'Argay - l'ambassadeur,[1] Signé illisible (1942) e Voglio sposare mia moglie (1943).[6]

Luguet scrisse e diresse se stesso in Pour régner (1916) e in Le Bluffeur (1930). Nel 1949 adattò per il cinema La Patronne, tratta da un'opera teatrale recitata oltre quattrocento volte con Annie Ducaux.[3]

Nel 1954 lavorò con Giacomo Gentilomo per la realizzazione del film Le due orfanelle, dove interpretò la parte del conte di Linières.[1]

Tra i suoi partner principali si possono menzionare Lili Damita, Gaby Morlay, Françoise Rosay, Bette Davis, Edwige Feuillère, Suzy Prim.[5]

André Luguet lavorò con Brigitte Bardot nel 1963, in Un'adorabile idiota di Édouard Molinaro, che fu una delle sue ultime grandi apparizioni cinematografica.[3]

Nel 1969, La maison de campagne di Jean Girault, con Jean Richard, fu il suo centocinquantesimo e ultimo film dopo cinquanta anni di ininterrotta carriera cinematografica.[5]

André Luguet morì all'età di 87 anni il 24 maggio 1979 a Cannes,[1]a causa di una malattia incurabile.[3]

  1. ^ a b c d André Luguet, su mymovies.it. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  2. ^ le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 80.
  3. ^ a b c d e f g (FR) André Luguet, su cinememorial.com. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  4. ^ a b c (FR) André Luguet, su premiere.fr. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  5. ^ a b c (FR) André Luguet, su cineartistes.com. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  6. ^ (EN) André Luguet, su imdb.com. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  • (FR) Olivier Barrot e Raymond Chirat, Noir et Blanc - 250 acteurs français du cinéma français 1930-1960, Parigi, Flammarion, 2000.
  • (FR) Pierre Billard, L'âge classique du cinéma français : du cinéma parlant à la Nouvelle Vague, Parigi, Flamarrion, 1995.
  • (FR) Marie-France Briselance e Jean-Claude Morin, Grammaire du cinéma, Parigi, Nouveau Monde, 2010.
  • (FR) Laurent Creton e Kira Kitsopanidou, Les salles de cinéma : enjeux, défis et perspectives, Parigi, Armand Colin / Recherches, 2013.
  • (FR) Yvan Foucart, Dictionnaire des comédiens français disparus 694 portraits, 2147 noms, Yvan Foucart, 2007.
  • (FR) Jean-Louis Renoux, Grand écran, Neuilly-sur-Seine, Gaumont, 2000.
  • (FR) Didier Thouart e Jacques Mazeau, Les grands seconds rôles du cinéma français, Parigi, 2011.
  • (FR) Pour l'amour de la Malaga, M. Luguet, notaire à Périgueux abandonna sa charge et depuis lors tous les Luguet font du théâtre, in 7 Jours, 7 dicembre 1941, p. 12.
  • (FR) Dimitri Vezyroglou, Le cinéma : une affaire d'Etat 1945 - 1970, La Documentation française, 2014.

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