Alcmeonide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Alcmeonide
Titolo originaleἈλκμεωνίς
I Sette contro Tebe
Autoreanonimo
PeriodoVI-V secolo a.C.
Generepoema epico
Lingua originalegreco antico
SerieCiclo Tebano

L'Alcmeonide (in greco antico: Ἀλκμεωνίς?, Alkmeōnís) è un poema epico perduto del Ciclo Tebano, parte del Ciclo epico, di cui oggi non restano che una manciata di brevi frammenti. L'autore è ignoto ed è molto probabile che già lo fosse in epoca antica. La data di composizione è ritenuta collocabile tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C.[1]

Si può ipotizzare che il poema narrasse le gesta dell'epigono Alcmeone, figlio di Anfiarao, sebbene sia difficile separare le caratteristiche del mito narrate dal poema da quelle descritte dai successivi tragediografi e mitografi.[1] La moglie di Anfiarao, Erifile, aveva spinto il marito a partecipare alla guerra dei Sette contro Tebe, nonostante una profezia ne predicesse la morte se vi avesse preso parte.[2] Alcmeone vendicò la morte del padre uccidendo sua madre Erifile e venne di conseguenza perseguitato dalle Erinni, vendicatrici dei delitti tra consanguinei.[3] Alcmeone venne in seguito purificato da Fegeo e poi da Acheloo, liberandosi così dalla persecuzione.[3][4]

Uno dei frammenti,[5] citando l'esilio di Tideo (padre di Diomede) dall'Etolia, suggerisce altresì che il poema raccontasse il viaggio in quella terra di Alcmeone insieme a Diomede per sconfiggere i nemici della famiglia di quest'ultimo.[1]

  1. ^ a b c West, p. 11.
  2. ^ Cfr. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 6, 2.
  3. ^ a b Cfr. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 7, 5.
  4. ^ Un riferimento alle terre delle sorgenti di Acheloo potrebbe essere nel fr. 5 (West, p. 11).
  5. ^ West, fr. 4.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]