Torii

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Il famoso torii "galleggiante" del santuario di Itsukushima

Un torii (鳥居?) è il tradizionale portale d'accesso giapponese che immette a un jinja (santuario shintoista) o, più semplicemente, a un'area sacra. La sua struttura elementare è formata da due colonne di supporto verticali e un palo orizzontale sulla cima e frequentemente viene dipinto in colore vermiglio. Tradizionalmente sono fatti di pietra o legno, ma in tempi recenti i costruttori hanno iniziato a usare anche l'acciaio o il cemento armato.

Generalmente i torii si trovano a gruppi di tre e fuori dai templi o dai luoghi di culto non mancano mai. Il numero è tuttavia variabile. Ad esempio, i santuari dedicati al dio Inari possiedono tipicamente molti torii, per esempio il santuario di Fushimi Inari-taisha a Kyoto, che ha migliaia di torii.

La loro costante presenza nello shintō è dovuta al fatto che il passaggio sotto di esso è considerato una prima forma di purificazione, poi completata con le abluzioni rituali nelle immediate vicinanze del santuario. Le credenze popolari tendono a considerarlo semplicemente simbolo di fortuna e prosperità. Per questo è costume che una persona che ha ottenuto successo negli affari doni un torii come segno di gratitudine agli dèi.

Il carattere unicode che raffigura un torii è U+26E9.

Torii all'ingresso del santuario di Asakusa, Tokyo

L'origine di queste costruzioni caratteristiche del paesaggio giapponese è incerta.[1] Sebbene strutture simili si possano trovare in molte altre zone dell'Asia, come in India (i torana dell'architettura buddista e induista), in Cina (p'ai-lou), in Corea (hongsalmun), in Thailandia, in Nepal e altrove, la ragione e le circostanze per cui questi portali siano stati importati anche nell'Arcipelago non sono conosciute; un'ipotesi è che siano arrivati assieme al buddhismo. C'è anche la possibilità che i torii siano stati sviluppati in modo autonomo: inizialmente, le aree sacre venivano delimitate da una shimenawa legata a dei pali per delimitarne gli angoli e, all'ingresso, venivano posti due pali più alti, a cui era sempre legata una shimenawa, per permettere l'accesso ai fedeli. Quest'ultima teoria è comprovata dall'esistenza degli shime torii e dall'usanza di legare una shimenawa al nuki dei torii, tuttavia non è noto come e quando siano state aggiunte le travi orizzontali, è quindi possibile che il torii sia una struttura autoctona, ma influenzata dalle architetture del continente.

Secondo una versione dei miti di Amaterasu (la dea del Sole), quando questa si rinchiuse in una caverna per sfuggire al pestifero fratello Susanoo, causando un'eclissi, le persone, timorose di non rivedere più la luce del Sole, eressero un grosso trespolo di legno per gli uccelli (tutti i galli della città). Il loro continuo cantare la incuriosì e la indusse a sbirciare fuori dalla caverna.
Approfittando del varco apertosi, uno degli dèi aprì completamente l'ingresso, spingendo via la roccia e permettendo alla luce del sole di illuminare ancora la terra. Quel trespolo divenne il primo torii.

È interessante che nel mito sia raccontato che sul trespolo siano stati messi vari uccelli. Secondo altre fonti autoctone, infatti, un tempo i torii avevano proprio la funzione di ospitare i galli sacri dalla lunga coda e gli uccelli in generale, visti come messaggeri degli dèi (tra l'altro questi particolari galli si trovano ancora in certi sacrari). È probabile che con il tempo venne dimenticato l'uso primitivo e fu così che il torii si trasformò da un'uccelliera in un portale. Questa teoria parrebbe confermata dallo stesso termine torii, composto di tori (uccello) e i (essere, stare, luogo).

Parti principali

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Le parti di un torii

I torii si dividono in due famiglie principali: quella dello shinmei torii, stile utilizzante solo travi diritte, e quella del myōjin torii, che utilizza invece anche travi ricurve.

Strutturalmente un torii è caratterizzato da tredici elementi, non tutti sempre presenti (in grassetto sono indicati gli elementi tipici di quasi tutti i torii):

  • Il kasagi (笠木? trave di copertura), l'architrave singola o doppia a cavallo delle due colonne.
  • Gli hashira (? pilastri), le colonne cilindriche, quadrate o ottagonali che sostengono la costruzione.
  • Il nuki (? traverso), traverso che collega e tiene insieme gli hashira.
  • Lo shimaki (島木? trave dell'isola), una seconda architrave a volte presente sotto il kasagi.
  • I kusabi (? cunei), cunei che, quando presenti, fermano il nuki, possono essere due o quattro.
  • Il gakuzuka (額束? facciata anteriore), supporto ulteriore eventualmente situato tra shimaki (o kasagi) e nuki a sostegno del primo e a volte recante un'iscrizione.
  • I daiwa (台輪? anelli di sostegno), i capitelli, non sempre presenti, degli hashira.
  • I daiishi (台石? pietre di sostegno) o kamebara (亀腹? pancia di tartaruga), le eventuali basi delle colonne.
  • I nemaki (根巻? avvolgimenti di base), guaine nere (o talvolta di altro colore) alla base delle colonne, che possono sostituire i daiishi.
  • Lo hafu (破風? timpano), un timpano a volte presente sopra il kasagi.
  • Il sasu (叉首? telaio a forchetta), un piccolo timpano che può sostituire il gakuzuka.
  • I chigobashira (稚児柱? pilastri bambini), pilastri secondari, a volte presenti in numero di quattro o otto, destinati al sostegno degli hashira.
  • La shimenawa (注連縄? corda delimitante), una corda sacra che a volte può essere legata attorno al nuki.

Le colonne possono avere una certa inclinazione verso l'interno detta uchikorobi (内転び? caduta interna).

Shinmei torii

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Lo shinmei torii (神明鳥居? torii divino), che dà il nome alla famiglia, è costituito unicamente da un architrave (kasagi) e due pilastri (hashira) uniti da un traverso (nuki). Nella sua forma più semplice, tutti e quattro gli elementi sono arrotondati e i pilastri non hanno inclinazione. Si crede che sia il più antico stile di torii. Lo shinmei torii e le sue varianti sono caratterizzati da architravi diritti.

Yasukuni torii

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Estremamente simile a uno shinmei torii, lo yasukuni torii (靖国鳥居? torii di Yasukuni) ha nuki a sezione rettangolare. Prende il nome dallo Yasukuni Jinja di Tokyo.

Gli ise torii (伊勢鳥居? torii di Ise) o gekū torii (外宮鳥居? torii di Gekū) sono portali che si trovano solo nel Santuario Interno e nel Santuario Esterno del Santuario di Ise, nella Prefettura di Mie. Per questo motivo, sono anche chiamati jingū torii (神宮鳥居? torii di Jingū), dal nome giapponese ufficiale del Grande Santuario di Ise, Jingū.

È molto simile a uno yasukuni torii, i suoi pilastri hanno tuttavia una leggera inclinazione verso l'interno e il suo nuki è tenuto in posizione da cunei (kusabi). Il kasagi ha sezione pentagonale, i pilastri ottagonale. Le estremità del kasagi sono leggermente più spesse, dando l'impressione di un'inclinazione verso l'alto. Tutti questi torii furono costruiti dopo il XIV secolo.

Questo e lo stile shinmei torii iniziarono a diventare più popolari all'inizio del XX secolo ai tempi dello Shintoismo di Stato, perché erano considerati i più antichi e prestigiosi.

Naigūgen torii

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Il naigūgen torii (内宮源鳥居? torii all'origine di Naigū) è molto simile a un ise torii, ma possiede un gakuzuka. Prende il nome dal santuario interno, chiamato Naikū.

Molto simile a uno yasukuni torii, il kaku torii (角鳥居? torii ad angolo) è costruito con travi a sezione quadrata e possiede uno shimaki.

Il kasuga torii (春日鳥居? torii di Kasuga) è un myōjin torii con architravi superiori diritti. Lo stile prende il nome da ichi-no-torii (一の鳥居? torii principale) di Kasuga Taisha.

I pilastri hanno un'inclinazione e sono leggermente rastremati. Il nuki sporge e viene tenuto in posizione da kusabi posizionati da entrambi i lati, lo shimaki è sorretto da un gakuzuka.

Questo torii fu il primo a essere dipinto di vermiglio e ad adottare uno shimaki, a Kasuga Taisha.

Hachiman torii

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Quasi identico a un kasuga torii, ma con i due architravi superiori dai bordi inclinati, lo hachiman torii (八幡鳥居? torii di Hachiman) apparve per la prima volta durante il periodo Heian. Il nome deriva dal fatto che questo tipo di torii è spesso usato nei santuari dedicati a Hachiman.

Kashima torii

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Il kashima torii (鹿島鳥居? torii di Kashima) è uno yasukuni torii con kusabi e un nuki sporgente, con il kasagi dai bordi inclinati. Prende il nome dal santuario Kashima nella prefettura di Ibaraki.

Munetada torii

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Il munetada torii (宗忠鳥居? torii della lealtà religiosa) si differenzia dal kashima torii per la presenza di un gakuzuka.

Namiuchi torii

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Il namiuchi torii (波打鳥居? torii ondulato) è un esempio unico di torii situato presso Ishikiri Tsukuriya-jinja di Osaka, uno shinmei torii con travi a sezione rettangolare e la parte superiore del kasagi modellata a forma di onda.

Con il nome di ika torii (伊香鳥居? torii di Ika) si intende una combinazione di miwa e ryōbu torii (con otto chigonbashira invece che quattro), dove i torii, invece che in stile myōjin, sono in stile yasukuni torii. Prende il nome dal santuario di Ikagū, dove si trova l'unico esempio di questo stile.

Con ōuo torii (大魚鳥居? torii di Ōuo) si indica un particolare tipo di torii, che può essere inteso come un miwa torii in stile shinmei: si tratta di un munetada torii con due torii secondari posti a sostegno degli hashira, composti solo da un hashira e da un kasagi ciascuno. Il kasagi principale è più spesso a una delle due estremità, dando l'impressione di una curvatura parziale. Si tratta di un esemplare unico di torii che prende il nome dal santuario di Ōuo a Saga. Il torii si trova in mezzo al mare, in una zona dove la marea raggiunge i sei metri, è accessibile, quindi, solo con la bassa marea.

Il kuroki torii (黒木鳥居? torii di legno nero) è uno shinmei torii costruito con legno non lavorato. Poiché questo tipo di torii richiede la sostituzione a intervalli di tre anni, sta diventando raro. L'esempio più famoso è al santuario Nonomiya a Kyoto. Il santuario ora però utilizza un torii in materiale sintetico che simula l'aspetto del legno.

Shiromaruta torii

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Lo shiromaruta torii (白丸太鳥居? torii di tronchi bianchi) o shiroki torii (白木鳥居? torii di legno bianco) è uno shinmei torii fatto con tronchi da cui è stata rimossa la corteccia. Questo tipo di torii è presente nelle tombe di tutti gli imperatori del Giappone.

Mihashira torii

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Il mihashira torii (三柱鳥居? torii a tre pilastri) o sankaku torii (三角鳥居? torii a tre angoli) è un tipo di torii che sembra formato da tre naigūgen torii individuali. Alcuni pensano che siano stati costruiti dai primi cristiani giapponesi per rappresentare la Santa Trinità. Viene posto in contrapposizione con i furabashira torii (二柱鳥居? torii a due pilastri), ovvero tutti i torii a due colonne.

Lo shime torii (注連鳥居? torii delimitante) è la forma più semplice e antica di torii: è composto da due hashira quadrati a cui è legata una shimenawa.

Shimekake torii

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Lo shimekake torii (注連掛鳥居? torii delimitante appeso) è l'anello di congiunzione tra shime torii e shinmei torii: si tratta di una struttura composta da due hashira quadrati e un nuki rettangolare, a cui può essere appesa una shimenawa.

Nukinashi torii

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Con nukinashi torii (貫無し鳥居? torii senza nuki) si intende un tipo estremamente particolare di torii, costituito solo da due hashira e da un kasagi.

Myōjin torii

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Il myōjin torii (明神鳥居? torii divino, i caratteri sono gli stessi di shinmei torii, ma invertiti), di gran lunga lo stile torii più iconico, è caratterizzato da architravi superiori (kasagi e shimaki) leggermente curvi verso l'alto. I kusabi sono presenti. Un myōjin torii può essere fatto di legno, pietra, cemento o altri materiali ed essere vermiglio o non dipinto. Il myōjin torii e le sue varianti sono caratterizzati da architravi con curvatura verso l'alto o sorimashi (反り増し? aumento della deformazione).

Lo stile inari torii (佐助神社?, torii di Inari), che prende il nome dalla divinità Inari, presso i cui santuari è facile trovarlo, è un munetada torii con kasagi ricurvo, unico fra i myōjin torii a non possedere uno shimaki. Come i più comuni daiwa torii, spesso si trovano in lunge file di decine o centinaia di torii.

Sumiyoshi torii

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Il sumiyoshi torii (住吉鳥居? torii della vita fortunata) è un myōjin torii costruito con travi a sezione quadrata.

Echizen torii

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L'echizen torii (越前鳥居?, torii di Echizen) è una variazione del myōjin torii con un doppio kasagi e uno shimaki. Prende il nome dalla provincia di Echizen, oggi parte della prefettura di Fukui, dove questo stile è molto diffuso.

Jōnangū torii

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Il jōnangū torii (城南宮鳥居? torii di Jōnangū) è un myōjin torii privo di gakuzuka e con un nuki non sporgente. Prende il nome dal santuario Jōnangū, a Kyoto.

Nakayama torii

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Lo stile nakayama torii (中山鳥居? torii di Nakayama), che prende il nome dal Nakayama Jinja nella prefettura di Okayama, è fondamentalmente un myōjin torii, ma il nuki non sporge dai pilastri, la curva dei due architravi superiori è più accentuata del solito ed è privo di kusabi. Il torii del santuario di Nakayama che dà il nome allo stile è alto 9 metri ed è stato eretto nel 1791.

Tagakutsuka torii

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Il tagakutsuka torii (多額束鳥居?, torii con molti gakutsuka) è una tipologia insolita di nakayama torii con tre gakutsuka. Un esempio si trova presso il santuario Kido-jinja.

Rengekamebara torii

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Molto simile a un Nakayama torii, il rengekamebara torii (蓮花亀腹鳥居? torii con piedistalli di loto) è un torii unico situato presso il santuario Kitano Tenmangū, le cui caratteristiche distintive sono i daiishi scolpiti a forma di fiore di loto e il gakuzuka che attraversa, tagliandolo a metà, lo shimaki.

Il daiwa torii (大輪鳥居? torii con anelli di sostegno), anch'esso noto come inari torii (稲荷鳥居? torii di Inari), è un myōjin torii con due anelli chiamati daiwa nella parte superiore dei due pilastri. Il nome "inari torii" deriva dal fatto che i daiwa torii di color vermiglio tendono a essere comuni nei santuari di Inari, ma anche nel famoso Santuario di Fushimi Inari non tutti i torii sono in questo stile. Questo stile è apparso per la prima volta durante il tardo periodo Heian.

Il sannō torii (山王鳥居? torii del re della montagna) è un myōjin torii con uno hafu sopra i due architravi superiori. Il miglior esempio di questo stile si trova nel Santuario Hiyoshi vicino al Lago Biwa. Il torii è spesso associato al Sannō Shintō.

Chiamato anche sankō torii (三光鳥居? torii delle tre luci: Sole, Luna e stelle), mitsu torii (三ツ鳥居? triplo torii) o komochi torii (子持ち鳥居? torii con bambini), il miwa torii (三輪鳥居? torii del Monte Miwa) è composto da tre myōjin torii senza inclinazione dei pilastri. I due torii secondari possono appoggiarsi agli hashira del torii principale prima del gakuzuka, essendone in questo caso privi, o dopo, possedendone quindi uno. Spesso, nel secondo caso, i nuki dei due torii secondari sono fissati agli hashira di quello principale per mezzo di kusabi. Il più famoso è al santuario Ōmiwa, a Nara. A volte, proprio come a Nara, può essere chiuso con dei cancelli.

Chiamato anche yotsuashi torii (四脚鳥居? torii a quattro zampe), gongen torii (権現鳥居? torii della vera autorità) o chigobashira torii (稚児柱鳥居? torii con pilastri bambini), il ryōbu torii (両部鳥居? torii di entrambe le parti) è un daiwa torii i cui pilastri sono rinforzati su entrambi i lati da quattro colonne. Il nome deriva dalla sua lunga associazione con Ryōbu Shintō, una corrente di pensiero all'interno del buddismo Shingon. Il famoso torii che sale dall'acqua a Itsukushima è un ryōbu torii, e il santuario era anche un tempio buddista Shingon, tanto che ha ancora una pagoda.

Nakayama

Una variazione del ryōbu torii, lo stile yahiko torii (弥彦鳥居?, torii di Yahiko) è caratterizzato dalla presenza di tettoie al posto dei capitelli delle colonne. Prende il nome dal santuario Yahiko-jinja.

Shimohie torii

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Lo shimohie torii (下日枝鳥居? torii di Shimohie) è la combinazione di un sannō torii e di un ryōbu torii: si tratta di un myōjin torii con uno hafu sopra al kasagi e con quattro chigobashira a sostegno delle colonne, a volte dotato di daiwa. Prende il nome dal santuario di Shimohie a Yamagata. Il fatto che questo torii presenti le caratteristiche di sannō e ryōbu torii indica che un tempo era associato sia al Sannō Shintō che al Ryōbu Shintō.

Kyōfūnijū torii

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Il kyōfūnijū torii (京風二重鳥居? doppio torii nello stile della capitale) è molto simile allo shimohie torii: si tratta di un ryōbu torii con un hafu sopra al kasagi e, appoggiato alla punta del timpano, un ulteriore kasagi. Differisce dallo shimohie torii per la presenza di quest'ultima struttura e dei daiwa. Questo stile si può osservare al santuario di Sannōbōhie presso Aomori, dove si trovano due esempi. Le considerazioni fatte per lo shimohie torii valgono anche per questo stile.

Hakozaki torii

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Lo stile hakozaki torii (筥崎鳥居?, torii di Hakozaki), che prende il nome dal santuario Hakozakigū, dove se ne trovano diversi esempi, è caratterizzato da un kasagi e uno shimaki dalla forma arrotondata, dritti al centro e curvi verso le estremità, con colonne molto spesse.

Lo hizen torii (肥前鳥居? torii della fertilità) è un tipo insolito di torii simile allo hakozaki torii ma con colonne dalla forma a campana.

L'usa torii (宇佐鳥居? torii di Usa) è un myōjin torii senza gakuzuka. Prende il nome dal santuario di Usa.

Il nune torii (奴禰鳥居? torii del santuario) è un daiwa torii con un sasu al posto del gakuzuka. Ne esistono solo due esempi in tutto il Giappone, entrambi a Kyoto: al santuario Nishiki Tenmangū e al santuario Fushimi Inari-taisha.

Karahafu torii

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Il karahafu torii (唐破風鳥居? torii con timpano cinese) è un myōjin torii con kasagi e shimaki rialzate al centro. L'unico esempio noto si trova a Itsukushima-jinja.

Galleria d'immagini

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  1. ^ Historical Dictionary of Shinto, Stuart D. b. Picken, pagina 32; ed. Scarecrow Press, anno 2002

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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