Repubblica Cremasca

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Municipalità di Crema
Motto: «Libertà, eguaglianza»
Informazioni generali
CapoluogoCrema
10 000[senza fonte] abitanti
Dipendente da Repubblica Francese
Suddiviso incomuni
Amministrazione
Forma amministrativaOccupazione militare
Organi deliberativiMunicipalità di Crema
Evoluzione storica
Inizio28 marzo 1797
CausaRivoluzione dei giacobini cremaschi
Fine29 giugno 1797
CausaArmistizio di Leoben
Preceduto da Succeduto da
Territorio di Crema Dipartimento dell'Adda

La Repubblica Cremasca (o Repubblica di Crema) fu una piccola municipalità rivoluzionaria (una delle cosiddette "repubbliche sorelle"[1]) creata nel marzo del 1797 a seguito dell'occupazione della città di Crema (Italia) da parte delle truppe francesi.

La città di Crema e la sua provincia "Cremasca" (al nord della provincia di Cremona) erano state annesse alla Repubblica di Venezia sin dal 1449, e da quella data rette da un podestà nominato dalla Serenissima. Il 28 marzo del 1797 un corpo di dragoni francesi[2] entrò nella città non incontrando resistenza e destituì le autorità veneziane. Il duca Zan Battista Contarini fu arrestato[3] e la nuova municipalità, composta da possidenti terrieri e da cittadini nobili, proclamò la Repubblica Cremasca che comprendeva la città e la provincia di Crema.

La municipalità

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Stemma della Municipalità

La nuova repubblica, retta dal Comitato di Difesa Generale presieduto dal marchese Fortunato Gambazzocca con Agostino Benvenuti, ebbe una vita effimera. Creazione malamente dissimulata dei transalpini, già tre settimane dopo la sua fondazione fu segretamente destinata al nuovo stato fantoccio lombardo con l'armistizio di Leoben. Solo tre mesi dopo - infatti - il 29 luglio 1797, fu inserita nella frontiera doganale della Repubblica Cisalpina, e ad essa annessa legalmente col trattato di Campoformio.

Il territorio fu incluso nell'effimero dipartimento dell'Adda, quindi nell'Alto Po.

  1. ^ Horst Dippel, Constitutions of the world from the late 18th century to the middle of 19th century, Göttingen, de Gruyter, 2010, p. 17.
  2. ^ Storia di Crema dal sito istituzionale del comune, su comune.crema.cr.it. URL consultato il 25 luglio 2017.
  3. ^ Giovanni Solera, Storia di Crema raccolta per Alemanio Fino dagli annali di M. Pietro Terni, Milano, Ronchetti e Ferreri, 1845, p. 108.

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