Oh, Serafina!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo romanzo, vedi Oh, Serafina! (romanzo).
Oh, Serafina!
Dalila Di Lazzaro e Renato Pozzetto
Paese di produzioneItalia
Anno1976
Durata96 min
Rapporto1,78:1
Generecommedia, drammatico
RegiaAlberto Lattuada
SoggettoGiuseppe Berto dall'omonimo romanzo
SceneggiaturaEnrico Vanzina,
Alberto Lattuada,
Giuseppe Berto
Produttore esecutivoBianca Lattuada
Casa di produzioneRizzoli Film
Distribuzione in italianoCineriz
FotografiaLamberto Caimi
MontaggioSergio Montanari
MusicheFred Bongusto,
José Mascolo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Oh, Serafina! è un film italiano del 1976 diretto da Alberto Lattuada e tratto dal romanzo omonimo[1] di Giuseppe Berto; è una moderna favola ecologista.

È una delle ultime apparizioni di Renato Pinciroli, deceduto un mese prima dell'uscita del film, nonché la prima di Jinny Steffan.

Augusto Valle è un industriale tenero, svanito ed ecologista. Sposa per amore una sua operaia, che invece ha accettato la sua proposta solo per interesse e che ben presto provvede a farlo internare in un manicomio. A questo scopo seduce molte persone, tra cui il sindaco che avalla l'operazione. Ciò fa venire il dubbio ad Augusto che il figlio nato dal matrimonio, Giuseppe, non sia suo. Poco prima di venire internato, Augusto scopre che il suo timore è infondato e questo lo convince a non arrendersi. In manicomio non si troverà affatto male, anzi proprio qui trova finalmente la sua anima gemella.

Il film è stato girato in varie località lombarde, soprattutto nella provincia di Cremona e in quella di Milano. Il manicomio è in realtà l'ex convento di Santa Maria della Croce, adiacente all'omonimo santuario e situato a Crema, frazione Santa Maria della Croce. La villa di famiglia di Serafina è Villa San Michele a Ripalta Cremasca, frazione San Michele. La fabbrica di Augusto è nel paese di Palosco, in provincia di Bergamo. Il campanile dal quale si getta il padre di Augusto è quello della Chiesa di Santa Margherita a Settimo Milanese. Infine c'è la Basilica di San Francesco a Assisi, unico luogo non lombardo del film.

Distribuzione

[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Cineriz il 28 ottobre 1976, con doppiaggio eseguito presso la C.D.S. con la collaborazione della Cine Video Doppiatori (direttrice di doppiaggio: Fede Arnaud). Il film fu vietato ai minori di 18 anni.

Nella versione home video risultano tagliate la scena in cui Serafina si ferisce da sola la pancia e la scena di passione tra un'infermiera e Serafina.

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]

Per le musiche del film, Fred Bongusto ottenne il Nastro d'argento alla migliore colonna sonora.

Per la sua interpretazione, Angelica Ippolito ottenne un premio speciale ai David di Donatello 1977.

  1. ^ Giuseppe Berto, Oh, Serafina! : fiaba di ecologia, di manicomio e d'amore, Milano, Rusconi, 1973 (edizione più recente: Rizzoli, 1986, 1989)

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema