Nunzio Filogamo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

«Miei cari amici vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate!»

Nunzio Filogamo

Nunzio Filogamo, all'anagrafe Annunziato Filogamo (Palermo, 20 settembre 1902Rodello, 24 gennaio 2002), è stato un conduttore radiofonico, conduttore televisivo, attore, cantante e regista radiofonico italiano.

Dopo aver esordito alla radio, fu tra i primi conduttori televisivi della televisione italiana, in particolare primo presentatore della kermesse musicale del Festival di Sanremo, del quale condusse in totale cinque edizioni.

Nunzio Filogamo nella parte di Aramis nei Quattro moschettieri 1934

Nato a Palermo, a soli due mesi si trasferì con la famiglia a Torino. Dopo gli studi in legge, alla Sorbona di Parigi e all'Università degli Studi di Torino, fece l'avvocato per due anni in quest'ultima città, poi approdò al mondo dello spettacolo recitando in celebri compagnie teatrali insieme a Dina Galli e alle sorelle Emma ed Irma Gramatica. Suoi fratelli minori furono il giornalista e schermidore Carlo Filogamo (1909-2003) e il medico Guido Filogamo (1916-2018), docente di anatomia all'Università degli Studi di Torino

La radiofonia

[modifica | modifica wikitesto]
La soubrette Danielle Corin con Nunzio Filogamo in un programma Radio Rai nel 1949

All'inizio degli anni trenta incominciò a lavorare nella compagnia teatrale di Ruggero Ruggeri dove però restò per una sola stagione. Entrato nell'EIAR (1934), Riccardo Morbelli lo chiamò per interpretare Aramis nella rivista I quattro moschettieri (di cui curò anche la regia nelle ultime puntate del 1937). Filogamo caratterizzò magistralmente il proprio personaggio con la "erre moscia" e un atteggiamento snob.

Sull'onda del successo di quegli anni tentò anche l'avventura discografica: tra le sue canzonette si ricordano Tutto va bene madama la marchesa, Qualcosa in Perù, Mi chiamo Viscardo, Mi hanno rovinato le donne e Cagnolino pechinese, le due ultime tratte dal citato programma radiofonico I quattro moschettieri.

Il 18 maggio 1940, dal Teatro Carlo Felice di Genova, condusse l'ottava puntata dello spettacolo L'ora del dilettante, antesignano della Corrida.[1]

Divenuto ormai un vero divo della radio italiana, diresse la Compagnia di rivista dell'EIAR di Roma che debuttò il 24 novembre 1940 e, negli anni della seconda guerra mondiale, fu incaricato di presentare gli spettacoli organizzati per le forze armate, affiancando dopo l'arrivo degli americani, stelle come Marlene Dietrich e Gene Krupa.

Dal 1950 al 1952 presentò la trasmissione di dilettanti Il microfono è vostro. Filogamo iniziava ogni puntata con il celebre saluto "Cari amici vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate"[2]. La frase fu ripresa come titolo da un libro di Gianni Isola, e da una trasmissione televisiva di Renzo Arbore del 1984 per i 60 anni della radio italiana, divenendo un simbolo della radiofonia italiana.

Il Festival di Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]
Marisa Allasio, Nunzio Filogamo e Fiorella Mari Sanremo 1957

Nunzio Filogamo tenne a battesimo il primo Festival di Sanremo (1951), che nella seconda edizione (1952) aprì con il suo ormai consueto saluto: "Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate!".

Presentò anche le due edizioni successive del Festival, per poi venirne estromesso, con l'arrivo della televisione, in quanto ritenuto poco telegenico. Dato il forte controllo cattolico sulla Rai di quegli anni, probabilmente contribuirono a tale esclusione le ricorrenti voci sull'omosessualità di Filogamo, alle quali faceva esplicito riferimento nelle movenze l'imitatore Alighiero Noschese, nonché in una parodia a Sanremo 2006 di Carlo Verdone, nei panni della cantante Assunta De Senis, che scherzosamente disse: "La Filogamo era un'isterica... una mia carissima amica". La figura di Filogamo pare, comunque, esser servita d'ispirazione ad Ettore Scola per il personaggio di Gabriele (Marcello Mastroianni) nel film Una giornata particolare. Non a caso il libro che Gabriele regala ad Antonietta (Sofia Loren) alla fine del film è proprio I tre moschettieri. [3].


Festival di Sanremo 1957. Al centro del palcoscenico, vi sono i presentatori Marisa Allasio, Nunzio Filogamo e Fiorella Mari. Partecipano l'orchestra Angelini a sinistra e l'orchestra Trovajoli a destra.

Il popolare presentatore tornò comunque al Festival nel 1957, al fianco di Marisa Allasio, cui non risparmiò i rimproveri, nell'ultima serata, per le numerose "papere".

Nunzio Filogamo negli anni ottanta

Tra gli anni cinquanta e i sessanta presentò numerose trasmissioni radiofoniche, tra le quali Occhio magico (1955), La tombola (1957), Maestro per favore (1961), Il cantagiro (1963), Un disco per l'estate (1964) e Moda e costume (1965).

Negli anni settanta continuò a dedicarsi alla radio partecipando alle trasmissioni per il ventesimo anniversario del Festival di Sanremo, e presentando programmi musicali come Toujours Paris e Paris Chanson.

Ricomparve ottantenne in radio nel 1983 per condurre un memorial in omaggio al maestro Cinico Angelini. Sempre negli anni ottanta fu una delle tante voci del programma radiofonico L'aria che tira. Tornò in televisione come ospite d'onore della prima puntata della trasmissione di Renzo Arbore, Cari amici vicini e lontani (1984), dedicata ai sessant'anni della radio.

Ritiratosi in una casa di riposo di Rodello, nelle Langhe cuneesi, nel 1987 partecipò alla trasmissione del venerdì sera di Rete 4 Un fantastico tragico venerdì, con Carmen Russo e Paolo Villaggio.[4] Fece poi perdere le sue tracce, tanto da indurre Pippo Baudo a una gaffe nel 1997, quando durante una trasmissione televisiva diede Filogamo per morto. In quella trasmissione era presente anche Mike Bongiorno che tentò di correggere Baudo, segnalandogli a ragione che Filogamo era ancora vivo ma Pippo Baudo, persistendo nell'errore, si scusò col pubblico, continuando ad affermare che Filogamo non era più in vita e che Bongiorno era incappato in uno dei suoi classici errori maldestri.[5][6]

Poco tempo dopo, Filogamo, in risposta alle dichiarazioni di Pippo Baudo, ricomparve sul piccolo schermo per una brevissima intervista alla trasmissione Striscia la notizia, nella quale, ironicamente, dichiarava di essere ancora vivo.

Nel 2000 Nunzio Filogamo rilasciò un'ultima intervista alla trasmissione La vita in diretta dalla casa di riposo di Rodello, dove morì il 24 gennaio 2002 a 99 anni.

Programmi radio Eiar

[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radio Rai

[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva

[modifica | modifica wikitesto]

La città di Torino gli ha intitolato nel maggio 2004 il giardino di via Montebello, adiacente alla Mole Antonelliana e agli studi Rai[7].

  1. ^ Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, Radiocorriere 1940 22, 25 maggio 1940. URL consultato il 3 gennaio 2023.
  2. ^ presentazione del libro di Giorgio Simonelli, Cari amici vicini e lontani, su unitaecarismi.cittanuova.it. URL consultato il 16 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2018).
  3. ^ Tullio Kezich, Alessandra Levantesi,Una giornata particolare: un film di Ettore Scola : incontrarsi e dirsi addio nella Roma del '38, Torino, Lindau, 2003, . 158-176; Sergio Rigoletto, Masculinity and Italian Cinema: Sexual Politics, Social Conflict and Male Crisis in the 1970s, Edimburgo, Edinburgh Uninersity press, 2014, p. 153, n. 37.
  4. ^ Beniamino Placido, Senza Fantozzi gran Villaggio, in la Repubblica, 20 gennaio 1987. URL consultato il 3 luglio 2017.
  5. ^ Gualtiero Peirce, Pippo a Mediaset impara le gaffes: "Filogamo è morto", in la Repubblica, 12 gennaio 1997. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  6. ^ Alessandra Rota, Baudo: scusate la mia prima gaffe, in la Repubblica, 13 gennaio 1997. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  7. ^ http://www.comune.torino.it/ucstampa/2004/article_507.shtml
  • AA. VV. (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, Roma, Armando Curcio Editore, 1990, alla voce "Filogamo Nunzio", di Enzo Giannelli, pag. 674
  • Giovanni Cordoni, "Filogamo, Nunzio", Enciclopedia della Radio, a cura di B. Scaramucci e P. Ortoleva, Garzanti, Milano, 2003, pagg. 307-308
  • Andrea Jelardi-Giordano Bassetti, Queer tv, Omosessualità e trasgressione nella tv italiana, Croce, Roma 2005
  • Il Radiocorriere, annate varie
  • Le teche Rai
  • Gianni Borgna, La grande evasione. Storia del Festival di San Remo - 30 anni di costume italiano, Roma, Savelli, 1980.
  • Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ªed., Garzanti Editore, 2008, ISBN 978-88-11-50526-6.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]