Mantodea

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Mantoidei
Orthodera novaezealandiae con preda
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumArthropoda
SubphylumTracheata
SuperclasseHexapoda
ClasseInsecta
SottoclassePterygota
CoorteExopterygota
SubcoorteNeoptera
SuperordinePolyneoptera
SezioneBlattoidea
OrdineMantodea
Burmeister, 1838
Famiglie
  • vedi testo

I mantoidei (Mantodea Burmeister, 1838) sono un ordine di insetti pterigoti. Essenzialmente tropicali, ne esistono circa 2500 specie diffuse soprattutto nelle regioni a clima caldo.

I mantoidei sono insetti di grandi e medie dimensioni e dal corpo allungato e spesso vistosamente colorato. Ricorre il dimorfismo sessuale, con maschi visibilmente più piccoli delle femmine. La forma del corpo e la livrea sono tali da rendere frequente il mimetismo criptico e, talvolta, il mülleriano[1]. L'esoscheletro mostra spesso singolari sculture sul capo e sul pronoto, utili per la determinazione sistematica.

Il capo è molto mobile, con profilo triangolare alla vista frontale, provvisto di grandi occhi e tre ocelli. Le antenne sono filiformi e pluriarticolate, brevi rispetto al corpo ma moderatamente allungate rispetto al capo; sono talora pettinate o bipettinate nei maschi. L'apparato boccale è masticatore tipico, con palpi mascellari e labiali rispettivamente composti da 5 e 3 articoli.

Il protorace è molto allungato e, a riposo, è sollevato leggermente. Gli altri segmenti toracici sono più brevi.

Morfologia della zampa anteriore.

Le zampe anteriori sono raptatorie: hanno le coxe molto lunghe e mobili e trocanteri brevi, femori robusti e lunghi, percorsi da due serie di spine sulla faccia ventrale, tibie relativamente brevi ma robuste, anch'esse provviste di spine e di un uncino terminale. In posizione di riposo le coxe sono portate in avanti, le articolazioni coxo-troncatere-femorali sono chiuse dorsalmente e quella femoro-tibiale ventralmente; in questo modo le zampe anteriori assumono, davanti al capo, una posizione caratteristica che ricorda la postura di una persona in preghiera, da cui il nome di mantidi religiose attribuito per estensione agli insetti di questo ordine[2]. Le zampe medie e posteriori sono di tipo cursorio, sottili e allungate. Nella funzione raptatoria, le zampe anteriori sono usate come pinze per afferrare la preda, opponendo la tibia al femore. Nella deambulazione sono usate le zampe medie e posteriori, mentre quelle anteriori sono protese in avanti e sollevate. Vengono usate nella locomozione solo durante la corsa o per arrampicarsi. Le ali possono essere assenti o presenti; in questo caso le anteriori sono leggermente sclerificate (tegmine) e le posteriori provviste di una regione anale ben sviluppata. In posizione di riposo sono ripiegate orizzontalmente sull'addome.

L'addome, anch'esso allungato, è composto di 11 segmenti, è provvisto di due cerci e, nelle femmine, di un ovopositore breve.

Alimentazione

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Insetti notoriamente predatori, i Mantoidei sono piuttosto aggressivi e voraci. Gli aspetti più significativi dell'etologia sono improntati alla funzione predatoria. Stazionano sulla vegetazione, spesso mimetizzati, restando immobili. Si muovono lentamente salvo scattare al momento di afferrare la preda, che viene ghermita con le zampe anteriori. Le prede sono rappresentate da altri artropodi, ma sembra che alcune specie tropicali attacchino anche piccoli vertebrati[1].

Per l'attività predatoria sono da considerarsi insetti utili, ma l'impiego nella lotta biologica non offre risultati degni di rilievo[3], anche per la scarsa specificità dell'azione predatoria, che si orienta su un numero elevato di specie[4]. Gli stadi preimmaginali predano spesso afidi e altri omotteri, gli adulti insetti e artropodi di varie dimensioni[4].

Una femmina mentre divora il maschio dopo l'accoppiamento.

La riproduzione nei Mantoidei è, nella generalità dei casi, di tipo anfigonico e solo raramente partenogenetica[1]. Le femmine sono poligame; la copula si svolge con l'emissione dello sperma in un involucro (spermatoforo) che viene deposto dal maschio in corrispondenza dell'ovopositore. Una peculiarità etologica dei Mantoidei, molto nota, è il cannibalismo associato alla riproduzione: in genere, durante o subito dopo l'accoppiamento, la femmina divora il maschio, potendo così disporre subito di un notevole quantitativo di proteine per la produzione delle uova.

Ooteca di mantide religiosa.

Le uova sono deposte in vistose ooteche di consistenza pergamenacea. Le ooteche sono di varie forme, da globose a ovoidali ad allungate, in alcuni casi provviste di un rivestimento protettivo. In Mantis religiosa è formata da due serie parallele di lamelle verticali sovrapposte, fra le quali sono deposte le uova. L'ooteca è sempre fissata a supporti di varia natura, come rami, muri, infissi, ecc. Durante l'ovideposizione, la femmina emette il secreto delle ghiandole colleteriche, inizialmente fluido, lo sbatte con l'ovopositore rendendolo schiumoso e lo modella prima che si rapprenda, all'aria, solidificando.

Lo sviluppo postembrionale si identifica con la paurometabolia nelle forme alate e con la pseudoametabolia in quelle attere. Il ciclo si svolge in genere con una sola generazione l'anno[4].

Distribuzione e habitat

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L'ordine dei Mantoidei è diffuso prevalentemente nelle regioni tropicali[5] con circa 800 specie in Africa, 530 in Asia, 165 in Oceania e 410 nel continente americano; in Europa si contano una trentina di specie, 14 delle quali presenti in Italia[6].

Empusa pennata
(Empusidae)
Creobroter gemmatus
(Hymenopodidae)
Rivetina baetica
(Mantidae)

Per l'affinità filogenetica, i Mantoidei sono attualmente inquadrati al rango di sottordine dei Dictyoptera, insieme ai vecchi ordini dei Blattodea e degli Isoptera. La classificazione tradizionale, tuttavia, che separa i tre raggruppamenti in altrettanti ordini distinti, è ancora largamente adottata sotto l'aspetto pratico e morfologico, anche se obsoleta dal punto di vista scientifico.

L'ordine comprende circa 400 generi, con circa 1930 specie[5], in gran parte diffuse nelle regioni tropicali.
Tradizionalmente l'ordine Mantodea veniva suddiviso in otto famiglie:

Le moderne analisi filogenetiche hanno portato a distinguere 19 famiglie, oltre ad alcuni generi incertae sedis[7]:

In Europa sono rappresentate le famiglie Mantidae (29 spp.), Empusidae (5 spp.), Eremiaphilidae (2 sp.) e Amorphoscelidae (1 sp.)[8].

Specie presenti in Italia

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In Italia sono presenti le seguenti specie[6][8]:

Specie presenti in Europa

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In Europa sono presenti oltre 30 specie:[8]

Famiglia Amorphoscelidae:

Famiglia Mantidae:

Famiglia Empusidae:

Famiglia Eremiaphilidae:

  1. ^ a b c Servadei et al., pp. 254-256.
  2. ^ La mantide religiosa per antonomasia si identifica con la specie Mantis religiosa.
  3. ^ Tremblay, p. 22.
  4. ^ a b c Viggiani, p. 35.
  5. ^ a b Brillante G:, Mantide, il mito svelato, in Airone 2002; 212: 92-106.
  6. ^ a b (EN) Fabio Stoch, Checklist of the Italian fauna on-line, su Fauna Italia, 2003. URL consultato il 14 luglio 2008.
  7. ^ (EN) Otte D., Spearman L. e Stiewe M.B.D, Mantodea, in Mantodea Species File (Version 5.0). URL consultato il 12 aprile 2017.
  8. ^ a b c (EN) Taxon details: Mantodea, in Fauna Europaea version 2.6.2, Fauna Europaea Web Service, 2013. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  9. ^ http://www.iucnredlist.org/sotdfiles/pseudoyersinia-andreae.pdf
  10. ^ Forum Entomologi Italiani • Leggi argomento - Sphodromantis viridis (Forskål, 1775) - Mantodea Mantidae
  • Roberto Battiston, Luca Picciau, Paolo Fontana, Judith Marshall, Mantids of the Euro-Mediterranean Area (PDF), Verona, World Biodiversity Association, 2010, ISBN 978-88-903323-1-9 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • M. Salemi, F. Tomasinelli, Le mantidi religiose e gli insetti stecco, De Vecchi Editore, 2006, ISBN 88-412-7648-7.
  • Antonio Servadei, Sergio Zangheri e Luigi Masutti, Entomologia generale ed applicata, Padova, CEDAM, 1972.
  • Václav Jan Staněk, Enciclopedia illustrata degli insetti, tradotto da Elisabetta Ghisotti Steinman, Librerie Accademia, 1978.
  • Ermenegildo Tremblay, Entomologia applicata, Volume II Parte I, 1ª ed., Napoli, Liguori Editore, 1981, ISBN 978-88-207-1025-5.
  • Gennaro Viggiani, Lotta biologica e integrata, Napoli, Liguori Editore, 1977, ISBN 88-207-0706-3.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • (EN) Mantodea, su Fossilworks.org. Modifica su Wikidata
  • Mantoidei, su Insetti.org. URL consultato il 14 luglio 2008.
  • (EN) Order Mantodea, in Australian Faunal Directory, Australian Government, Department of the Environment, Water, Heritage and the Arts. URL consultato il 26 febbraio 2009.
  • (EN) Mantodea. Praying mantids and their relatives, su The Tree of Life Web Project, 2003. URL consultato il 14 luglio 2008.
Controllo di autoritàLCCN (ENsh2001008516 · GND (DE4253601-7 · J9U (ENHE987007554374805171 · NDL (ENJA00854254
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