L'ombrellone

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L'ombrellone
Enrico Maria Salerno e Sandra Milo in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia, Spagna
Anno1965
Durata97 min
Rapporto1,66:1
Generecommedia
RegiaDino Risi
SoggettoEnnio De Concini, Dino Risi
SceneggiaturaEnnio De Concini, Dino Risi
Casa di produzioneUltrafilm
Distribuzione in italianoInterfilm
FotografiaArmando Nannuzzi
MontaggioFranco Fraticelli, Emilio Rodríguez
MusicheLelio Luttazzi
ScenografiaMaurizio Chiari
CostumiMaurizio Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ombrellone è un film del 1965 diretto da Dino Risi e interpretato da Enrico Maria Salerno e Sandra Milo.

Il quarantenne ingegnere Enrico Marletti, che odia il mare e la confusione, e dall'aria vagamente annoiata, lascia una Roma ormai vuota in piena estate per raggiungere sua moglie Giuliana, da tre settimane in vacanza a Riccione per passare con lei il ponte di Ferragosto.

Qui conosce una serie di personaggi - molti di essi sono altri clienti dell'albergo - con cui Giuliana ha stretto amicizia. Marletti ben presto si rende conto di essere capitato in un momento di inquietudine coniugale della moglie: in un primo momento individua, per un equivoco, il suo rivale in Sergio, un gigolò; poi, a bordo del panfilo del loquace commendatore Tagliaferri, Marletti capisce che è in corso un'infatuazione intellettuale della moglie per il conte Antonio Bellanca, un astuto banditore di una locale casa d'aste che, tra una citazione colta e l'altra, cerca di appioppare a Giuliana i suoi oggetti d'antiquariato. Dopo una passeggiata con Enrico sul lungomare di Riccione Giuliana tronca la relazione con il conte e revoca il suo ordine per un mobile del Settecento.

Il confronto tra i due termina in una villa di Riccione, in cui è stata allestita una spaghettata notturna; Marletti, bluffando a poker, riesce a vincere una grossa cifra, recuperando così i soldi spesi per le vacanze e proprio a carico del conte Bellanca. Dopo avere fatto l'amore con Giuliana, stufo del caotico ambiente balneare, Enrico parte e ritorna a Roma accompagnato dalla matura Clelia, la donna che più aveva spettegolato in quel ponte di Ferragosto, dopo essersi messo d'accordo con Sergio che i "battitori", i gigolò suoi amici, avrebbero escluso Giuliana dalle loro possibili clienti.

Le riprese in esterno sono state fatte a Roma e a Riccione. La scena in cui Enrico Marletti segue Sergio è stata girata sulla via per giungere a Gabicce Monte.

Colonna sonora

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Brani musicali elencati nei titoli di coda:

  1. Sulla sabbia c'era lei (Herb Newman) eseguita da Sonia e le Sorelle
  2. Il mondo (Meccia-Fontana-Pes) eseguita da Jimmy Fontana
  3. Il peperone (Rossi-Vianello) eseguita da Edoardo Vianello
  4. Allora sì (Fontana-Pes-Fontana) eseguita da Jimmy Fontana
  5. Si fa sera (Amurri-De Martino) eseguita da Gianni Morandi
  6. Viva la pappa col pomodoro (Wertmüller-Rota) eseguita da Rita Pavone
  7. Il ballo della bussola (Migliacci-Zambrini-Ciacci) eseguita da Dino
  8. Lui/La forza di lasciarti (Migliacci-Enriquez-Zambrini) eseguita da Rita Pavone
  9. Isola di corallo eseguita da Luiz Bonfá
  10. Andiamo a mietere il grano (Rossi-Marrocchi) eseguita da Louiselle
  11. Sea Twist (Cassia-Giombini) eseguita da Jo Garsò
  12. Uno dei Mods (Migliacci-Mantovani-Meccia) eseguita da Ricky Shayne
  13. She asks of you (Shel Shapiro) eseguita da The Rokes
  14. Roberta (Naddeo-Lepore) eseguita da Peppino di Capri
  15. Un desiderio per l'estate (Ladypark-Arlesien) eseguita da Marina Moran
  16. I ragazzi dello shake (Migliacci-zambrini-Enriquez) eseguita da Gianni Morandi
  17. La forza di lasciarti (Andrea Bernabini) eseguita da Rita Pavone
  18. Letkiss-Jenka eseguita da Fausto Papetti
  19. Lasciati baciare col letkiss (Lindström-Pallavicini) eseguita dalle Gemelle Kessler
  20. La mia vita (Rossi-Marrocchi) eseguita da Louiselle
  21. Rimpiangerai Rimpiangerai (Sanjust-Marchetti-Lepore) eseguita da Gino Paoli
  22. Sirtaki (Piero Piccioni)
  23. Lady bossa nova (Ladypark-Arlesien)
  24. Chi siete (Lelio Luttazzi) eseguita da Mina
  25. La luna a fiori eseguita da Neil Sedaka
«[...] Risi porta la commedia italiana ad un punto di non ritorno: una galleria di freak borghesi affolla inquadrature brulicanti, mentre il sonoro mescola cacofonicamente dialoghi, rumori e canzonette. L'Italia è alla resa, la volgarità ha vinto: ormai contano solo le voglie basse (e spesso frustrate), e il finale introduce addirittura una nota apocalittica. Incompreso e sottovalutato all'epoca: Risi è ancora più cattivo che nei Mostri (Paolo Mereghetti, ***) [1]
«Il tono assolutamente disincantato sull'Italia del boom, sulla sua borghesia ipocrita ritratta senza ipocrisie, ne fanno un film "cerniera" per il suo essere liminare tra la commedia all'italiana più spensierata e quella degli anni '70, appesantita o liberata (vedi la commedia sexy) dal terrorismo.» (Pedro Armocida, il Giornale) [2]
  1. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, ed. 2017.
  2. ^ Pedro Armocida, Domani sotto «L'ombrellone» vedremo le ombre della buona borghesia, il Giornale, 14 agosto 2020, pag. 31.

Collegamenti esterni

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