Geppo Tedeschi

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Geppo Tedeschi (Tresilico, 11 agosto 1907Roma, 11 marzo 1993) è stato un poeta e scrittore italiano.

Figlio di Carmelina e Giosafatte (che fu a sua volta poeta e per primo tradusse in rima Les fleurs du mal di Charles Baudelaire, nel 1913), compì gli studi a Oppido Mamertina, poi a Locri e a Messina. Fu presidente dell'Ospedale Maria Pia di Savoia negli anni '50 e, ancora prima, durante la seconda guerra mondiale, Podestà di Oppido Mamertina. Aderì negli anni '30 al movimento futurista[1] di Filippo Tommaso Marinetti, del quale fu intimo amico. Marinetti firmò le prefazioni di " Idrovolanti in siesta sul Golfo di Napoli" (1937),Corti Circuiti (1938), Gli Adoratori della Patria (1941), " Ruralismo calabrese (1942)[2] e si prodigò per fargli ottenere una sovvenzione fissa dal governo fascista.[3]

Nel 1938 lanciò il Manifesto Futurista sulla Poesia Sottomarina che con i suoi dieci assiomi lo suggella poeta di rilievo, raggiungendo importanza e notorietà a livello nazionale.[4]

Giuseppe Lipparini, nella prefazione alle brevi Liriche Epigrafiche così lo descrisse: "Futurista era, non tanto per ragioni teoriche quanto per l'impeto spontaneo della sua indole meridionale...".[5]

Ottenne prestigiosi riconoscimenti e titoli, tra questi: Premio Reale Accademia D'Italia del 1938[6], in quell'anno era Presidente Gabriele D'Annunzio[7]; Premio Assisi del 1953; ex aequo Carducci del 1954; premio Dante Alighieri del 1959; Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Pubblica Istruzione del 1966; nel 1959 conseguì a Parigi la medaglia d'argento dall'accademia di Arts, Sciences, Lettre e si aggiudicò la cattedra di Letteratura Classica all'Accademia Parigina dei Classici; Consigliere d'Onore della Legion d'Oro di Roma; Grande Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti letterari.[8]

Dopo gli anni '50 si trasferì da Oppido a Roma; aderì, come artista superstite del futurismo, al manifesto lanciato da Enzo Benedetto che preluse all'uscita della rivista Futurismo oggi; curò un'antologia poetica del Futurismo; e la sua produzione letteraria, che lo ha consegnato agli annali, continuò fino alla sua dipartita.

Le sue liriche figurano in antologie e alcune sono state tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e giapponese.[9] Francesco Flora lo incluse nella sua Storia della Letteratura Italiana.[10]

Nel 2009, è stata istituita in Oppido Mamertina l'Associazione Culturale "Geppo Tedeschi".

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 2 giugno 1972[11]
  • Il Golfo di Genova, La terra dei vivi, Genova, 1932
  • Un saluto, Messina, Grafiche La Sicilia, 1933
  • Il Golfo della Spezia, La Spezia, 1933
  • Idrovolanti in siesta sul Golfo di Napoli (Elogiato al I Premio Nazionale di Poesia “Golfo di Napoli”), Napoli, edizione Studio Editoriale, 1938
  • Corti Circuiti, con prefazione di F.T. Marinetti, Lanciano, Carabba, 1939
  • Il suonivendolo, con prefazione di Alfredo Baccelli, Lanciano, Carabba , 1939
  • I canti con l'acceleratore, Lanciano, Carabba, 1940
  • Gli Adoratori della Patria, con prefazione di F.T. Marinetti, Lanciano, Carabba, 1941
  • Ruralismo calabrese Faenza, 1942
  • Rosolacci tra il grano, Milano, Gastaldi, 1943
  • Canne d'organo con prefazione di Giuseppe Lipparini, Milano, Gastaldi ,1953
  • Zufoli sul colle, Roma, Editore Corso, Roma, 1957
  • Tempo di aquiloni, Roma, Ed. Scena Illustrata, 1963
  • L'ombra si bevve i cavalli, Ed. Gabrieli, Roma 1974
  • Volti, Brescia, Ed. Magalini, 1976
  • Hanno bruciato i cespugli, Brescia, Edizioni Bresciane, 1985
  • Antologia Poetica dal Futurismo a oggi, Roma, Cartia Editore, 1986
  • Sussidiario campestre, Brescia, Edizioni Bresciane, 1989
  • È un Gabbiano senza pace il vento, Brescia Edizioni Bresciane, 1990
  • Non chiudete i cancelli, Brescia, Edizioni Bresciane, 1994
  1. ^ Lambiase-Nazzaro, p. 221.
  2. ^ Claudia Salaris, Storia del futurismo, Roma, Editori riuniti, 1985, pp. 239-240.
  3. ^ Giovanni Sedita, Gli intellettuali di Mussolini: la cultura finanziata dal fascismo, Firenze, Le lettere, 2010, p. 54.
  4. ^ Grande Enciclopedia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1978, p. 524.
  5. ^ Geppo Tedeschi, Antologia poetica dal futurismo a oggi, Roma, Cartia, 1977, p. 110.
  6. ^ Formiggini, p. 920.
  7. ^ F. Mosino, Geppo Tedeschi in memoriam, in Rivista Storica Calabrese, n. 1-2, 1994, p. 428.
  8. ^ I. Loschiavo, A. Orso, U. Verzì Borgese, Poeti e Scrittori vol I., Catanzaro, Calabria Letteraria, 1986, p. 425.
  9. ^ Francesco Grisi, I futuristi, Roma, Newton Compton, 1990, p. 403.
  10. ^ A. Tiberi, Sussidiario Campestre di Geppo Tedeschi, in Interferenze, Nuovi Sentieri, IV, n. 18-19, maggio-ottobre 1992, p. 50.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  • Angelo Fortunato Formiggini, Tedeschi Geppo, in Chi è? Dizionario degli Italiani d'oggi, Roma, Angelo Fortunato Formiggini, 1940.
  • Domenico Defelice, Geppo Tedeschi, Roma, Le petit moineau, 1969.
  • Sergio Lambiase e Gian Battista Nazzaro, Geppo Tedeschi, in Marinetti e i futuristi, Milano, Garzanti, 1978.
  • Geno Pampaloni e Mario Verdone (a cura di), Tedeschi Giuseppe (Geppo), in I Futuristi italiani: immagini, biografie, notizie, Firenze, Le Lettere, 1977, p. 29.
  • Pierfranco Bruni, Geppo Tedeschi e il futurismo, in Calabria Letteraria, n. 7-8-9, XXXVIII (1990).
  • (EN) Willard Bohn, Geppo Tedeschi, in Italian futurist poetry, Toronto; Buffalo, University of Toronto Press, 2005.

• Antonio Roselli,Le stagioni liriche di Geppo Tedeschi, in "Pomezia- Notizie", maggio 2013 (a.21,n.5).

• Antonio Roselli, Il caso del podestà Geppo Tedeschi, in "Rogerius", luglio-dicembre 2013 (a.16,n.2).

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