Frans Sammut

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Frans Sammut

Frans Sammut (Haz-Zebbug, 19 novembre 19454 maggio 2011[1][2][3]) è stato uno scrittore, saggista e drammaturgo maltese.

L'autore moderno nazionale di Malta, Frans Sammut, e la bandiera maltese - fine anni 1960/inizio anni 1970

Frans Sammut nacque a Haz-Żebbuġ, Malta.[1] Completò gli studi alla scuola elementare di Żebbuġ, al St Aloysius' College, al St Michael's Teacher Training College, all'Università di Malta (B.A., S.Th.Dip., M.Ed.) e infine all'Università per Stranieri di Perugia.

Benché tra il 1996 e il 1998 fosse stato consigliere per la cultura del Primo Ministro maltese, concluse la propria carriera come preside di scuola superiore.

Frans Sammut ebbe il suo primo riconoscimento alla fine degli anni '60, allorché contribuì a fondare il Moviment Qawmien Letterarju (Movimento di Rinascita Letteraria). Successivamente ricoprì la carica di Segretario dell'Akkademja tal-Malti (Accademia della Lingua Maltese).

Nel 2010, fu nominato Fellow della Società Napoleonica Internazionale.[4]

Era sposato con Catherine Cachia dalla quale ebbe due figli, Mark e Jean-Pierre. Sua nipote, Katrine Sammut, autrice lettone di Pino un Maksis vieni mājās.

È morto a Malta nel 2011. Le ultime parole di Frans Sammut sono state: “Io e mia moglie avremmo dovuto andare a Gerusalemme, ma pare che c'è stato un cambiamento di programma. Ora sto per dirigermi verso la Gerusalemme celeste."[5] Serracino Inglott ha commentato così queste parole: "Capì allora che talvolta il riso e le lacrime sono intercambiabili."[6]

Frans Sammut pubblicò numerose opere, tra cui i bestseller Il-Gaġġa (La Gabbia) del 1971, che ispirò il film Gaġġa (Gabbia) dello stesso anno diretto da Mario Philip Azzopardi,[7] Samuraj, che vinse il Premio Rothmans,[1] e Il-Ħolma Maltija (Il sogno maltese), del quale il critico letterario Norbert Ellul-Vincenti scrisse, "la letteratura maltese non aveva mai raggiunto una simile vetta."[8] Il drammaturgo Alfred Sant (Primo Ministro di Malta dal 1996 fino al 1998) lo considerò il capolavoro di Sammut[9] e la scrittrice e poetessa britannica Marjorie Boulton lo definì un'"opera monumentale".[10] Nel 1991 Sammut pubblicò Paceville, che vinse la Medaglia del governo per la Letteratura.[1] Pubblicò anche raccolte di racconti: Labirint (Labirinto), Newbiet (Stagioni), e Ħrejjef Żminijietna (Fiabe dei nostri tempi).

La sua opera saggistica comprende Ir-Rivoluzzjoni Franċiża: il-Ġrajja u t-Tifsira (La Rivoluzione francese: la storia e il significato), Bonaparti f'Malta (Bonaparte a Malta), tradotto in francese col titolo di Bonaparte à Malte nel 2008 nonché On The Da Vinci Code (2006), un commento bilingue (inglese e maltese) al bestseller internazionale. Curò inoltre l'edizione del Lexicon di Mikiel Anton Vassalli (†1829), il Padre della Lingua maltese. Nel 2006 curò la traduzione in maltese di Motti, Aforismi e Proverbii Maltesi del Vassalli (Għajdun il-Għaqal, Kliem il-Għerf u Qwiel Maltin). Nel 2007, la traduzione in esperanto (La Malta Revo) del suo Il-Ħolma Maltija rappresentò Malta nella collana in esperanto dei classici edita dalla Mondial Books di New York. Nel 2008 Il-Gaġġa giunse alla quinta edizione. Nel 2009 Sammut presentò la sua interpretazione rivoluzionaria della cantilena di Pietro Caxaro Xidew il-qada (Il-Kantilena), il più antico documento scritto in maltese.[11]

Sammut ha tradotto in maltese importanti lavori teatrali: la Phedre di Racine (Fedra) (1978) e The Lower Depths di Maxim Gorki, entrambi rappresentati al Teatro Manoel, a La Valletta, con la regia del poeta Mario Azzopardi.[12]

I romanzi di Frans Sammut sono studiati all'Università di Malta[13]. Numerose tesi sono state scritte sulla sua opera[14][15].

L'ex Rettore dell'Università di Malta, il professore di filosofia ed eminente intellettuale maltese Peter Serracino Inglott scrisse di Frans Sammut:

"Il genio di Sammut risiedeva nella sua abilità di giullare volteriano nel trasformare un personaggio storico in una specie di portatore di una maschera carnevalesca ironicamente esagerata. Come se ne fosse complice, il lettore è indotto a guardare in faccia ai personaggi solitamente visti con incondizionata riverenza e, ridendo dei loro dubbi, delle loro gaffe e dei loro voltafaccia, ne ricava un divertissement. Il salto stilistico dalla narrativa storiografica alla fiction è forse la sfida maggiore che dovrà affrontare ogni traduttore."[6]

Il Professor Henry Frendo disse questo di Frans Sammut:

Caloroso e diretto, figlio degno di Ħaż-Żebbuġ, francofilo ardente, e un polemista potenzialmente acido, un patriota, appassionato come sempre, Frans padroneggiava l'inglese quanto il maltese e non si tirava mai indietro da dare colpi quando sentiva qu'egli o qualcun altro aveva subito un torto.[16]

L'ambasciatore francese a Malta, Daniel Rondeau ha così descritto Frans Sammut:

Capelli bianchi, occhi grandi, folti baffi bianchi, carnagione molto scura, forte stretta di mano, autore di Bonaparte à Malte.[17]

Premi e riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]

Durante il mese di maggio 2014, il ministero maltese dell'istruzione pubblica ha lanciato il Premio Nazionale Frans Sammut per l'Uso della Lingua maltese.[18]

  • Labirint u Stejjer Oħra [Labirinto e altri racconti] (racconti) 1968
  • Il-Gaġġa [La Gabbia] 5 edizioni (romanzo) 1971 – Mario Philip Azzopardi ne ha tratto il film Gaġġa [Gabbia] 1971
  • Logħba Bejn Erbgħa [Un Gioco Tra Quattro] (racconto lungo) 1972
  • Samuraj [Samurai] 3 edizioni (romanzo) 1975
  • Kristu fil-Poeżija Maltija 1913-1973 [Cristo nella poesia maltese 1913-1973] (tesi di laurea mai pubblicata, Università degli Studi di Malta) 1977
  • Fedra [traduzione della Phèdre di Racine] 1978
  • Il-Qtil fi Sqaq il-Ħorr [L'Omicidio nel Vicolo dell'Onesto] (racconto lungo) 1979
  • Il-Proċess Vassalli [Il Processo Vassalli] (teatro) 1980
  • Il-Mixja tal-Ħaddiem lejn il-Ħelsien [Il Cammino del Lavoratore verso la Libertà] (analisi politica) 1982
  • Ir-Rivoluzzjoni Franċiża: il-Ġrajja u t-Tifsira [La Rivoluzione francese: la storia e il significato] (storiografia) 1989
  • Paceville (romanzo) 1991
  • Letteratura (critica letteraria) 1992
  • Il-Ħakma ta' Monroj [La dominazione di Monroy] (opera popolare, libretto) 1993
  • Il-Ħolma Maltija [Il sogno maltese] (romanzo) 1994, 2012[19], tradotto in esperanto: La Malta Revo, edito a New York, 2007
  • Mannarinu! (opera popolare, libretto) 1994
  • L-Att tal-Appostli [Gli Atti degli Appostoli] (opera popolare, libretto) 1995
  • Bonaparti f'Malta [Bonaparte a Malta](storiografia) 1997, tradotto in francese: Bonaparte à Malte, 2008
  • Newbiet [Stagioni] (racconti) 1998 (illustrazioni: Giovanni Caselli)
  • Ħrejjef Żminijietna [Fiabe dei nostri tempi] (racconti) 2000 (illustrazioni: Giovanni Caselli)
  • Dun Ġorġ: Il-Bniedem tal-Poplu [Padre Giorgio: l'uomo del popolo] (storiografia e agiografia) 2001
  • Ġrajjet Ħaż-Żebbuġ [La storia del Żebbuġ] (storiografia) (traduzione dell'originale di Padre Salvatore Ciappara) 2001
  • Lexicon (di Michelantonio Vassalli) 2002
  • Għala Le għall-UE [Perché No all'UE] (analisi politica) 2003
  • Ħarsa mill-qrib lejn ħajjet San Filep u l-Kult tiegħu [Uno sguardo da vicino alla vita di San Filippo e il suo culto] (storiografia e agiografia) 2004
  • Ġrajjet it-Tagħlim f'Malta Vol. 1 [La Storia dell'Educazione a Malta] (storiografia) 2004 (postumo)
  • On The Da Vinci Code/Dwar The Da Vinci Code [Su Il Codice Da Vinci] (critica letteraria) 2006
  • Għajdun il-Għaqal, Kliem il-Għerf u Qwiel Maltin [Motti, Aforismi e Proverbii Maltesi] (traduzione dell'originale di Michelantonio Vassalli) 2006
  • Alfred Sant: Il-Viżjoni għall-Bidla [Alfred Sant: La visione per il cambiamento[20]] (analisi politica) 2008
  • Introduzione al Piccolo Dizionario del Barone Vincenzo Azopardi nella quale propone la sua interpretazione della Cantilena di Pietro Caxaro (critica letteraria, linguistica) 2009
  • I Giovanniti: Storia dei Cavalieri di Malta (storiografia), pubblicato postumamente in Italia 2015 (2006)
  • Cagliostro: La doppia vita e l'intrigo maltese (storiografia), pubblicato postumamente in Italia 2017 (2006)
  1. ^ a b c d Elaine Attard, Frans Sammut passes away, in The Malta Independent, 5 maggio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2012).
  2. ^ Maltastar.com. URL consultato il 31 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2011).
  3. ^ Le Petit Futé, 9th Ed, 2009-2010, Paris, p. 70.
  4. ^ maltastory
  5. ^ Mark A. Sammut, Frans Sammut, in The Sunday Times (Malta)., 15 maggio 2011. URL consultato il 25 maggio 2011.
  6. ^ a b Peter Serracino Inglott, Inheritance of icons, in The Sunday Times (Malta)., 15 maggio 2011. URL consultato il 25 maggio 2011.
  7. ^ Sandra Aquilina, Portrait of the artist, in The Malta Independent., 12 marzo 2007. URL consultato il 5 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  8. ^ Ellul Vincenti, Norbert (11 maggio 1994): "Vassalli's Maltese Dream", The Sunday Times (Malta), p. 20.
  9. ^ Alfred Sant, Frans Sammut: A Man of Courage, in maltastar.com, 4 maggio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011.
  10. ^ Maltese works in Esperanto, in The Malta Independent, 2 settembre 2007. URL consultato il 15 maggio 2011. (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2012).
  11. ^ Toni Sant, New interpretation to oldest written document in Maltese, in maltamediaonline.com., 19 aprile 2009. URL consultato il 15 maggio 2011.
  12. ^ Azzopardi, Mario: "In Memoriam: Frans tal-Gagga u Gerusalemm l-ohra" in In-Nazzjon 14 June 2011.
  13. ^ Study-Unit Description - Faculty of Arts - University of Malta
  14. ^ bigtorinobernardmicallef, su inizjamed.org. URL consultato il 16 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  15. ^ Copia archiviata (PDF), su um.edu.mt. URL consultato il 16 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  16. ^ Henry Frendo (10 May 2011). [1], The Times (Malta). Retrieved 25 January 2013.
  17. ^ Daniel Rondeau, Malta Hanina, Gallimard 2012, p. 172.
  18. ^ Premio Nazionale Frans Sammut, su education.gov.mt. URL consultato il 7 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2015).
  19. ^ Il-Ħolma Maltija, 2nd edition | Frans Sammut Archiviato il 6 settembre 2013 in Internet Archive.
  20. ^ INDEPENDENT online Archiviato il 15 marzo 2012 in Internet Archive.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN2706637 · ISNI (EN0000 0000 3974 5297 · SBN UFIV170456 · Europeana agent/base/86982 · LCCN (ENn2008000394 · GND (DE170561593 · BNF (FRcb14531647r (data)