Francesco Gaetano Caltagirone

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Giorgio Napolitano consegna a Francesco Caltagirone le insegne dell'Ordine al Merito del Lavoro, 27 ottobre 2006.

Francesco Gaetano Caltagirone, anche noto come Franco (Roma, 2 marzo 1943), è un imprenditore italiano, costruttore edile ed editore. Nel 2021, con 3,8 miliardi di dollari, è tra gli italiani più ricchi ed è 891º nella classifica dei più ricchi del mondo secondo la rivista Forbes[1].

Membro di una articolata e numerosa famiglia originaria di Palermo e composta quasi del tutto da costruttori[2], figlio di Francesco che nel 1946 si trasferì a Buenos Aires con la moglie Giuseppina Cacciatore e i piccolissimi Francesco Gaetano (4 anni), Edoardo (tre) e Leonardo (uno). A Buenos Aires Francesco morì e la famiglia ritornò a Roma. Durante gli studi alla facoltà di ingegneria a Roma, Francesco Gaetano riprese - con il capitale ereditato insieme ai fratelli Edoardo e Leonardo - l'attività di famiglia interrotta negli anni quaranta, mettendosi in società con il cugino Gaetano, architetto già avviato all'attività di costruttore.

Da quel momento il Gruppo di cui è inizialmente solo socio realizza circa 200 complessi immobiliari di quasi 800 edifici la cui consistenza è vicina ai 3,3 milioni di metri quadrati per un valore di 15 miliardi di euro.[senza fonte] Negli anni settanta variano gli equilibri azionari con il cugino Gaetano, e diviene socio di maggioranza - alla pari con il fratello Edoardo.

Nel 1984 rileva l'allora Vianini S.p.A. - ora Caltagirone S.p.A. - che opera, a livello mondiale, nel settore delle grandi infrastrutture, di cui assume la presidenza. Dopo una completa ristrutturazione industriale, procede alla quotazione delle due partecipate Vianini Lavori S.p.A. e Vianini Industria S.p.A. Nel 1992 acquisisce dall'IRI, attraverso un'asta pubblica, la Cementir S.p.A., quarta società italiana nel comparto del cemento, che nel giro di pochi anni, sotto la guida del figlio Francesco Caltagirone jr, diviene una multinazionale con importanti presenze in Scandinavia, Turchia ed Estremo Oriente ed un fatturato prodotto per l'80% all'estero.

Caltagirone alla festa di restyling de Il Messaggero.
Caltagirone nel 2013 al programma Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber.

A metà degli anni novanta assume il pieno controllo del Gruppo Caltagirone unendo le proprie quote con quelle del cugino Gaetano nella società "Finanziaria Italia", di cui detiene circa il 70%, e che controlla circa il 51% della capogruppo Caltagirone S.p.A. Nel 1996 acquisisce, dal Gruppo Montedison, il quotidiano Il Messaggero di Roma, e l'anno successivo, da privati, Il Mattino di Napoli. Nel 2004 acquista il Corriere Adriatico di Ancona. Dal 2000 tutte le attività editoriali e dei new media sono state raggruppate nella Caltagirone Editore, quinto gruppo editoriale del paese. Nel 2006 acquisisce la quota di maggioranza del quotidiano di Venezia Il Gazzettino (quota del 54,59%, per un valore di 120 milioni di euro).

Caltagirone è inoltre membro della Giunta di Confindustria[3] e del Comitato di Presidenza della Federazione italiana editori giornali (in acronimo FIEG)[4] ed è stato Consigliere dell'Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 2015.[5][6][7]

Nel 2006 è nominato Cavaliere del Lavoro. Nello stesso anno diviene vicepresidente della Banca Monte dei Paschi di Siena di cui è, fino ad inizio 2012 quando liquida completamente la sua partecipazione, il secondo azionista privato nonché il primo persona fisica.

Nel 2007 è nominato consigliere di Assicurazioni Generali di cui assume la carica di Vice Presidente nell'aprile del 2010.[8] Arrivato a detenere l’8% delle quote nel 2021, risultando il secondo azionista dietro a Mediobanca[9] di cui lui stesso detiene il 3%, e il 16% grazie a un patto con Leonardo Del Vecchio e Fondazione CRT,[10] nel gennaio del 2022 si dimette e lascia il consiglio di amministrazione con cui è entrato in polemica criticandone le modalità di lavoro.[11]

Fino al 2007 era sposato con Luisa Farinon (sorella della ex conduttrice TV Gabriella) e ha 3 figli: Francesco Jr., Alessandro e Azzurra[12], ex moglie di Pier Ferdinando Casini.

Procedimenti giudiziari

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Il 31 ottobre 2011 Caltagirone viene condannato dalla prima sezione del Tribunale di Milano a 3 anni e 6 mesi di reclusione per insider trading, ostacolo alle funzioni di vigilanza nel processo sulla tentata scalata di Unipol alla Banca Nazionale del Lavoro nel 2005,[13][14] nell'inchiesta che lo vede imputato insieme all'ex Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e a Giovanni Consorte, condannati alla stessa pena.

Il 31 maggio 2012 la Corte d'appello di Milano ha annullato la condanna in primo grado e lo ha assolto.[15]

Il 7 dicembre 2012, la Cassazione ha annullato per vizi di motivazione la sentenza di assoluzione.

Il 6 dicembre 2013 è stato assolto dalla terza sezione penale della Corte d'appello di Milano, insieme all'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e alle altre persone coinvolte nel tentativo di scalata alla Bnl di Unipol del 2005, in quanto il fatto non sussiste.[16][17][18][19][20][21][22][23][24][25]

Il 6 maggio 2015 la Cassazione ha confermato l'assoluzione rendendo definitiva la sentenza di proscioglimento emessa dalla Corte d'appello di Milano.[26][27][28][29][30]

Rapporti tra i Caltagirone e i Bellavista Caltagirone

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La frequenza dei nomi Francesco, Gaetano e Ignazio in questa famiglia di costruttori e imprenditori ha creato occasionalmente confusione tra la stampa[31].

Il capostipite si può individuare in Ignazio Caltagirone (nato nel 1820 circa), costruttore a Palermo. Tra i discendenti di Gaetano Caltagirone (nato nel 1860 circa), figlio di Ignazio, si ritrovano gli esponenti più frequentemente trattati dagli articoli di cronaca.

Albero genealogico

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Gaetano Caltagirone
nato nel 1860
Ignazio Caltagirone
nato nel 1894, si sposa con Giuseppina Bellavista
Vincenzo Caltagirone
nato nel 1906
Yolanda Caltagirone
nato nel 1911
Camillo Caltagirone
nato nel 1913
Francesco Caltagirone
nato nel 1916
Saverio Caltagirone
nato nel 1917
Camillo Bellavista Caltagirone
Gaetano Caltagirone
(1929 – 2010)
Cavaliere
Francesco Bellavista Caltagirone
(1939 - ) - Patron del Gruppo Acqua Marcia
Edoardo Caltagirone
Leonardo Caltagirone
Francesco Gaetano Caltagirone
(1943 - ) - Presidente del Gruppo Caltagirone
Ignazio Bellavista Caltagirone
nato nel 1974
Gaetano Bellavista Caltagirone
nato nel 1978
Camillo Nino Bellavista Caltagirone
nato nel 1990
Tancredi Bellavista Caltagirone
Carlotta Bellavista Caltagirone
Francesco Caltagirone
Alessandro Caltagirone
Azzurra Caltagirone
Vicepres. del Gruppo Caltagirone - in passato sposata con Pier Ferdinando Casini

Ai membri riportati sopra, si aggiungono i nati dopo il 2010.

Principali società controllate

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Altre importanti partecipazioni

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Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria
— 1º giugno 2006[32]
  1. ^ (EN) Francesco Gaetano Caltagirone, su forbes.com.
  2. ^ L'impresa Caltagirone fu fondata a Bagheria nel 1905 dal nonno Gaetano; il figlio Ignazio la trasferì a Roma nel 1925, dove ha sede tuttora. Ignazio sposò Giuseppina Bellavista, da cui nacque il secondo ramo della famiglia.
  3. ^ Confindustria: Caltagirone in giunta, su ansa.it, Ansa, 22 maggio 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  4. ^ Fieg: Rinnovate le cariche sociali per il biennio 2012 - 2014, su fieg.it, Federazione italiana editori giornali, 11 luglio 2012. URL consultato il 25 novembre 2013.
  5. ^ Auditorium, gioiello tradito, su Online-new.it, 17 ottobre 2015. URL consultato il 7 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2015).
  6. ^ Il CdA, su auditorium.com, Auditorium Parco della Musica. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2013).
  7. ^ Auditorium nomine ai vertici. Alemanno conferma Fuortes, su roma.corriere.it, Corriere della Sera, 19 maggio 2011. URL consultato il 25 novembre 2013.
  8. ^ Francesco Gaetano Caltagirone, su generali.com, Assicurazioni Generali S.p.A., 2 ottobre 2013. URL consultato il 7 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2011).
  9. ^ Generali, battaglia finale - La Stampa, su lastampa.it. URL consultato il 16 gennaio 2022.
  10. ^ Francesco Spini, La scossa di Caltagirone su Generali, in Il Secolo XIX, 29 aprile 2021, p. 17.
  11. ^ Caltagirone si è dimesso da Generali, su Il Post, 14 gennaio 2022. URL consultato il 16 gennaio 2022.
  12. ^ Caltagirone Francesco Gaetano, su cinquantamila.corriere.it, Corriere della Sera, 5 ottobre 2008. URL consultato il 7 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2013).
  13. ^ Unipol, condannati Fazio e Consorte, su corriere.it, Corriere della Sera, 31 ottobre 2011. URL consultato il 29 giugno 2013.
  14. ^ Unipol-Bnl, condannati a 3 anni e mezzo Fazio e Caltagirone, su it.reuters.com, Reuters, 31 ottobre 2011. URL consultato il 29 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2013).
  15. ^ Scalata Bnl-Unipol: 11 imputati assolti. Condannati solo Consorte e Sacchetti, su ilfattoquotidiano.it, Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2012. URL consultato il 29 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2012).
  16. ^ Unipol-Bnl: assolti Fazio e tutti gli imputati, su ilsole24ore.com, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  17. ^ Consorte e Fazio assolti per la scalata Unipol-Bnl, su ilgiornale.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  18. ^ Unipol-Bnl, assolti Fazio & Co. Per l'Appello "il fatto non sussiste", su repubblica.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  19. ^ "Unipol, il fatto non sussiste". Assolti Fazio e Consorte [collegamento interrotto], su archivio.lastampa.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  20. ^ Scalata Unipol Bnl, Fazio e gli altri imputati assolti. Revocate le sanzioni, su ilfattoquotidiano.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  21. ^ Bnl-Unipol Assolti Fazio e 12 indagati, su iltempo.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2016).
  22. ^ Fazio e Bnl, il fatto non sussiste, su ilfoglio.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2016).
  23. ^ Bnl-Unipol, Fazio e altri 12 assolti, su avvenire.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  24. ^ Unipol, «il fatto non sussiste» Assolto l’ex governatore Fazio, su corriere.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  25. ^ Bnl-Unipol: Antonio Fazio assolto in appello con Consorte, Ricucci, Caltagirone, su blitzquotidiano.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  26. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Fazio e Consorte, su ilfattoquotidiano.it, 6 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  27. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Fazio e altri 12, su it.reuters.com, 7 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
  28. ^ Caso Unipol-Bnl tutti assolti, su gazzettadimodena.geolocal.it, 8 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  29. ^ Unipol: Cassazione conferma assoluzioni a Fazio e Consorte, su adnkronos.com, 6 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  30. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Sacchetti, su 24emilia.com, 11 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2016).
  31. ^ Paolo Conti, Dai mattoni ai giornali, le due anime dei Caltagirone, in Il Corriere della Sera, 4 agosto 2000, p. 2 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  32. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  • Gianni Dragoni, Giorgio Meletti, La paga dei padroni, Milano, Chiare lettere, 2008, pp. 165-169, ISBN 978-88-6190-057-8.

Voci correlate

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