Cucina islandese

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Lo squalo hákarl, è un esempio di cucina islandese tipica
Bistecca di balena in un supermercato islandese nel 2016

La cucina islandese è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Islanda e ha come elementi principali l'agnello e il pesce.[1]

Piatti tipici

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Donne intente a preparare lo stoccafisso destinato all'esportazione. Reykjavík 1910
Súr Hvalur: grasso di balena marinato nel latte acido in un supermercato islandese nel 2016

Il Þorramatur (cibo di Þorri) è una selezione di piatti tradizionali islandesi, consumati nei primi tre mesi dell'anno, come tributo all'antica cultura. Il Þorramatur è costituito principalmente da prodotti di carne e pesce, trattati in modo tradizionale, tagliati a fette o a pezzi, serviti accompagnati da rúgbrauð (un tipo di pane nero) e alcuni da burro e brennivín, una tradizionale acquavite.[2][3].

Tra i piatti del þorramatur troviamo:

  • Kæstur hákarl, squalo fermentato.
  • Súrsaðir hrútspungar, testicoli di montone bolliti e trattati in acido lattico.
  • Svið, teste di pecora scottate e bollite, a volte trattate in acido lattico.
  • Sviðasulta, testa in cassetta, ricavata dalla svið, a volte trattata in acido lattico.
  • Lifrarpylsa, letteralmente salsiccia di fegato, è fatta con il fegato e la sugna di pecora impastati con farina di segale e avena.
  • Blóðmör (sangue-sugna, noto anche come slátur, letteralmente macellazione), è un tipo di sanguinaccio di sangue e sugna di agnello impastati con farina di segale e avena.
  • Harðfiskur, pesce essiccato (spesso merluzzo, eglefino o lupo di mare), serviti con burro.
  • Rúgbrauð (letteralmente pane di segale), il tradizionale pane nero islandese.
  • Hangikjöt, (letteralmente carne appesa), agnello o montone affumicati e bolliti, a volte mangiati anche crudi.
  • Lundabaggi, lombi di pecora avvolti nella carne ricavata dai fianchi, pressati e conservati in acido lattico.
  • Selshreifar, pinne di foca trattate in acido lattico.
  • Súr Hvalur, grasso di balena marinato nel latte acido.
  • Rófustappa, rape schiacciate.

Tipica dell'isola è lo skyr, un formaggio fresco che viene consumato dalla popolazione senza aggiungere nulla, o con della frutta. Può essere usato anche per preparare frullati.[1]

Superalcolici

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Nell'isola viene prodotta un'acquavite (brennivín), chiamata anche morte nera.[4] Viene bevuta in particolar modo durante la consumazione dell'hákarl, per contrastare il forte odore d'ammoniaca che emana.

Fra i dolci tradizionali dell'Isola vi sono la vínarterta, una torta con confettura di prugne e cardamomo,[5] e i kleina, gnocchi fritti simili alle zeppole italiane.[6]

  1. ^ a b Erica Di Cillo, Cosa mangiare in Islanda e dove assaggiare i piatti tipici, in Giornale del cibo, 4 ottobre 2019. URL consultato l'8 novembre 2021.
  2. ^ (EN) Ken Albala, Food Cultures of the World Encyclopedia, ABC-CLIO, 2011, p. 194, ISBN 0-313-37626-3.
  3. ^ (EN) IBP, Inc, Iceland Country Study Guide Volume 1 Strategic Information and Developments, Lulu.com, 2012, p. 49, ISBN 1-4387-7459-1.
  4. ^ (EN) Icelandic Produce, su icelandgourmetguide.com. URL consultato l'8 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2010).
  5. ^ (EN) Kristin Olafson-Jenkyns, The Culinary Saga of New Iceland: Recipes from the Shores of Lake Winnipeg, Guelph, 2002, pp. 181-2.
  6. ^ (EN) Klenäter, su mixwell.com. URL consultato il 14 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2011).

Voci correlate

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Altri progetti

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