Camminacammina

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Camminacammina
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1983
Durata171 min
Rapporto1,37:1
Generereligioso
RegiaErmanno Olmi
SoggettoErmanno Olmi
SceneggiaturaErmanno Olmi
Casa di produzioneRai
FotografiaGianni Maddaleni
Ermanno Olmi
MontaggioErmanno Olmi
MusicheBruno Nicolai
ScenografiaErmanno Olmi
CostumiAlda Gasparoni
Ermanno Olmi
TruccoRenzo Caroli
Interpreti e personaggi
  • Alberto Fumagalli: Mel il sacerdote
  • Antonio Cucciarè: Rupo
  • Simone Migliorini: Eramo
  • Giovanni Beccuzzi: Niguet
  • Dina Bianchi: Cevia
  • Rosaria Bianchi: Riota
  • Claudio Camerini: Giuseppe
  • Pietro Costantini: Luside
  • Vezio Gabellieri: Garoel
  • Marco Bertini: Cushi
  • Giulio Paradisi: Astioge

Camminacammina è un film del 1983 diretto da Ermanno Olmi ed interpretato da attori non professionisti.

L'autore rivisita la storia dei magi che seguendo una stella si mettono in viaggio alla ricerca del Salvatore. Inizialmente, il film durava oltre 4 ore, ma questa versione è andata persa[1]. La censura, applicò il divieto ai minori di 14 anni[2].

Fu presentato fuori concorso al 36º Festival di Cannes.[3][4]

Una notte il sacerdote astronomo Mel ed il suo discepolo Rupo, scrutando il cielo dalle rovine di un tempio, sono sorpresi da una luce fortissima ed improvvisa. La interpreteranno come un segno della venuta del Salvatore e decideranno, insieme a molti abitanti della città, di mettersi in cammino per rendergli omaggio e consegnargli i doni affidatigli dal re.

Nel lungo cammino, che non tutti riusciranno a portare a termine, si uniranno altre due carovane.

Troveranno il Salvatore in un castello abbandonato, sotto le spoglie di un bambino, e gli renderanno omaggio. La notte stessa però, temendo un agguato delle truppe di un invidioso imperatore, le tre carovane si disperderanno dopo aver cancellato tutti i segni della loro visita. Solo un soldato tornerà nottetempo al castello, ma arriverà dopo le truppe dell'imperatore.

Il film è stato girato tra agosto e dicembre del 1980, a Volterra, nelle Alpi Apuane e in Maremma[5].

  1. ^ Lietta Tornabuoni, Olmi e il tradimento dei Magi, in La Stampa, 4 febbraio 1983, p. 3.
  2. ^ M.S.P., Olmi: Il mio film fa paura, per questo lo vietano, in l'Unità, 11 maggio 1983, p. 11.
  3. ^ (EN) Official Selection 1983, su festival-cannes.fr. URL consultato il 22 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2013).
  4. ^ Piero Perona, Il cuore schietto di Olmi, in Stampa Sera, 11 maggio 1983, p. 27.
  5. ^ Morando Morandini, Ermanno Olmi, collana Il Castoro Cinema, p. 84.

Collegamenti esterni

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