Cachistocrazia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Per cachistocrazia[1] o kakistocrazia (dal greco antico κάκιστος?, kákistos, "pessimo" e κράτος, krátos, "comando"), anche detta peggiocrazia[2], si intende un governo in cui il potere è affidato ai cittadini meno competenti e qualificati, dunque ai "peggiori". La parola è costruita come l'antonimo di "aristocrazia", che secondo la sua etimologia greca è il "governo dei migliori". Data la connotazione peggiorativa, la parola non viene mai usata come denominazione ufficiale di uno Stato, ma conosce solo usi di natura polemica e critica, sia nell'ambito della comunicazione politica informale e giornalistica, sia nell'ambito della filosofia politica e della sociologia del potere.

Il primo uso attestato in lingua inglese della parola kakistocracy[3] risale a un sermone del 1644 nel quale un sostenitore di Carlo I, Paul Gosnold, si scaglia contro gli "spiriti irrequieti" (i parlamentari e i presbiteriani) che, "avendo una perpetua voglia di cambiare e innovare", sono desiderosi di trasformare "la nostra monarchia ben temperata in un qualche folle tipo di kakistocrazia" (transforming ... our well-temperd Monarchy into a mad kinde of Kakistocracy)[4]. Nell'Ottocento il termine è consolidato, sebbene di uso sporadico e letterario, e si incontra ad esempio in una novella del 1829 dello scrittore inglese Thomas Love Peacock[5] e nelle Memoir on Slavery (1838) del senatore statunitense William Harper[6].

In tedesco l'uso è attestato nella seconda metà del XVIII secolo. Nel 1783 lo storico August Ludwig von Schlözer scrive della "kakistocrazia in Olanda"[7], e nel 1800 il matematico Abraham Gotthelf Kästner pubblica un breve componimento poetico in cui alla monarchia e all'aristocrazia è contrapposta la "kakistocrazia di Robespierre"[8].

In italiano l'espressione kakistocrazia è usata in un epigramma di Vittorio Alfieri del 1797, raccolto nelle Rime[9], come stravolgimento sarcastico di "aristocrazia", per lamentare la fine della Repubblica di Venezia invasa dall'esercito di Napoleone:

«Voi ci darete un Erre, e noi due Kappa;

(...) Scambio or vi diam, per l'ARistocrazìa,

La nostra santa KaKistocrazìa

L'espressione "cachistocrazia o cacistocrazia" è registrata nel Panlessico italiano, ossia dizionario universale della lingua italiana di Marco Bognolo (Venezia, 1839), dov'è definita semplicemente come "governo pessimo"[10]. Nell'Ottocento e nel Novecento le espressioni "cachistocrazia" o "kakistocrazia", pur restando colte, rare e parodistiche, continuano ad essere presenti nelle fonti letterarie e pubblicistiche, come ad esempio nel discorso del 1883 del vescovo di Foggia Marinangeli: qui la "cachistocrazia" sarebbe l'esito della statolatria hegeliana e della separazione laica tra Stato e Chiesa[11].

Nella comunicazione politica

[modifica | modifica wikitesto]

Nella comunicazione politica informale e giornalistica, il termine "kakistocrazia" conosce un uso sporadico, ma costante e consolidato, per stigmatizzare regimi politici, governanti e gruppi di potere di cui si lamenta l'incapacità a governare, l'incompetenza, la corruzione o l'autoritarismo. A titolo esemplificativo, il termine in tempi recenti è stato usato con intento polemico per descrivere:

Luigi Zingales ha usato il termine "peggiocrazia" per riferirsi all'assenza di fiducia in un sistema meritocratico e alla mancanza di una cultura della legalità, che in un libro del 2012[22] egli identifica tra le cause della crisi economica dell'Italia[23].

In filosofia politica

[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "kakistocrazia" è stato usato più volte dal filosofo della politica Michelangelo Bovero[24][25][26], che ne ha proposto una ridefinizione originale.

Bovero chiama kakistocrazia una forma di governo che riunisce in sè la degenerazione della monarchia, dell'aristocrazia e della democrazia. Il riferimento è alla teoria dell’anaciclosi e della costituzione mista di Polibio, il quale aveva riportato il successo politico e militare di Roma alle virtù della sua costituzione, capace di integrare i pregi della monarchia, dell’aristocrazia e della democrazia. Bovero immagina una costituzione che sia la combinazione delle forme degeneri di queste tre forme di governo, cioè della tirannide, dell'oligarchia e dell'oclocrazia. Il risultato è appunto la kakistocrazia, in cui “la tendenza oclocratica plebea, quella oligarchica plutocratica e quella tirannica dittatoriale convergono sino a formare un'alleanza potente e vittoriosa”[25].

La kakistocrazia consiste perciò nell’antitesi della costituzione mista di Polibio o dell'“ottima Repubblica” di Campanella: è la pessima repubblica, il peggior governo, cioè il governo dei peggiori. Nella lettura di Bovero questo concetto avrebbe una capacità descrittiva e critica della crisi contemporanea della democrazia, che sarebbe soggetta alla spinta oclocratica verso la demagogia, il populismo e la volgarità, alla spinta oligarchica verso il neoliberismo e il predominio degli interessi economici più forti, e alla spinta tirannica verso l’accentramento cesaristico dei poteri in capo al leader.

Così inteso, il concetto di kakistocrazia è usato per analizzare e stigmatizzare le trasformazioni della società e della politica italiane, ed è entrato in circolazione a partire dai primi anni 2000 negli studi politologici e nel dibattito pubblico[27].

  1. ^ Salvatore Battaglia e Edoardo Sanguineti (a cura di), Grande dizionario della lingua italiana (JPG), supplemento 2004, Torino, UTET, p. 180, ISBN 88-02-06162-9. URL consultato il 21 ottobre 2021.
  2. ^ Peggiocrazia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 9 settembre 2021.
  3. ^ (EN) Trending: When Government Is Just The Worst, su Merriam Webster, 29 giugno 2017. URL consultato il 6 giugno 2020.
  4. ^ Paul Gosnold, A sermon preached at the publique fast the ninth day of Aug. 1644 at St. Maries, Oxford, before the honorable members of the two Houses of Parliament there assembled by Paul Gosnold ... ; and published by authority., su quod.lib.umich.edu.
  5. ^ Thomas Love Peacock, The Misfortunes of Elphin, 1829, p. 93.
  6. ^ (EN) William Harper, Memoir on Slavery: Read Before the Society for the Advancement of Learning, of South Carolina, at its annual meeting at Columbia, 1837, J. S. Burges, 1838, p. 49. URL consultato il 27 novembre 2016.
  7. ^ (DE) Stats-Anzeigen, Kakistokratie in Holland, in Stats-Anzeigen, vol. 4, Göttingen, 1783, p. 123.
  8. ^ Abraham Gotthelf Kästner, Sinngedichte und Einfälle. Erste Sammlung, Frankfurt-Leipzig, 1800, p. 82.
  9. ^ Vittorio Alfieri, Opere postume, XI, Londra (in realtà, Firenze), 1804, p. 93.
    «Messer lo Doge, ove non siate matto, / Accettate il baratto, / Che mi propon d'imporvi il Direttorio, / Con coscìenza candida d'avorio. / Voi ci darete un Erre, e noi due Kappa; / E, per giunta, staremvi in adjutorio. / Di sì sublime patto, / Udite almo Governo che ne scappa: / Scambio or vi diam, per l'ARistocrazìa, / La nostra santa KaKistocrazìa»
  10. ^ Marco Bognolo, Panlessico Italiano, ossia Dizionario Universale della lingua italiana corredato della corrispondenza delle lingue latina, greca, tedesca, francese ed inglese, vol. 4, Venezia, Girolamo Tasso, 1839, p. 1895.
  11. ^ Domenico Marinangeli, Discorso di S.E. il vescovo di Foggia, in La scienza e la fede, vol. 139, Napoli, 1883, p. 291.
  12. ^ (EN) Kakistocracy may just be the perfect word to describe the Trump government, su The Independent, 21 novembre 2016. URL consultato il 9 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2016).
  13. ^ (EN) There's a Word for the State of American Democracy: Kakistocracy, su The Atlantic, 9 ottobre 2017. URL consultato il 9 settembre 2021.
  14. ^ (EN) Kakistocracy, a 374-year-old word that means 'government by the worst,' just broke the dictionary, su The Washington Post, 13 aprile 2018. URL consultato il 9 settembre 2021.
  15. ^ (EN) David Cameron leads MPs in a charade of smoke and mirrors, su The Guardian, 11 gennaio 2016. URL consultato il 9 settembre 2021.
  16. ^ (EN) Only the UK leads America in its rush to kakistocracy, su Financial Times. URL consultato il 9 settembre 2021.
  17. ^ (EN) The great British kakistocracy, su EuropeNow, 20 novembre 2020. URL consultato il 9 settembre 2021.
  18. ^ Vahram Abadjian, Kakistocracy or the true story of what happened in the post-Soviet area, in Journal of Eurasian Studies, vol. 1, n. 2, 2010, pp. 153-163.
  19. ^ (EN) Amro Ali, Kakistocracy: a word we need to revive, su OpenDemocracy, 12 novembre 2016. URL consultato il 9 settembre 2021.
  20. ^ (EN) Kleptocracy, nepotism, kakistocracy: impact of corruption in Sub-Saharan African countries, su Inderscience Publishers, 29 luglio 2014. URL consultato il 9 settembre 2021.
  21. ^ Paolo Sylos Labini, La crisi italiana, 2018, anteprima.
  22. ^ Luigi Zingales, Manifesto capitalista: una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta, Milano, Rizzoli, 2012.
  23. ^ Zingales, lotta alla “peggiocrazia”. Rivoluzione morale contro l’economia corrotta, su lastampa.it.
  24. ^ Michelangelo Bovero, La ricetta di Polibio e il suo "rovescio". Ovvero: Kakistocrazia, la pessima repubblica, in Teoria politica, vol. 12, n. 1, 1996, pp. 3-13.
  25. ^ a b Michelangelo Bovero, Contro il governo dei peggiori: una grammatica della democrazia, Roma-Bari, Laterza, 2000, p. 134.
  26. ^ Michelangelo Bovero, Il concetto di democrazia. Per una ridefinizione radicale., in Il Ponte, vol. 59, n. 2, 2003, pp. 68-86. URL consultato il 13 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2021).
  27. ^ Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky, La felicità della democrazia: Un dialogo, Laterza, 2011, anteprima.