Bengasi (film)

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Bengasi
Maria Tasnady e Fosco Giachetti in un fotogramma del film
Paese di produzioneItalia
Anno1942
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, guerra
RegiaAugusto Genina
SoggettoAugusto Genina
SceneggiaturaUgo Betti, Alessandro De Stefani, Augusto Genina, Edoardo Anton
ProduttoreAlberto Bargelesi
Casa di produzioneBassoli Film
Distribuzione in italianoCine Tirrenia
FotografiaAldo Tonti
MontaggioFernando Tropea
MusicheAntonio Veretti
ScenografiaSalvo D'Angelo, Cesare Baietti, Camillo Paraviccini e Leopoldo Zampetti
CostumiAnna Maria Feo
Interpreti e personaggi

Bengasi è un film di guerra del 1942 diretto da Augusto Genina.

Vinse la Coppa Mussolini al Festival di Venezia come miglior film italiano ed il protagonista, Fosco Giachetti, si aggiudicò la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.

Nella Bengasi del 1941 infuria la guerra della campagna del Nordafrica. Mentre i cittadini italiani fuggono dalla città perché le truppe d'invasione inglesi avanzano in suolo italiano, il capitano Enrico Berti trafuga dei documenti importanti da casa sua e costringe la moglie Carla, che ha origini ungheresi, a fuggire insieme al figlioletto Sandro di quattro anni. Ma durante l'esodo su un camion insieme ad altri coloni, gli inglesi bombardano e il bimbo muore tra le braccia della madre Carla perché il camion si è ribaltato. Enrico perde un braccio durante un attacco e viene fatto prigioniero dagli inglesi. All'ospedale riceve la visita della moglie che però non ha il coraggio di raccontargli della morte del loro figlio.

Enrico, dopo essere guarito, finisce in un campo di prigionia inglese insieme ad altri compagni d'armi. Intanto a Bengasi Filippo Colleoni diventa interprete dei soldati inglesi che hanno invaso la città. In realtà è un ufficiale di stato maggiore dell'esercito italiano che si finge interprete per scoprire i piani bellici delle truppe britanniche. S'innamora di Giuliana, una ragazza conosciuta durante l'esodo dei coloni. Una vecchia contadina cerca il figlio di cui non si hanno più notizie dopo una battaglia. Finalmente lo trova dopo molte ricerche ma ha perso la vista durante il combattimento. Arrivati a casa la contadina scopre che il marito è stato ucciso da dei soldati inglesi ubriachi perché voleva impedire agli invasori di rovinargli le coltivazioni. Intanto Enrico evade dal campo di prigionia in cui era rinchiuso, ritorna a Bengasi e scopre dalla moglie Carla l'amara verità sulla morte del figlio Sandro.

Nel frattempo un soldato italiano sbandato trova rifugio in una casa di tolleranza di Bengasi dove s'innamora della prostituta Maria chiamata da tutti Fanny. Un giorno i soldati inglesi perquisiscono la casa nella speranza di trovare dei soldati italiani. Il soldato viene nascosto da Fanny e non viene trovato. Enrico comincia a collaborare con Filippo (che è stato aggredito in un rifugio antiaereo da cittadini italiani perché ritenuto una spia degli ufficiali britannici) per scoprire i piani degli inglesi. Dopo alterne vicende, Filippo viene scoperto dagli inglesi ed arrestato mentre Bengasi viene minata dagli inglesi in ritirata e molti dei suoi edifici distrutti. Al ritiro delle truppe inglesi i cittadini italiani scendono per le strade ad accogliere le truppe italiane e tedesche, festeggiando e sventolando le bandiere del Regno d'Italia e quelle del Terzo Reich. Le autorità italiane della città annunciano solennemente da un balcone che Bengasi è ritornata a far parte del regno d'Italia.

Giachetti in una foto di scena del film

Tipico esempio di pellicola ascrivibile al filone propagandistico, Bengasi venne realizzato negli studi di Cinecittà tra la primavera e l'estate del 1942.

Distribuzione

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La pellicola venne distribuita nel circuito cinematografico italiano il 5 settembre del 1942. Alcune scene del film interpretate da Vivi Gioi, Fedele Gentile e Laura Redi furono aggiunte nel 1955 quando usci una nuova versione del lungometraggio curata da Carlo Marco Bassoli con il titolo Bengasi anno '41.[1]

Francesco Pasinetti nelle pagine di Cinema del 25 settembre 1942 «Non è certo Bengasi un film istintivo fatto di slancio e di fantasia, ma dosatissino e sapiantemente organizzato allo scopo di raggiungere un fine di propaganda. L'opera ha un suo piglio vigoroso. La società produttrice ha messo a disposizione del regista tutti i mezzi, non badando a spese. È stato ricostruito a Cinecittà un intero quartiere di Bengasi, con interni lussuosi e masse enormi per gli esterni. Il bollettino pubblicitario del film ci fa sapere che sono stati impiegati 500 quintali di chiodi. Genina anziché scegliere gli interpreti dalla strada li ha scelti tra un vasto gruppo di attori professionisti, guidandoli con maestria che gli è propria...»

In base ai dati disponibili[2], Bengasi risultò uno dei film di maggior successo di pubblico in Italia del 1942, con un incasso pari a 16 milioni di lire dell'epoca, secondo solo al dittico Noi vivi-Addio Kira! diretto da Goffredo Alessandrini (realizzato come film unico ma distribuito in due parti a causa dell'eccessiva lunghezza), anch'esso rientrante nel filone apologetico, che introitò oltre 20 milioni.

  1. ^ Bengasi, su digilander.libero.it. URL consultato il 26 maggio 2022.
  2. ^ Benché non esistano dati ufficiali sugli incassi dei film negli anni Trenta e primi Quaranta, l'entità degli introiti delle principali pellicole prodotte in Italia è stata ricostruita sulla base dei contributi alla cinematografia concessi dallo Stato in base alle norme incentivanti dell'epoca. Le tabelle relative a tali importi sono pubblicate nei documenti allegati al VI volume della Storia del cinema italiano, op. cit. in bibliografia, pag. 670 e seg.

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