Anima nera (film 1962)

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Anima nera
Nadja Tiller e Vittorio Gassman nel film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1962
Durata88 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,85:1
Generedrammatico
RegiaRoberto Rossellini
SoggettoGiuseppe Patroni Griffi
SceneggiaturaGiuseppe Patroni Griffi, Alfio Valdarnini, Roberto Rossellini
ProduttoreGianni Hecht Lucari
Casa di produzioneDocumento Film
FotografiaLuciano Trasatti
MontaggioDaniele Alabiso
MusichePiero Piccioni
ScenografiaElio Costanzi, Alfredo Freda
CostumiMarcella de Marchis Rossellini
TruccoGiuliano Laurenti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Anima nera è un film del 1962 diretto da Roberto Rossellini.

Il soggetto è tratto dalla omonima commedia di Giuseppe Patroni Griffi.

Dopo molti anni in cui ha condotto una vita discutibile e scapestrata, Adriano decide di sposare Marcella, una ragazza che proviene da una famiglia borghese, la quale, però, contraria a questo matrimonio, la ripudia. Il losco passato di Adriano riemerge quando si fa viva con lui Olga, una donna che lo manteneva, che gli chiede la restituzione di un debito che in passato aveva contratto con lei.

Per far fronte a queste richiesta Adriano dovrebbe accettare un'eredità proveniente da un nobile di Torino. Ciò fa emergere che con costui lui aveva avuto un rapporto equivoco. Quando la sorella del defunto svela la verità a Marcella, questa, disgustata, decide di abbandonare Adriano. L'uomo, a questo punto, avvia una relazione con Mimosa, una donna di discussa moralità.

Marcella, pentita del suo gesto, torna a casa dal marito, dove trova Mimosa, che la rimprovera della sua incomprensione nei confronti di Adriano, critiche che la donna sembra accettare. Cerca quindi di ricostruire il loro rapporto, ponendo però la condizione che Adriano rifiuti quella eredità. Vuole quindi convincere il marito e parla a lungo con lui, il quale, però, annoiato, annuisce, ma fa soltanto finta di ascoltarla.

Il film non ebbe grande accoglienza. Per Valentino Di Carlo «testo teatrale e film si limitano a prendere atto che l'anima di Adriano è veramente nera nonché della esistenza di un mondo corrotto e depravato. Ma Rossellini si è ben guardato dal darci una sua interpretazione di questo ambiente, un suo giudizio sui personaggi. Gassman sembra tornato ai bei tempi dei felloni tutto d'un pezzo di Riso amaro»[1]

Di analogo tenore, pur lodando l'interpretazione di Gassman, La Stampa: «il regista non si è accorto che l'azione qui è soltanto apparente come simulati sono i sentimenti e le passioni. Così che il film annaspa in un fitto dialogo dietro al quale c'è quasi sempre il vuoto. Rossellini non era davvero il regista più adatto per riempirlo».[2]

Lo stesso Gassman, il principale interprete, diede un giudizio molto critico sulla pellicola: «Anima nera fu un vero obbrobrio, che però in fondo sono contento di aver fatto perché è l'unica cosa che ho fatto con Rossellini che io ho sempre ammirato forse più di qualunque altro. Anima nera - continua Gassman - è forse il peggior film di Rossellini in cui lui era arrivato ad un tale disgusto cinico che la più parte del tempo non c'era, cioè mi diceva: "senti Vittorio tu sai tutto, tu sei quel grande attore che sei [...] alle volte la presenza del regista disturba... io vado via due orette fate voi...voi sapete..." Nell'insieme ne venne fuori un film quasi osceno»[3] Giudizio che l'attore ribadì anche in un'altra occasione: «Anima nera è stata una esperienza negativa, davvero negativa. Un film scadente [...] un film sbagliato, un film mediocre.»[4]

In un'altra occasione[5] l'attore scrisse «la mia scarsa concentrazione nel lavoro si accordò magnificamente con il distacco che ormai Roberto manifestava nei confronti del cinema. Un giorno [...] pur di non spostarsi da Roma ad Ostia, inventò un complicatissimo sistema di specchi per proiettare un fondo marino nel teatro di posa. Il risultato fu orrendo: io e Nadia Tiller sembravamo due dementi che amoreggiano in un acquario...»

Negli stessi giorni in cui usciva Anima nera, veniva presentato nelle sale cinematografiche anche Mondo sulle spiagge diretto dal figlio di Roberto, Renzo Rossellini, allora ventunenne. Il film apparteneva al filone, a quel tempo molto in voga, di inchiesta sexy, dove l'apparente indagine era in realtà il pretesto per una serie di scene di spogliarello e rivista. Fu stroncato dalla critica.[6]

  1. ^ Recensione su La notte del 6 settembre 1962 riportata in: Giacomo Gambetti: Vittorio Gassman. Gremese edit. Roma.
  2. ^ recensione apparsa sul numero 194 del 1º settembre 1962, a firma Vice, consultata presso l'archivio on line del quotidiano.
  3. ^ dichiarazione riportata nel libro di Giacomo Gambetti Vittorio Gassman Gremese edit. Roma.
  4. ^ tratto da Jean A. Gili "Arrivano i mostri" Cappelli edit, Bologna 1980
  5. ^ Nel libro autobiografico Un grande avvenire dietro le spalle Longanesi edit. , MIlano 1981
  6. ^ altro articolo a firma Vice su La stampa del 1º settembre 1962, consultato presso l'archivio on line del quotidiano.
  • Isabella Rossellini. Nel nome del padre, della figlia e degli spiriti santi. Un ricordo di Roberto Rossellini. Edit. Contrasto Due, Milano, 2006 ISBN 978-88-6965-007-9
  • Gianni Rondolino. Rossellini. UTET Torino, 2006. ISBN 978-88-02-07359-0

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